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Scritto Martedì 10 luglio 2018 alle 19:39

Nibionno: accusato di traffico di coca dalla Spagna, in Tribunale respinge ogni accusa

Il tribunale di Lecco
Secondo la pubblica accusa avrebbe preso parte, con un ruolo attivo, ad un sistema ben collaudato di traffico di sostanze stupefacenti che attraverso contatti con l'estero, consentiva l'importazione di cocaina da rivendere in Italia. Enzo Macchia invece, renatese classe 1966, si è detto completamente estraneo ai reati contestatigli e che nelle precedenti udienze erano stati sviscerati dal luogotenente Alberto Melchionno dei carabinieri del Ros di Brescia, le cui indagini avevano consentito di smantellare un traffico di droga con ramificazioni anche all'estero e una base - per quel che riguarda il lecchese - a Nibionno, paese nel quale vivevano sia l'imputato, sia Giacomo Gatti (giudicato in abbreviato nel dicembre 2016 dal gup del tribunale di Lecco, Paolo Salvatore nell'ambito della medesima inchiesta ndr).
Stamani l'imputato - assistito di fiducia dall'avvocato Marcella Bitonte del foro di Como - si è infatti sottoposto ad esame, dichiandosi completamente estraneo alle accuse contestategli.
''Con Gatti ci siamo conosciuti perchè me lo ha presentato la mia compagna: era il 2005 se ben ricordo e lui lavorava in un ristorante che io frequentavo. Poi siamo diventati vicini di casa: abitavamo l'uno di fronte all'altro, a Gaggio di Nibionno'' ha spiegato Macchia, rispondendo alle domande postegli dal sostituto procuratore Silvia Zannini, titolare del fascicolo d'indagine, o meglio dello stralcio lecchese dell'inchiesta Quito, sfociata poi in un seguito, denominato Quito 2. A fine 2016 in sette avevano definito la propria posizione davanti al giudice per le udienze preliminari Paolo Salvatore, avvalendosi di riti alternativi quali l'abbreviato e (in due casi) il patteggiamento della pena. Tutti tranne Enzo Macchia che aveva scelto di affrontare il dibattimento, convinto di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati.
Gran parte dell'esame al quale si è sottoposto il renatese oggi, al cospetto del giudice monocratico Nora Lisa Passoni, si è concentrato sul suo legame con Gatti; con quest'ultimo Macchia aveva anche lavorato per un certo periodo. Poi il rapporto era proseguito da semplici vicini di casa che spesso si vedevano a cena insieme alle rispettive compagne, divenute nel frattempo amiche. L'imputato ha però precisato che Gatti non ha mai avuto il suo numero di cellulare: ''si sentivano direttamente la mia compagna con sua moglie'' ha detto, prima di parlare del viaggio a Malaga, in Spagna, che aveva fatto proprio con il vicino di casa, a due giorni dalla conclusione del suo affidamento ai servizi sociali dovuto ad una precedente condanna penale per droga. ''Gatti mi ha chiesto di accompagnarlo e ho accettato perchè avevo bisogno di vacanze dopo cinque anni in cui non mi muovevo dall'Italia'' ha riferito, aggiungendo che in quei tre giorni si era limitato ad uscire dalla camera dell'albergo per andare al mare, mentre la sera con l'amico girava per locali. ''Gatti mi aveva detto che avrebbe dovuto incontrare una persona, ma io non gli ho mai fatto domande perchè non volevo sapere nulla'' ha aggiunto Macchia, che si è detto piuttosto diffidente rispetto alla situazione, pur non nutrendo particolari sospetti nei confronti dell'amico. Secondo il quadro accusatorio i viaggi in Spagna servivano a Gatti per stringere accordi sull'importazione dello stupefacente; un'attività condivisa - per gli inquirenti - con Macchia, nonostante il nome di quest'ultimo non compaia mai nelle intercettazioni, nè telefoniche, nè ambientali.
Terminata l'escussione dell'imputato, al quale sono state poste ulteriori domande per meglio inquadrare il legame con l'ex vicino di casa, il giudice ha aggiornato il procedimento al prossimo 25 luglio per la discussione finale, alla quale dovrebbe seguire anche la sentenza.
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G.C.
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