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Scritto Mercoledì 25 luglio 2018 alle 11:58

Missaglia: Fassino alla festa del PD per presentare il libro

Quest'anno Missaglia ha accolto alla festa organizzata dal partito democratico, l'onorevole Piero Fassino che durante la serata del 24 luglio ha presentato il suo nuovo libro PD davvero, Edizione la nave di Teseo, aggiornato dopo lo "tsunami editoriale" di marzo.

Piero Fassino e Bruno Crippa

A dare il benvenuto all'ospite, il sindaco di Missaglia Bruno Crippa "Piero è sempre una persona disponibile e siamo contenti di averlo qui. Noi siamo una collettività di comuni che sono in sintonia tra loro e che amministriamo con gli stessi obiettivi, ma ci servono stimoli e incoraggiamento per andare avanti anche in questo momento che sappiamo non essere facile". A questa introduzione, ha seguito il giornalista Luca Bonini, il quale ha esordito con una prima domanda: "seguendo la tesi del libro, ha ancora senso credere nel ruolo del PD nella società italiana?". Alla domanda se "ha ancora senso credere nel ruolo del PD nella società italiana?" Fassino ha spiegato che "il libro è uno strumento per discutere, soprattutto dopo il voto del 4 marzo. Parto da una domanda: dieci anni dopo la fondazione del partito democratico le ragioni per cui si è costruito il PD sono ancora attuali? Sì, le ragioni sono ancora attuali e ancora più forti di dieci anni fa. Inizialmente si pensava che ci volesse una forza politica in grado di cambiare le cose soprattutto dopo la crisi. Ma se si guarda oggi alla situazione europea, si nota un profondo ripensamento di consensi della Sinistra. L'Italia è guidata da una maggioranza di governo che mette a rischio il paese ed è quindi necessaria una forza che eviti che l'Italia vada alla deriva. Si ha quindi bisogno di rilanciare il progetto del partito. Il titolo del mio libro non è casuale, è necessario riprendere i vecchi valori andando alla ricerca delle ragioni della sconfitta".

Proseguendo nel dibattito l'ospite è stato stimolato a spiegare il motivo per cui il "Forgotten man" vota e ha votato contro il PD. "Esistono alcune ragioni che stanno alla base del terremoto politico-elettorale del 4 marzo e che sono riscontrabili anche a livello nazionale, infatti in l'Occidente c'è stato uno smottamento che ha penalizzato tutte le forze politiche degli ultimi venti anni. Esiste quindi un filo di Arianna che lega i vari passaggi elettorali e che determina le ragioni della perdita, che possono essere così riassunte: in primis vi è la crisi economica che a sua volta, ha prodotto una frattura sociale che ha portato l'elettorato a pensare di non essere stato protetto e tutelato sufficientemente. Questa ragione ha dato il via ad un'altra ragione, individuabile nella frattura sociale e democratica creatasi nel momento in cui un pezzo di società, che non si è sentita rappresentata, ha deciso di dare il proprio voto ad altri. Un'altra delle motivazioni è la questione immigrazione. La paura del diverso è qualcosa di istintivo nell'uomo, ma quello che bisogna chiedersi è: davanti a questo fenomeno la politica di accoglienza è stata giusta? La maggioranza dei cittadini è convinta che vengano tolti beni e strumenti agli italiani per darli ai nuovi arrivati, ma in realtà quello che è stato fatto è stato solo applicare la legge. Un altro dei temi affrontati nel libro è quello della sicurezza, ovvero l'impressione da parte dei cittadini di essere meno sicuri e più soli in quanto non è garantita loro la certezza della pena. Quindi per riacquisire la fiducia dei cittadini e rilanciare il PD bisogna ripartire da queste ragioni".

Piero Fassino ha poi continuato il proprio discorso mettendo in primo piano la necessità da parte del partito, di darsi una politica che sia in grado di risolvere i problemi per costruire una risposta positiva, riconquistando i terreni su cui si è persa la fiducia, scegliendo una leadership in grado di trasmettere tale fiducia. A ciò si è sommata l'affermazione di Raffaele Straniero, consigliere regionale "non vi è l'esigenza di nuove regole, ma di un nuovo metodo, è necessario che il partito parli con una sola voce che sia in sintonia con le altre in maniera tale da recuperare il centralismo democratico, senza mostrarsi come il partito "eternamente diviso". 

Piero Fassino ha inoltre voluto insistere sul tema dell'opposizione, infatti a suo parere, bisognerebbe "lavorare sugli elementi di fragilità dell'opposizione per renderli più deboli e non compattarli" ha continuato affermando che "per fare opposizione ci vuole tempo, le alternative non si costruiscono in pochi mesi". L'ex sindaco di Torino, ha poi concluso la presentazione, augurandosi che il PD, in futuro rifletta sulle proprie responsabilità applicando e proponendo soluzioni migliori per i cittadini, offrendosi poi per rispondere alle domande poste dal pubblico presente.
Marina Temperato
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