Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 188.502.755
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 05/11/18

Lecco: V.Sora: 43 µg/mc
Merate: 40 µg/mc
Valmadrera: 22 µg/mc
Colico: 28 µg/mc
Moggio: 70 µg/mc
Scritto Giovedì 16 agosto 2018 alle 19:07

Casatenovo: messa per S.Rocco in chiesina. La sua storia raccontata dal custode Riva

La chiesina di San Rocco a Casatenovo

Come ogni anno la giornata del 16 agosto è dedicata alle celebrazioni per San Rocco, il santo al quale è dedicata la chiesina nell'omonima località di Casatenovo.
Due sono gli eventi più importanti dell'annuale ricorrenza: la messa del mattino e il rosario della sera, cui segue il tradizionale rinfresco.


Quest'anno a celebrare la messa è stato don Andrea Perego, vicario per la pastorale giovanile della comunità Maria Regina di tutti i Santi. Iniziata alle ore 9.30, la celebrazione eucaristica ha visto la partecipazione di molte persone, giunte sia dal quartiere di San Rocco che dal resto del paese, che hanno riempito in fretta la piccola chiesa, tanto che un buon numero di fedeli hanno dovuto seguire la funzione dall'esterno.
Protettore delle pestilenze, San Rocco nacque tra il 1346 e il 1350 a Montpellier, in Francia, e morì proprio nella notte tra il 15 e 16 agosto tra il 1376 e il 1379 a Voghera, vicino Pavia.

Don Andrea Perego durante la messa celebrata questa mattina

"Al di là della pestilenza, San Rocco è il protettore di tutti coloro che sono afflitti da qualche male'' ha detto don Andrea durante l'omelia. ''Egli protegge dai mali fisici ma anche da quelli psichici che affliggono i nostri fratelli; preghiamo perché possa liberare anche noi dai nostri mali. Guardiamo il quadro qui sopra l'altare. San Rocco viene presentato come santo che protegge dal male perché per primo lo ha sperimentato nella sua vita. Infatti, egli stesso è stato malato di peste. San Rocco ci ricorda quindi il comportamento di Gesù, il quale ci ha chiesto di abbracciare la croce solo dopo averla abbracciata lui".

Giovanni Riva, storico custode della chiesina

Una volta terminata la messa, il sacerdote ha mostrato e fatto baciare ai fedeli la reliquia del santo, custodita nella chiesetta.
La piccola chiesa di San Rocco ha da molti anni ormai un custode: si tratta del 90enne casatese Giovanni Riva.
Discutendo della storia dell'edificio religioso, l'anziano ci ha parlato così del suo rapporto con esso: "ho preso in mano questa chiesa ben 35 anni fa. All'epoca c'era solo un quadro, le mura erano tutte sconquassate, il pavimento rotto. Poi, grazie all'aiuto di un benefattore, siamo riusciti a sistemarla. Questa persona, che di lavoro faceva il camionista, nel suo paese era solito festeggiare San Rocco per molti giorni. Passando di qui ha voluto sapere se c'era una chiesa intitolata allo stesso santo e io ho dovuto rispondergli che questa era l'unica nella nostra zona. Rimasto colpito dallo stato in cui giaceva l'edificio, questo benefattore ha deciso di destinare una somma di denaro al suo restauro. Ci sono state spese grosse per questo progetto, e non possiamo che essere grati a quel benefattore per averci aiutato con cifre così importanti per l'epoca. Di mia iniziativa ho seguito i lavori insieme ad alcuni amici che mi hanno dato una mano. Piano piano abbiamo migliorato sempre più la chiesa. Anche oggi cerchiamo di mantenerla e abbellirla sempre più, con qualche quadretto, qualche statua. La chiesa di San Rocco è l'unica che da cento anni è aperta dalla mattina alla sera tutti i giorni e le sue candele sono sempre accese".


Con il trascorrere degli anni sono anche cambiate le iniziative proposte per celebrare San Rocco, come ci ha confermato l'anziano. "Una volta la festa era grande e gioiosa, si facevano molte attività, come la cuccagna e si cucinava e mangiava assieme. I giovani davano l'anima per questa festa: all'epoca la vita era piena di lavoro, fatiche e sacrifici, perciò l'iniziativa era un'occasione di festa e soddisfazione, sentita da tutti quelli che abitavano qui. Oggi non è più come tanti anni fa, ma l'importante è che la chiesa sia ancora aperta. L'auspicio è di proseguire così: è stata aperta cento anni, speriamo di farne altri cento!''.


Le celebrazioni per la festa di San Rocco proseguiranno questa sera alle 20.30, con la recita del rosario e la possibilità del bacio della reliquia. Seguirà poi un rinfresco.
Alessandro Vergani
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco