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Scritto Venerdì 20 luglio 2018 alle 14:41

Amministratori e candidati tali, pongano la questione ''Ospedale'' in cima alle priorità

La questione ospedale non riguarda certo solo Merate. Ma contare sui comuni attorno, vista già l'aria che tira a Retesalute, rischia di essere una puntata fin troppo azzardata. Quindi è ancora sulla città che ospita il presidio cui si deve chiedere molto ma molto più impegno. A chi dell'attuale amministrazione, francamente non sapremmo. Toccherebbe nell'ordine al Sindaco e all'Assessore al socio-sanitario intervenire, chiedere spiegazioni, sollecitare provvedimenti. Ma non sembra che né l'uno né l'altro siano sul pezzo.
Quanto al Commissario Paolo Favini, abbiamo di lui solo l'immagine paciosa e tranquillizzante offerta durante la mezzora di presentazione al personale. Poi più nulla.
Giova dunque chiedere a tutti i gruppi consigliari e a quanti si stanno allenando per la gara della primavera 2019 uno sforzo prima che la situazione prenda una piega davvero brutta.
I racconti che arrivano dal cosiddetto pronto soccorso - un'autentica contraddizione in termini - sono sconcertanti: sei-dieci ore di attesa senza un'informazione, senza una motivazione, senza un confort per gente che se è lì è perché, probabilmente, sta poco bene.
L'assessore regionale Gallera lo scorso anno aveva rassicurato tutti affermando che il Mandic è un presidio strategico per la Regione per cui sarebbe stato potenziato. Per la verità lo stesso Gallera aveva pure assicurato che a settembre 2017 sarebbe stata avviata la Pneumologia, salvo poi posticipare l'apertura del nuovo reparto nei primi mesi del 2018. A luglio avanzato ancora nulla si è visto e c'è da temere che la vicenda sia finita nel dimenticatoio. Ma aveva anche promesso un rafforzamento del personale del Pronto soccorso e l'avvio dei lavori di ampliamento con un nuovo spazio per l'osservazione breve, un'area per i codici verdi, l'apertura del cantiere ex poliambulatori per i quali in giro ci dovrebbero essere 800mila euro già stanziati ma di cui si sono perse le tracce (mentre permane in bella vista l'eternit) e tanto altro ancora. La struttura semplice di Endoscopia è stata ricostituita e il direttore è stato nominato. Ma "mission" e relative attrezzature e strumentazioni sono ancora da decidere. Per cui l'attività procede come prima con l'aggravante che i due endoscopisti potrebbero dover dare una mano ai colleghi del Manzoni.
Promesse, rassicurazioni. Avevamo già ribattuto al politichese di Gallera il 21 novembre scorso (http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=76963&origine=1&t=Gallera%3A+%27%27Presidio+strategico+per+la+Regione.+Nessun+depotenziamento+anzi+investiamo%27%27) e oggi, a metà luglio, non possiamo che ripetere quanto scritto.
Quel che vediamo va nella direzione opposta alle affermazioni dell'Assessore: si riducono i letti in ogni reparto, si allungano le liste d'attesa per qualsiasi prestazione, il personale è sotto pressione per coprire tutti i turni, il Ps è al collasso. Paolo Favini sarà pure Commissario a termine, cioè fino al prossimo 31 dicembre, ma visto che qui sta si faccia sentire, ci dica cosa ha progettato per migliorare la situazione, per realizzare quanto promesso. L'unica nota positiva è rappresentata dal giovane direttore sanitario del presidio, Ermete Gallo, che raccoglie sempre più ampi consensi tra il personale.
Ma da solo, con il supporto dei primari non può fare molto. Ecco perché la politica locale si deve impegnare a fondo invece che ignorare la questione come sta facendo oggi. Magari ci fosse ancora il Comitato di Gestione, composto da amministratori locali che rispondono ai cittadini non alla Giunta regionale. Purtroppo la caccia al politico ha finito per distruggere una risorsa straordinaria. Sottraendo alla comunità locali ciò che esse stesse hanno costruito nel corso di lunghi decenni.
Claudio Brambilla
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