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Scritto Domenica 10 giugno 2018 alle 22:49

Dolzago: in scena ''Respirare per Vivere''. Loredana racconta la Sindrome di Ondine

Un'inaugurazione con i fiocchi quella della nona edizione dell'evento "Respirare per Vivere" di Dolzago che, iniziato venerdì sera si è concluso quest'oggi presso il parco degli alpini. Il comune, la protezione civile, il gruppo delle penne nere dolzaghesi e tutti i volontari hanno dato il via all'iniziativa proponendo una serie di attività e momenti conviviali a sostegno della ricerca per la sindrome di Ondine.

Alcune volontarie dell'evento ''Respirare per Vivere''

Fin dal tardo pomeriggio di venerdì un gran numero di persone ha raggiunto il luogo della festa che si è trasformato in un punto di partenza per una camminata non competitiva di 10 km a cui hanno preso soprattutto giovani e famiglie; al termine della passeggiata i podisti si sono fermati al parco in attesa dell'apertura del bar e del ristorante così da premiare tanta fatica con una deliziosa cena in compagnia. Dopo solo mezz'ora dall'inizio del servizio, l'affluenza dei presenti è cresciuta esponenzialmente fino a contare circa 300 persone.


Per animare la serata, il gruppo musicale Blasco Forever ha proposto le canzoni più famose di Vasco Rossi attirando in pista tutti i fan, entusiasti della performance del cantante: un vero e proprio sosia canoro del celebre cantautore emiliano.
''Respirare per Vivere'' non è solo un evento divenuto ormai parte integrante della vita dolzaghese, ma viene sentito dai residenti come una doverosa tradizione da promuovere costantemente nel paese così come nei comuni limitrofi perché finalizzata ad uno scopo più che meritevole. Ogni sforzo, ogni progetto ed ogni collaborazione ha portato il gruppo a raccogliere una dignitosa somma che verrà destinata all'associazione A.I.S.I.C.C. così che possano essere approfonditi gli aspetti ancora poco conosciuti della patologia ed offrire poi ai ragazzi iscritti la possibilità di poter partecipare a campi estivi per promuovere la loro autonomia.


Tutto questo è stato reso possibile dalla giovane Loredana Farina e dalla sua famiglia che avendo incontrato la malattia 22 anni fa si sono visti catapultati in un mondo di luci ed ombre tutto da scoprire. "La sera stessa del giorno in cui sono nata - ha raccontato Loredana - i medici si sono accorti che faticavo a respirare e tra le varie soluzioni per la ventilazione il dottore che mi aveva presa in carico ha optato per la maschera, con il supporto quindi di un respiratore". Avere a che fare con la sindrome di Ondine non è certamente stato facile per la famiglia Farina considerando anche che in Italia all'epoca non solo era meno conosciuta rispetto ai giorni nostri ma, soprattutto, era molto rara; la ragazza infatti è tra le prime 10 sul territorio nazionale ad averla contratta.

Loredana

"Fra l'altro, questo può essere più o meno legato alla patologia, ho dovuto mettere un pacemaker nel 2008 e poi circa quattro anni fa ho dovuto far un'operazione maxillo-facciale perché proprio l'utilizzo della mascherina sin da piccola non ha permesso uno sviluppo corretto del viso. Al di là di quella che è la mia storia comunque - ha aggiunto la dolzaghese - ci tengo a ringraziare tutti coloro che si danno da fare ogni anno per l'evento: i volontari, gli alpini, la protezione civile ed anche le amministrazioni comunali, sia questa che la precedente".
A.Ba.
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