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Scritto Martedì 17 luglio 2018 alle 09:42

Nibionno: in via Sauro a Cibrone esempi di immigrazione italiana. Dal Sud alla Brianza

Via Nazario Sauro a Cibrone
Non esistono vie intitolate alla Calabria nei comuni della provincia di Lecco. A differenza di quelle limitrofe, dove, complice anche l'arrivo di tanti calabresi nei decenni passati, sono quasi trenta le vie Calabria in tutta la regione Lombardia: per rimanere vicino, ce ne è una a Fino Mornasco e una a Cantù, una a Monza, a Lissone, Seregno. In provincia di Lecco, no. Almeno ufficialmente. "Via Calabria" infatti, è stato il nome utilizzato da tanti per indicare via Nazario Sauro a Cibrone, una traversa della strada principale che congiunge Tabiago a Costa Masnaga, passando proprio per la frazione del comune di Nibionno. Qui sono ancora tanti i calabresi, con i loro figli e nipoti, che hanno deciso di insediarsi negli appartamenti e nelle case lungo i centosettanta metri di via Nazario Sauro. Incontrare e parlare con gli abitanti anziani della strada è l'occasione per riscoprire la lunga storia di migrazioni di diversa provenienza e di diverso colore che interessano la Brianza, non da qualche anno ma ormai da decenni. "Mi sono trasferito qua tra gli anni '70 e gli anni ‘80 da Anzano del Parco, ristrutturando e sistemando le abitazioni di questa strada prima di venirci a vivere" ha raccontato Angelo Tripicchio, storico abitante della via. Originario di Santa Caterina Albanese, piccolo paese calabrese a cinquantadue chilometri da Cosenza, Angelo aveva preso la via per il Nord all'età di diciassette anni. "Ero partito per andare in Svizzera a lavorare dopo un corso in paese per diventare muratore" ha raccontato. "Arrivato a Como, non sono riuscito a rimanere in carrozza: già mi pareva che la gente parlasse una lingua straniera. "Immaginati in Svizzera" mi sono detto e sono sceso".
Come tanti suoi coetanei del Sud Italia, anche lui aveva abbandonato la sua terra di origine per cercare lavoro e fortuna nelle fabbriche dell'Italia del Nord o per diventare la manodopera delle grandi aziende e delle miniere di paesi europei affamati di braccia come la Germania, l'Olanda o il Belgio. Nonostante le possibilità di lavoro non mancassero nell'Italia del boom economico, per Angelo e gli altri emigrati dal Sud Italia non mancarono le difficoltà. "Le persone del luogo non ci davano proprio nessuna confidenza. Eravamo i "terùn"" ha ricordato Angelo che nei suoi primi anni in Brianza era costretto a dover accettare anche abitazioni di fortuna. "Ho dovuto anche dormire in baracche di legno in mezzo alla campagna". Sembra difficile credergli ora quando lo si vede seduto di fronte alla porta di casa sua in via Nazario Sauro dove risiede con la moglie e con vicine le abitazioni dei figli. "In quel periodo il lavoro era tanto e se nella vita di tutti i giorni capitava di essere presi in giro o tenuti a distanza, sul posto di lavoro si era tutti fratelli" ha continuato ancora Angelo che, inizialmente freddo, si è lasciato andare nel ricordare le difficoltà dei giovani meridionali in Lombardia. Col passare degli anni però, per loro la situazione era migliorata a tal punto da spingere Angelo a tornare nella terra natia e a sposarsi nel 1963 la compaesana con cui era fidanzato fin da prima della sua partenza per il Nord. "Una volta sposati, sono tornato con mia moglie, prima a Anzano del Parco poi ci siamo trasferiti qui a Cibrone". Come lui tanti altri uomini e donne di origine calabrese si sono insediati negli appartamenti della zona e piano piano via Nazario Sauro è diventata la "via Calabria" del comune di Nibionno. Senza invadere o rubare niente a nessuno ma, come ha voluto puntualizzare Angelo, rimboccandosi le maniche: "eravamo tutti muratori. Alla mattina si lavorava con l'azienda mentre alla sera si continuava con la sistemazione e la ristrutturazione delle case che, vecchie e malandate, avevamo acquistato a poco prezzo".


L'arrivo dei compaesani e, soprattutto, la nascita dei figli ha sancito definitivamente l'insediamento di questi immigrati interni nella società brianzola. "Pur avendo mantenuto uno stretto legame con la mia regione e il mio paese, non posso negare di sentirmi a casa anche qui in questa terra dove ho risieduto finora e fatto nascere i miei figli" ha continuato Angelo. Da lui e dagli altri abitanti di origine calabrese veniva organizzata anche la festa "Benvenuti al Sud" che per diversi anni ha portato sulle tavole le specialità della tradizione culinaria delle regioni del sud d'Italia. Anche per Angelo uno dei legami più forti è quello con la cucina della propria terra da dove continua a importare ancora tanti prodotti o di cui ripropone le modalità di preparazione.
Ora in via Nazario Sauro abitano anche delle famiglie straniere. "Si sta insieme senza problemi e nel rispetto reciproco" ha concluso Angelo: ad accomunarle, una storia comune di migrazione dalla propria terra di origine.
Alessandro Pirovano
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