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Scritto Giovedì 17 maggio 2018 alle 17:32

Lo sviluppo di Retesalute dà maggiore valore all’ambito distrettuale. E l’asse Merate-Casate è strategico per i comuni

La differenza rispetto all'atteggiamento tenuto in passato dai comuni dell'ambito distrettuale meratese-casatese ha molteplici spiegazioni: 1) il tema in discussione, innanzitutto, i servizi alla persona gestiti da Retesalute; 2) la mutata compagine del CdA dell'Azienda speciale pubblica, oggi assai più competente e spoliticizzata; 3) l'asse sempre più solido tra i due comuni capofila, Merate e Casatenovo; 4) la minor attrattività della proposta lecchese che si basa su una società tutta da costruire che vede addirittura il soggetto privato detenere il 51% delle azioni, cioè la maggioranza assoluta; 5) l'oggettivo calo del potere di influenza del PD verso i sindaci di area, contestualmente all'altrettanto calo oggettivo di popolarità di Virginio Brivio, prossimo a lasciare la poltrona di sindaco di Lecco per destinazione ignota (elevata carica nell'Anci?)

Quale prevalga di queste spiegazioni è poco rilevante. Conta invece che il territorio - storica fucina di nuove iniziative, terra di sperimentazione del socio-sanitario da almeno 30 anni - si è finalmente mosso in modo compatto votando all'unanimità, sia pure con qualche distinguo e qualche parte inevitabile in scena, l'ampliamento dell'Azienda speciale. Una strategia assolutamente necessaria per sopravvivere e offrire servizi alla persona in maniera efficace e economica. Il concetto è evidente e non lo condivide solo chi ha altre idee in testa. Distinte e distanti dagli interessi della popolazione destinataria dell'offerta di Retesalute. Se è comprensibile l'assenza al voto di Airuno - la posizione di Adele Gatti è sempre stata critica verso l'ampliamento e, forse, più attratta da Lecco e della sua Impresa Sociale - risulta meno motivata l'assenza di Osnago, Imbersago e Montevecchia. Disertare l'assemblea in cui si debbono assumere decisioni che segnano una svolta epocale nell'attività ormai ultradecennale dell'Asp significa o una ingiustificabile superficialità oppure un disaccordo di fondo che non si intende verbalizzare. Una qualche spiegazione i sindaci dei comuni assenti la dovranno pur dare, posto che sono soci dell'azienda e i cittadini dei rispettivi paesi beneficiano dei servizi da essa erogati o comunque gestiti.

Del resto gli obiettivi di questa operazione sono bene espressi nel documento elaborato dal CdA: 1) Omogeneità dei servizi sul territorio; 2) Livellamento verso lo standard migliore presente; 3) Mantenimento delle buone prassi locali; 4) Continuità assistenziale; 5)Abbattimento dei costi di produzione; 6) Controllo analogo , ricordate questa frasetta applicata al servizio idrico? Vuol dire che i comuni mantengono un controllo serrato sull'attività dell'azienda; 7) Innalzamento costante delle competenze del personale.

CdA che è composto da esponenti - attenzione, si tratta di volontari non pagati - particolarmente preparati che certo non hanno bisogno del consulente proposto dal solito sindaco di Osnago, soldato del PD, per redigere il piano industriale. Possibile che servano sempre consulenze costose e non bastano mai le professionalità interne?

Bastano eccome, egregio signor Paolo Brivio!

Due menzioni prima di chiudere: 1) l'asse Galbiati-Massironi ha dato i risultati sperati. Il sindaco di Casatenovo sembra indeciso se ricandidarsi o meno il prossimo anno. Di sicuro è auspicabile la sua permanenza in campo. E' un uomo di grande valore con una capacità di lavoro sbalorditiva. Il sindaco di Merate, invece, ha fatto sapere che non si ricandiderà. L'auspicio per lui è che sappia trasmettere questa eredità a chi merita davvero. Solo così l'ambito distrettuale continuerà a marciare unito. E i temi da affrontare sono ancora tanti. 2) C'è un personaggio, in tutto queste scenario che apparentemente non compare ma che invece ha fatto moltissimo per far conseguire il risultato, Marco Panzeri. L'ex sindaco di Rovagnate, ex presidente di Retesalute si è inspiegabilmente chiamato fuori. Noi pensiamo sia una risorsa importante, strategica. E per ciò lo invitiamo caldamente a tornare in campo e rimettersi in gioco.

Claudio Brambilla
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