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Scritto Giovedì 21 giugno 2018 alle 18:14

Casatenovo: per Germano Perego chiesta la condanna per il crac della ''Finalmente''

Il tribunale di Lecco
Per il pubblico ministero Andrea Figoni, subentrato al collega Nicola Preteroti a istruttoria dibattimentale già esaurita, il caso calzerebbe a pennello sul "manuale della bancarotta". Per il difensore, l'avvocato Roberto Zingari, si tratterebbe semmai di un chiaro esempio di "bancarotta riparata". Da queste premesse diametralmente opposte conseguono la richiesta di condanna a 3 anni e 2 mesi di reclusione avanzata dal titolare della pubblica accusa e l'assoluzione - senza specificare con quale formula e senza chiedere altro in subordine - invocata invece dal penalista meneghino, legale di fiducia del fiscalista Germano Perego, a processo in relazione al crac della "Finalmente srl", società nata per produrre e commercializzare birra all'interno di un noto locale di Casatenovo, dichiarata fallita dal Tribunale di Lecco nel 2012. Secondo l'impianto accusatorio, il professionista sarebbe stato prima amministratore di diritto - con una donna - e poi di fatto della stessa, sebbene al momento della cessazione dell'attività vi fosse stato il passaggio ad un terzo soggetto, risultato però essere, secondo gli inquirenti, soltanto un prestanome. La signora, Stefania De Natale nel luglio 2016 ha patteggiato un anno, 4 mesi e 20 giorni. L'uomo, Lorenzo Valenti, da tempo trasferitosi alle Canarie, ha definito la propria posizione optando per lo stesso rito alternativo (un anno, cinque mesi e dieci giorni). Non ritenendo congruo l'accordo trovato tra le parti, il giudice per le udienze preliminari aveva invece rinviato a giudizio Perego che ha dunque affrontato il dibattimento, con l'istruttoria accorciata dall'assenso prestato dalla difesa all'acquisizione degli atti chiedendo altresì di portare comunque in Aula due testi a discarico. Il processo si è celebrato dunque prevalentemente sulle carte, con il deposito anche quest'oggi di una memoria del PM sulla consulenza tecnica richiesta dall'avvocato nonché di ulteriori controdeduzioni, dinnanzi alle quali il magistrato ha ammesso di aver avuto "la stessa sensazione di Renzo davanti al latinorum di don Abbondio nello spiegare che il matrimonio di non era da fare". Snocciolando una serie di considerazioni il dr. Figoni ha giudicato provate sia le distrazioni ascritte all'imputato sia la bancarotta documentale con conseguente reato tributario collegato.
''La ricostruzione resa è distante dalla realtà dei fatti" ha sostenuto, di contro, l'avvocato Zingari, rammaricandosi di come il cambio del PM abbia scombussolato di nuovo i giochi. Sintetizzando le vicissitudini della "Finalmente" - in affari con altra società impossibilitata però a lavorare in quanto paralizzata da una vertenza legale in campo civilistico - la toga ha concluso evidenziando come Perego abbia perso soldi propri investiti nell'attività, come bonifico dopo bonifico a suo giudizio sia stato dimostrato come sono state utilizzate le somme che la Procura indica come distratte e come, in estrema sintesi, se non fossero intercorse problematiche terze l'impresa avrebbe potuto ragionevolmente essere salvata.
La decisione del collegio giudicante - presidente Enrico Manzi, a latere Nora Lisa Passoni e Maria Chiara Arrighi - è attesa per il prossimo 23 luglio.
A.M.
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