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Scritto Venerdì 17 agosto 2018 alle 18:52

Casatenovo: 150 ragazzi al campeggio 2018 dell'oratorio in Val d'Aosta. Bilancio positivo

Alcune immagini scattate durante l'esperienza del campeggio estivo in Val d'Aosta

Il campeggio estivo degli oratori della comunità pastorale di Casatenovo non è un'esperienza affatto nuova, e anche quest'anno si è ripetuta riscuotendo grande successo.
Nelle scorse settimane si sono alternati tre turni con ragazzi di differenti fasce d'età: terza e quarta elementare, quinta elementare e prima media e, infine, seconda e terza media. Un totale di circa centocinquanta ragazzi ha popolato il campeggio attrezzato in Val d'Aosta, località Valsavarenche, nella zona posta sotto la tutela naturalistica del parco naturale del Gran Paradiso.


Durante il soggiorno i giovani partecipanti erano accompagnati da don Andrea Perego, vicario per la pastorale giovanile, sorella Adeline delle Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù e suor Daniela, consorella delle Suore Serve di Gesù Cristo, oltre che da un gruppo di educatori che hanno aiutato nell'organizzazione delle giornate e nelle attività che venivano svolte.

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La routine quotidiana si distingueva tra le giornate nelle quali erano previste delle passeggiate, adatte alla fascia d'età che soggiornava, e le attività svolte presso il campo base. Le prime iniziavano presto e prevedevano una frugale colazione e la consegna del pranzo al sacco da consumare una volta giunti a destinazione, prima di fare ritorno.

In primo piano a destra don Andrea Perego

Le giornate che si svolgevano presso il campeggio erano differenti: dopo la colazione infatti, vi era un momento di riflessione biblica che quest'anno ha avuto come punto focale la figura di Mosè e del viaggio che ha intrapreso con il popolo ebraico partendo dalla terra della schiavitù, ovvero il regno d'Egitto, per poi attraversare il mar Rosso ed il deserto sino a giungere alla terra promessa: Gerusalemme.
Per questo forte legame tra la figura centrale del progetto ed il popolo ebraico, le attività di riflessione e manuali che venivano proposte nella mattinata erano improntate sull'insegnamento degli usi e costumi dell'epoca, oltre che nell'apprendere il significato e l'utilizzo degli strumenti religiosi come ad esempio la Torah o il corno sacro, il Shofar.


Un'altra iniziativa che ha suscitato grande interesse ed entusiasmo nei ragazzi, è stato l'insegnamento della danza di Miriam, sorella di Mosè che nella Bibbia viene indicata come l'attività che il popolo ebraico svolgeva per festeggiare la fine della traversata del mare al di sotto del canale di Suez.
Nel pomeriggio spazio a giochi ed intrattenimento da parte degli educatori che hanno in questo modo affinato le loro capacita di gestione del gruppo dei ragazzi: tornei, visione di film oppure laboratori naturali, anche alla scoperta dell'ambiente e delle specie animali e vegetali presenti nei dintorni delle loro stesse tende.

Durante il secondo e terzo turno, con i ragazzi un po' più grandi, sono state affrontate delle passeggiate più impegnative con l'aiuto di un'esperta guida alpina che si è rivelata decisiva nell'individuare e svolgere con il gruppo delle magnifiche escursioni, molto apprezzate. I ragazzi di seconda e terza media sono stati protagonisti di una camminata che ha complessivamente impegnato gli scalatori in erba due giorni interi comprendendo il pernottamento in rifugio.


Questa particolare iniziativa è stata ripresa da don Andrea dopo che negli ultimi anni non era più stata proposta per problemi organizzativi. Partendo presto i ragazzi hanno raggiunto il rifugio Vittorio Emanuele II all'altitudine di 2732 metri sul livello del mare, raggiungendo poi il ghiacciaio del Gran Paradiso. Un'iniziativa che ha suscitato grande entusiasmo in tutti i ragazzi che hanno, dopo tanta fatica, raggiunto uno straordinario obiettivo.
Il campeggio estivo 2018 si chiude quindi con un bilancio estremamente positivo per don Andrea Perego, che si è detto molto felice di aver proposto un'esperienza in grado di conferire coesione al gruppo dei partecipanti, facendo capire loro - fra le altre cose - che una vita senza cellulare può rivelarsi molto piacevole.


"Queste iniziative hanno come principale obiettivo quello di aiutare i ragazzi a comprendere che una vita diversa è possibile, lontana dal bullismo e da altre brutte realtà che anche sul nostro territorio sono purtroppo presenti. Fine ultimo di queste iniziative è quello di costruire una generazione che abbia la forza di cambiare certe dinamiche sociali. Dopotutto anche loro lo possono fare e siamo certi che sapranno riuscirci'' ha concluso il sacerdote.
Giovanni Pennati
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