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Scritto Lunedì 09 luglio 2018 alle 14:56

Barzago: con il GAC un incontro sull'astrobiologia

Nuovo appuntamento estivo per il Gruppo Amici del Cielo (GAC) di Barzago che, venerdì 6, ha proposto un incontro sulla astrobiologia in aula civica. "L'astrobiologia studia i composti organici, scoprendoli e analizzandoli nell'universo" ha detto la relatrice Alice Ballabio che, a partire da una citazione del ricercatore Chandra Wickramasinghe, ha offerto ai presenti una serie di informazioni sui legami tra vita e universo dopo una breve introduzione del presidente dell'associazione Dino Pezzella. La relatrice ha quindi ripercorso le origini della vita e degli esseri organici e inorganici, ricordando come gli elementi chimici siano l'esito dello scontro, del riscaldamento e del successivo collasso dei gas interstellari.

Dino Pezzella e Alice Ballabio

Dagli atomi sono nate le molecole, prima semplici e poi via via sempre più complesse grazie ai componenti delle nubi interstellari. Sono queste i precursori dei dischi interplanetari da cui derivano i singoli pianeti. Raggiunte le adeguate dimensioni, questi copri cominciano a attrarre i gas sparsi nell'universo che vanno a formare le atmosfere come quella terrestre nata da "un'intensa attività vulcanica" come ha ricordato Alice Ballabio. Il ruolo dell'atmosfera è decisivo nel permettere la vita sulla Terra perché serve a neutralizzare i raggi cosmici come raggi UV e infrarossi e a creare un ambiente abbastanza caldo per la vita umana. Oltre a fornire queste informazioni sulla Terra e l'universo, durante la serata sono state presentate due teorie sull'origine della vita: una è quella di Urey e Miller che dimostrarono come molecole organiche di possano formare da sostanze inorganiche alle giuste condizioni ambientali e l'altra è quella della panspermia secondo cui forme di vita più semplici si diffonderebbero in tutto il cosmo, trasportate dalle comete e da altri corpi celesti, per svilupparsi altrove con condizioni ambientali favorevoli.


La relatrice ha quindi fornito una delle molteplici definizioni della "vita" che sono state proposte finora: "sistema chimico che si autosostiene e che è capace di evolvere mediante selezione naturale". Le materie prime sono rappresentate dal carbonio, "atomo molto versatile", e dall'acqua che "facilita e rende più veloci le reazioni metaboliche". Per un approfondimento sulle condizioni che rendono possibile la vita stessa, nell'ultima parte dell'incontro è stata dedicata a organismi speciali che mostrano i limiti del vivibile, riuscendo a sopravvivere a altissime temperature o a pressioni molto elevate o molto basse. I due esempi mostrati al pubblico sono stati il deinococcus radiodurans, un batterio molto particolare, e i tardigradi, minuscoli invertebrati marini. Conclusa la serata di venerdì tra astrologia e biologia, le prossime iniziative del Gruppo Amici del Cielo tornano a rivolgere gli occhi verso l'alto. Venerdì 20, ci sarà una conferenza sulla prevista eclissi di luna del 27 e poi l'osservazione della stessa.
A.P.
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