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Scritto Venerdì 27 luglio 2018 alle 16:34

Casatenovo, Vismara: il tribunale di Reggio Emilia nomina un commissario. Si spera nel pagamento degli stipendi arretrati

Ai lavoratori della Vismara, che ha incontrato lo scorso martedì in azienda, Lucio Ferrarini avrebbe chiesto un ultimo sforzo. La situazione però, è ormai drammatica: se il mese di luglio è quasi terminato, i 230 dipendenti del salumificio attendono ancora il pagamento delle mensilità di maggio e giugno, ma a preoccuparli più di tutto è il loro futuro professionale, che oggi appare più che mai incerto. L'azienda infatti, versa in una condizione di forte difficoltà con debiti che - tenendo conto anche delle unità produttive di Reggio e Lesignano de' Bagni, in provincia di Parma - ammontano a circa 250 milioni di euro. Nonostante Ferrarini abbia visto i ricavi fare un vero e proprio salto nel 2017, il peso dei debiti con gli istituti di credito - che sarebbe dovuto in parte anche a finanziamenti che Veneto Banca aveva erogato alla multinazionale affinché acquistasse le proprie azioni - risulta ad oggi eccessivo. Secondo i dati resi noti in questi ultimi giorni, il gruppo aveva chiuso il 2016 con 203 milioni di euro di ricavi consolidati (da 252,7 milioni nel 2015), un ebit di 19 milioni (da 22,9 milioni) e un debito finanziario netto di 123,8 milioni (da 142,8 milioni).

Un paio di immagini dello stabilimento Vismara di Cascina Sant'Anna a Casatenovo

''Le materie prime arrivano con il contagocce e per questa ragione l'azienda funziona a fatica'' ci ha detto Massimo Sala di Fai Cgil che insieme al collega Enzo Mesagna di Flai Cisl segue da anni le vicende della società casatese. ''I dipendenti al momento sono tutti a disposizione, ma attendono il pagamento degli stipendi, perchè ormai la loro pazienza si sta esaurendo. Al momento non sono previsti scioperi, ma attendiamo di capire cosa succederà nei prossimi giorni''.
Intanto è notizia proprio di queste ultime ore che la sezione fallimentare del tribunale di Reggio Emilia ha approvato la domanda di concordato "con riserva" presentato dalla Ferrarini Spa (gruppo presieduto da Lisa Ferrarini affiancata dai consiglieri Luca, Lucio, Lia e Maria Licia Ferrarini). Dieci giorni prima dell'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico - in programma venerdì 3 agosto - i componenti del CdA hanno deciso che non si poteva più aspettare: per difendere l'azienda dalle iniziative dei creditori era necessario chiedere al tribunale l'ammissione al concordato preventivo. Proprio quest'oggi è stato nominato come commissario giudiziale il commercialista Bruno Bartoli, giudice delegato Niccolò Stanziani Maserati ed è stato assegnato all'azienda il termine di 120 giorni per la presentazione della proposta concordataria in continuità aziendale del piano di ristrutturazione del debito. Il concordato non riguarda la società agricola, scorporata di recente dalla Spa, ma coinvolge esclusivamente la produzione di salumi.
''Da parte nostra c'è la volontà di incontrare il prima possibile il commissiario per capire quali saranno le tempistiche di pagamento degli stipendi arretrati ed in generale le modalità di gestione provvisoria dell'azienda, che va mantenuta viva per non perdere posizione sul mercato'' ha continuato Sala. In questa fase sono bloccate eventuali ingiunzioni di pagamento e istanze di fallimento, in attesa che il tribunale si esprima sull'ammissabilità del gruppo alimentare al concordato e, in caso positivo, sull'eventuale omologa dello stesso. Al contrario è consentito il pagamento delle spese correnti, tra le quali quelle dei fornitori, oltre alla corresponsione dei salari ai dipendenti. I tempi si preannunciano lunghi e le prospettive non particolarmente rosee, ma i sindacati hanno già scalettato i prossimi passaggi. ''Martedì c'è in programma un incontro in Regione, mentre venerdì prossimo saremo a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico'' ha proseguito Sala. ''Su questa vicenda, visti i numeri in gioco, stiamo agendo coordinandoci con i colleghi emiliani e con il sindacato a livello nazionale''.


Gli obiettivi dichiarati della famiglia Ferrarini sono tre: preservare l'integrità aziendale, tutelare le aspettative dei creditori e salvaguardare i livelli occupazionali. Le opzioni concordatarie esaminate dal consiglio di amministrazione sono diverse; se dal tribunale dovesse arrivare il via libera alla richiesta, la Ferrarini potrebbe puntare non appena possibile ad omologare un accordo di ristrutturazione dei debiti approvato dai creditori, che rappresentino almeno il 60% dei crediti, oppure stipulare intese con i singoli creditori.
Intanto è notizia di queste ultime ore che anche dal servizio mensa sarebbero state interrotte le forniture. Un ultimo (per il momento) atto di questo percorso al momento tutto in salita, che inizia proprio nel cuore dell'estate, quando i dipendenti pensavano di potersi godere le ferie estive, mentre sono alle prese con la prova più difficile di tutte: salvaguardare il proprio posto di lavoro.
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G.C.
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