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Scritto Sabato 23 giugno 2018 alle 09:16

Bosisio: il saluto del consiglio comunale e della preside a tre insegnanti in pensione

E' stato il momento dei saluti, di quelli nostalgici per tre insegnanti che hanno svolto con passione la loro professione, lasciando un segno tangibile nei ragazzi che hanno seguito. Il consiglio comunale riunito mercoledì 20 giugno a Bosisio Parini ha voluto ringraziare formalmente i docenti per il loro impegno, sempre con la massima dedizione al lavoro e soprattutto ai ragazzi.

Il sindaco e la dirigente premiano i tre docenti in pensione

Oltre al sindaco Giuseppe Borgonovo, promotore di questa semplice ma significativa iniziativa, era presente la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Orsola Moro che ha rivolto un personale pensiero a ciascuno di loro, salutando Ilena Mandelli, Luisella Terraneo e Valeriano Amoretti, prossimi al pensionamento.
"Vogliamo dire un grazie convinto e sincero a questi insegnanti che hanno speso una vita a favore degli studenti e, in alcuni casi, dei più deboli" sono state le parole del primo cittadino. "Con questa cerimonia in consiglio comunale vogliamo sottolineare l'importanza dell'istituzione scolastica nella formazione dei ragazzi perché gli insegnanti hanno l'importante ruolo di costruire i cittadini del domani. La scuola è una fabbrica di uomini veri e ora festeggeremo tre persone importanti che hanno offerto la loro vita nel ruolo dell'insegnamento. Consegnamo loro un attestato: è un gesto di attenzione che riteniamo giusto riconoscere e consegnare nell'ambito della più alta onorificenza e formalità".


Ilena Mandelli ha insegnato alla scuola d'infanzia del terzo padiglione de La Nostra Famiglia e solo da pochi giorni ha ricevuto la conferma della quiescenza.
"Ha fatto tanti sacrifici nella vita lavorativa perché il suo lavoro di insegnate di scuola dell'infanzia speciale è usurante e richiede impegno e dedizione massime. Sono rimasta un giorno per qualche ora tra loro e ho subito notato come questi bimbi siano da seguire individualmente e questo richiede uno sforzo notevole" ha commentato la preside. "Un altro sacrificio da sottolineare è che ha servito per tanti anni Bosisio, pur abitando a Monza. Avrebbe potuto chiedere un avvicinamento eppure non l'ha fatto. E' rimasta qui per dedicarsi ai bambini e questo ha un nome: è amore nei confronti dei più piccoli e dei più deboli".
Per Ilena la scuola è stata la sua seconda casa, come ha lasciato trasparire dalle sue brevi parole. "Non so quanto ho dato ai bambini e quanto loro abbiano dato a me perché mi hanno dato sempre qualcosa".
Luisella Terraneo ha invece professato l'impegno scolastico presso il terzo padiglione de La Nostra Famiglia. "È una persona discreta, garbata, che ha sempre lavorato in silenzio, quasi in sordina, ma ha fatto molto con i bambini, talvolta compromessi, del terzo padiglione. È sempre stata presente al lavoro, una caratteristica questa che l'accomuna a tutti i colleghi che oggi salutiamo" ha affermato la dirigente. "Luisella, persona di grande cuore non solo nel lavoro, ma anche nella vita, è sempre stata presente per portare un sorriso e l'aiuto ai bambini più sfortunati. Mancherà soprattutto alle colleghe del modulo rosa con cui in tanti anni di lavoro ha instaurato rapporti di amicizia e il fatto che colleghe siano qui lo testimonia".


Luisella ha cominciato la sua esperienza presso la scuola bosisiese nel 1979 e, con la voce rotta dal l'emozione, ha detto: "Mi ritrovo ora con una valigia piena di ricordi e di nomi di bambini che alcune volte, incontrandoli per strada, mi riconoscono ancora. Ci sono stati momenti tristi, difficili, ma anche di gioia, sempre condivisi con le colleghe che ho sempre rispettato professionalmente e umanamente".
È solo Valeriano Amoretti, meglio noto come Valerio, l'unico professore della secondaria Wojtyla ad approssimarsi alla pensione. Docente di matematica e scienze, ha svolto gran parte della sua carriera ad Eupilio prima di approdare, sei anni fa, a Bosisio. "Non mi dilungo su doti professionali del professore perché penso siano note a tutti: persona seria, mai assenza, schiva, riservata, preparata, severo al punto giusto ma anche incline ad aiutare i più fragili" ha detto di lui la preside, ricordando che il docente lascia la scuola nel momento in cui questa sta assumendo, in qualità di pubblica amministrazione, contorni burocratici che occupano gran parte del tempo di lavoro.
Poi il ricordo strettamente personale: "Mancherà a me perché rappresenta per me quello che ho perso nella mia vita: vive nella casa dove ho vissuto con i miei genitori e porta il cognome della mia nonna. Ogni volta che leggo suo nome è come se mia nonna continuasse a vivere. Credo che mancherà a tutti non vederlo arrivare sulla "motoretta" o non vedere il furgone bianco parcheggiato nel cortile della scuola. Si dedicherà al fai da te, alla montagna, ai nipoti".


È rimasto felicemente sorpreso Valeriano per il profilo tracciato dalla preside che, in passato, lo ha conosciuto anche come collega. "La scuola viene fatta dagli insegnanti, dalle famiglie e dall'amministrazione che deve restare vicina a tutti i bisogni. Le esigenze devono circolare tra le tre realtà e penso che lavorando tutti insieme si riesca sempre a conservare bene la funzione dell'insegnamento, pur con le criticità della riforma". Il professore ha anche ricordato l'ex assessore Franco Rigamonti per la sua disponibilità ad ascoltare e accogliere le necessità della scuola.
Michela Mauri
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