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Scritto Martedì 28 agosto 2018 alle 11:50

Coldiretti: voucher già operativi per la vendemmia

E' dunque al via l'attesa procedura Inps per l'utilizzo dei voucher in agricoltura dopo l'approvazione della riforma da parte del Parlamento con la legge 96 del 2018 che ne ha semplificato l'utilizzo. Lo riferisce la Coldiretti interprovinciale nel precisare che sono operative le prime modifiche come l'allungamento della durata da 3 a 10 giorni entro cui è possibile svolgere la prestazione occasionale, un aggiornamento molto atteso dalle imprese agricole.

"Un primo segnale di sburocratizzazione che va nel verso auspicato dal mondo agricolo, ma ora - sottolinea il presidente della Coldiretti lariana Fortunato Trezzi - ci auguriamo che anche le altre modifiche previste dalla legge diventino operative con la medesima tempestività all'interno della procedura Inps. Anche perché con i voucher circa 50mila posti di lavoro occasionali possono essere recuperati in tutta Italia con trasparenza nelle attività stagionali in campagna dove sono impiegati soltanto per le attività svolte da disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l'anno precedente".

Con il ritorno dei voucher in agricoltura si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori e si assicura al settore uno strumento agile, flessibile che semplifica rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestività tipica di una attività condizionata dalla natura ma che offre anche una opportunità di integrare il reddito delle categorie più deboli. I voucher ritornano a dieci anni della loro introduzione in Italia che è avvenuta il 19 agosto 2008 con circolare Inps che per la prima volta autorizzava la raccolta dell'uva attraverso voucher con l'obiettivo di ridurre burocrazia, riconoscendo la specificità del lavoro agricolo. Nel corso degli anni successivi all'introduzione nel 2008 è stata allargata la possibilità di utilizzo alle altre attività di agricole ma il settore è rimasto fedele all'originaria disciplina "sperimentale" con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti, cassintegrati e disoccupati) a differenza degli altri comparti produttivi.

Meno del 2% del totale dei voucher è stato impiegato in agricoltura dove sono nati e rappresentano un valido contributo all'emersione del lavoro sommerso. Non è un caso che il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011 senza gli abusi che si sono verificati in altri comparti. In agricoltura sono stati venduti (dati nazionali) negli ultimi cinque anni prima dell'abrogazione poco più di 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi dei 5 anni precedenti, pari all'incirca a 350mila giornate/anno di lavoro.

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