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Scritto Sabato 15 settembre 2018 alle 09:10

Riflettori sempre più accesi sul Mandic e dintorni. Ma ora scenda in campo la politica

La delicata questione che riguarda la onlus "Fare Salute" sta già suscitando indignazione tra i lettori. E, più ancora, tra i fruitori del servizio di supporto psicologico ai pazienti oncologici e cardiologici. E' facilmente comprensibile lo sconcerto di fronte all'ipotesi di un ridimensionamento della presenza degli psicologi se non addirittura la sostituzione della struttura fondata su basi volontarie con quella formalmente attiva all'interno dell'azienda. Perché, in tal caso il servizio al cittadino sarebbe ridotto della metà nel migliore dei casi mentre il costo per l'azienda sarebbe almeno doppio. L'indignazione, dunque, è comprensibile. Ma il caso non sorprende. Almeno quanti seguono con attenzione le vicende della nostra Azienda socio-sanitaria territoriale. Pensiamo alla vicenda Del Boca che aveva (e ha) come effetto collaterale il ridimensionamento del reparto attraverso la decapitazione del suo primario il quale, in base al primo verdetto emesso dai lecchesi Zanini, Terzi e Ripamonti, avrebbe dovuto lasciare il lavoro per ben due mesi. Nella realtà l'obiettivo vero della manovra stava proprio nell'effetto collaterale, non tanto nel punire un medico perché, senza tornaconto alcuno, operava fuori dagli orari di protocollo al solo scopo di ridurre code e attese. Identica punizione (provvedimento disciplinare) si prospettava per la dottoressa Carla Magni, chirurgo al Mandic e (ex) presidente di FareSalute. La dottoressa Magni non ha bisogno della nostra difesa. Chiunque la conosce sa che ha sempre operato nel modo più altruista e disinteressato possibile. Ma non loro, quelli che hanno le leve del potere. Loro paventavano l'ipotesi di un conflitto di interesse. Che, posto in relazione alla Carla Magni diventa un vero e proprio ossimoro. E poi avanti: meno anestesisti, meno interventi chirurgici, difficoltà a raggiungere lo standard regionale e rischio concreto che la struttura complessa di Chirurgia, altra eccellenza dell'ospedale cittadino, sia declassata a struttura semplice.
E allora diciamolo chiaro e tondo: di queste manovre ne abbiamo piene le scatole. E perché no, anche dei manovratori. E siccome dietro le nomine ci sta la politica siano Mauro Piazza, Forza Italia e Antonello Formenti, Lega, a prendere in mano la situazione e porvi il necessario rimedio. Prima di diventare, essi stessi, il bersaglio delle critiche di stampa e elettori.
FareSalute, come Retesalute, sono iniziative meratesi e casatesi che dimostrano come questo distretto sia di gran lunga più avanti degli altri due della provincia. Con queste iniziative, una onlus e una Asp, si è già dato attuazione alla riforma sanitaria che ha nella continuità assistenziale uno dei suoi pilastri.
Se FareSalute subirà un ridimensionamento a causa dei burocrati che operano a Germanedo si scatenerà l'inferno. E il caso Del Boca ha dimostrato che la gente sembra disinteressata ma in realtà segue senza farlo vedere. Fino a quando la misura è colma. Poi scende in piazza.

P.S. I fruitori del servizio stiano tranquilli perché l'attività di FareSalute continua regolarmente fino al 31 marzo quando scadrà la convenzione. Ci sarà un altro presidente dopo le dimissioni ("forzate") di Carla Magni, ma sappiamo che su di lei tutti possono continuare a contare. Saranno decisivi i primi mesi del prossimo anno. Per ciò il rinnovo della convenzione sarà da parte nostra attenzionato con la massima cura.

Claudio Brambilla
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