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Scritto Mercoledì 08 agosto 2018 alle 18:14

Viganò: il comune recede dall'ANCI perchè 'non tutela più gli interessi dei piccoli enti'

Il comune di Viganò recede dall'associazione nazionale comuni italiani (ANCI) perchè questa non tutela gli interessi dei piccoli comuni. Con la delibera recentemente pubblicata all'albo pretorio, la giunta guidata dal sindaco Fabio Bertarini ha ben spiegato le motivazioni che hanno condotto a questa scelta.
Se, in passato, ANCI avrebbe rappresentato gli interessi dei comuni in ambiti istituzionali sovra comunali, altrettanto non sarebbe avvenuto nell'ultimo decennio quando, secondo la giunta, l'associazione si sarebbe maggiormente concertata sugli "interessi dei
Il sindaco Fabio Bertarini
grandi comuni e delle città metropolitane, con un'azione inconsistente a difesa degli interessi e delle legittime prerogative dei piccoli enti
". A questo proposito viene citata la vicenda degli obblighi di gestione associata che, pur prorogata e modificata, è ancora oggi vigente incidendo di fatto sull'organizzazione dei piccoli enti.
Nella delibera sono stati indicati alcune recenti novità normative che hanno però trascurato le specificità dei piccoli comuni: gli obblighi in materia di prevenzione alla corruzione e trasparenza, l'obbligo di redigere un piano delle azioni positive, l'applicazione del nuovo ordinamento contabile con meccanismi di semplificazione non sufficienti, gli obblighi di gestione delle procedure d'appalto tramite centrali di committente, l'applicazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa per le procedure d'appalto, la presenza di un albo nazionale dei componenti delle commissioni di gara.
Un'altra nota critica secondo l'amministrazione Bertarini è l'applicazione dei tetti di spesa orizzontali (spese per il personale e turn over, acquisto di arredi, spese autovetture e per attrezzatura informatica): "Impone agli enti che hanno attuato una gestione più oculata, di comprimere le proprie spese fino a livelli che non consentono di conservare livelli adeguati di servizio e agli enti che hanno livelli di spesa estremamente elevati di ridurre solo in parte i loro livelli di spesa".
La giunta fa riferimento, infine, anche all'obbligo di determinazione del pareggio su base annuale "salvo limitate possibilità di acquisire maggiori spazi finanziari che di fatto impedisce agli enti di minori dimensioni di effettuare spese di investimento significative".
In sostanza, per il comune di Viganò, ANCI "non garantisce un'adeguata rappresentanza delle istanze dei comuni di medie dimensioni né effettivo supporto ai processi di cambiamento delle autonomie locali e nei rapporti tra autonomie e stato centrale. Non esprime più da tempo alcun ruolo di incisiva proposta per garantire e migliorare il livello dei servizi di competenza dei comuni né di seria tutela dell'autonomia dei comuni di dimensioni medio piccole, prevista dalla Costituzione italiana all'art. 114 e seguenti".
Viganò ha quindi fatto valere il proprio diritto di recesso dall'associazione che può essere comunicato entro il 31 ottobre di ogni anno. L'esclusione dall'ente, di fatto, avverrà dal primo gennaio 2019.
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