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Scritto Martedì 17 luglio 2018 alle 23:24

Crollo del ponte di Annone: 'raddoppiano' gli indagati, aggiunti ulteriori 3 nominativi



Da tre a sei, con il numero destinato a salire ancora. Sono raddoppiati, nelle ultime settimane, gli iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo il crollo del ponte di Annone del 28 ottobre 2016, sciagura costata la vita al civatese Claudio Bertini in transito, al volante della propria Audi, sotto l'arcata dell'infrastruttura viaria collassata sotto il peso di un trasporto eccezionale diretto presso la vicina sede di un'impresa di Cesana Brianza. Se nell'immediatezza della tragedia la Procura, nella persona del sostituto Nicola Preteroti, poi trasferito a Bergamo, aveve recapitato tre avvisi di garanzia ad altrettanti tecnici - gli ingegneri Angelo Valsecchi e Andrea Sesana del settore viabilità della Provincia di Lecco e il capocompartimento di Anas Giovanni Salvatore - alla chiusura delle indagini a loro carico, acquisita la consulenza del professor Marco Di Prisco e la copiosa documentazione chiesta e ottenuta dalla Polstrada e da altri Enti, la collega Cinzia Citterio ha allargato il cerchio, pronta così a chiedere il rinvio a giudizio di ulteriori tre soggetti ai cui nomi, già nei prossimi giorni, potrebbero aggiungersene altri. Tre, nel dettaglio, i "settori" di riferimento scandagliati dal magistrato, alla ricerca di "errori" e "mancanze" direttamente ricollegabili al crollo di due anni fa: Anas, la Nicoli ovvero la società autotrasportatrice orobica organizzatrice del trasporto eccezionale di bobine di ferro il cui passaggio ha minato definitivamente la tenuta del ponte della sp49 a scavalco della superstrada nonché la Provincia di Lecco e quella di Bergamo, la prima in relazione alla proprietà e alla cura del manufatto, la seconda in considerazione proprio delle autorizzazioni rilasciate alla stessa Nicoli per il transito da Annone. Mentre il cantiere per la ricostruzione del cavalcavia procede a rilento, la Procura continua dunque a "scavare" nelle carte cercando risposte e "isolando" supposte responsabilità personali. Il "badile" potrebbe presto però passare nuovamente di mano: la dottoressa Citterio è infatti anch'ella in partenza, essendo stata destinata alla Procura di Monza. Il fascicolo, a biglie ferme e dunque a indagati completamente definiti, verrà dunque riassegnato e non si esclude che il Procuratore Capo Antonio Angelo Chiappani, già nelle retrovie dalla sua apertura, decida di tenerlo definitivamente per sé.
A.M.
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