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Scritto Domenica 08 luglio 2018 alle 12:23

Bevera: ai ''Minerali clandestini'' dedicata la mostra al Santuario grazie alla Consolata

“Minerali clandestini” è il nome della mostra inaugurata al Santuario di Bevera all’inizio di giugno e rimasta visitabile per circa un mese. “Fa parte di un cammino che, come Missionari della Consolata di Bevera, abbiamo iniziato tre anni fa” ha detto Padre Nicholas Omondi.



“Nel 2016 abbiamo presentato una proposta per conoscere alcuni dei popoli del continente africano e latino-americano. Nel 2017 invece, con una mostra dal titolo “La sfida dell’incontro”, abbiamo affrontato il tema delle migrazioni delle persone.





Quest’anno infine, a essere protagoniste sono le “cose” che sono portate vie in maniera clandestina, illegale”
. Nella mostra è stato mostrato il ciclo di vita dei minerali che, estratti nelle miniere africane, diventano alcuni dei componenti imprescindibili dei cellulari e degli apparecchi elettronici venduti in tutto il mondo. La loro estrazione dalle miniere concentrate in Congo e nella regione del Kiwu avviene spesso, senza rispettare i diritti dei lavoratori, adulti o bambini che siano.





In un ambiente poco protetto, i minatori rimangono spesso vittime di incidenti. I problemi non finiscono con l’estrazione visto che immediatamente vengono venduti in un mercato nero parallelo: i minerali vengono scambiati con soldi e armi, alimentando il circolo della violenza e dello sfruttamento. Nella mostra ogni pannello è dedicato a una tipologia diversa di minerale: l’oro, il coltan, lo stagno, il tungsteno, l’uranio, il cobalto. A differenza delle persone, questi materiali sembrano godere di un “passaporto speciale” che permette di viaggiare ovunque, senza registrazioni né frontiere. Dopo aver ripercorso il ciclo economico dei minerali con le sue spiacevoli conseguenze, la domanda con cui la mostra si chiude è quale possa essere il ruolo etico del singolo in questo commercio.





La strategia proposta dalla società civile ruota intorno a quattro termini (riciclare, riutilizzare, ridurre e riparare) oltre che da campagne di mobilitazione e sensibilizzazione della società civile a livello globale come la campagna ''stop the mining! stop the killings!''. Realizzata dall’associazione Chiama l’Africa di Parma, il referente a Bevera è stato padre Nicholas Omondi che, accompagnato da alcuni volontari, ha fatto visitare l’esibizione anche ai ragazzi di alcuni oratori della zona a questa esibizione.
''E’ importante spiegare da dove vengono i prodotti e come sono arrivati qua, sia che si tratti di prodotti agricoli sia dei componenti dei cellulari'' ha detto.
A.P.
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