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Scritto Martedì 18 settembre 2018 alle 17:28

Costa: nell'assemblea sulla variante al PGT l'interesse del pubblico è per la moschea

Si vuole "tenere" la moschea in centro paese con tutte le problematiche logistiche connesse oppure spostarla fuori? E' questa la domanda schietta formulata ieri sera dall'ex sindaco di Costa Masnaga, Umberto Bonacina - oggi capogruppo di maggioranza - per spiegare i progetti dell'attuale amministrazione sull'edificio religioso già presente da anni in via Cadorna che nei giorni scorsi hanno provocato un susseguirsi di commenti e interventi dei politici di centro destra, a livello provinciale e regionale. Di questo tema e più in generale delle previsioni della proposta di variante al Piano di Governo del Territorio si è discusso per oltre due ore all'assemblea di lunedì 17 settembre, convocata dall'amministrazione comunale presso il centro sociale di Costa Masnaga.



Il pubblico presente all'assemblea. Al centro in prima fila la sindaca Sabina Panzeri e l'assessore Maurizio Corbetta

"Non è stato presentato alcun progetto sulla moschea ma è stato semplicemente individuato un terreno su cui potrebbe essere spostato l'attuale centro di culto che, di fatto, è già presente da anni in paese lungo via Cadorna" è stata l'introduzione della sindaca Sabina Panzeri che ha subito voluto mettere alcuni punti fermi su quella che è diventata la polemica politica di fine estate. "Già in passato sono emerse delle problematiche, soprattutto in occasione del giorno sacro del venerdì, come i parcheggi oppure la riqualificazione degli edifici vicini" ha detto, spiegando come dall'amministrazione sia emersa la proposta di "delocalizzare" la moschea fuori dal centro abitato. "In questo senso" ha aggiunto "abbiamo avuto la disponibilità della comunità musulmana, attraverso l'associazione La Speranza, di discutere di questa soluzione ma ciò non significa assolutamente che questo PGT conduca, già domani, alla costruzione di una moschea in paese". Prima infatti, bisogna ottenere il via libera degli enti della seconda conferenza VAS, prevista per il 1° ottobre, e poi la variante al PGT inizierà il percorso amministrativo per la sua adozione e successiva approvazione. Ma neanche allora il percorso potrà dirsi concluso visto che toccherà all'associazione islamica dover confermare o meno la propria disponibilità e interesse a spostare la moschea dall'edificio dove - come ricordato più volte nella serata - ha tutto il diritto a rimanere. Lo aveva sancito la sentenza del TAR Lombardia pochi anni fa.


"Abbiamo provato a far loro la guerra" ha detto e ripetuto, senza remore, l'assessore all'urbanistica Maurizio Corbetta "ma abbiamo perso'', mentre il collega Bonacina ha sintetizzato la storia urbanistica della moschea masnaghese - ospitata in un ex opificio per il quale non è mai stato chiesto nè realizzato il cambio di destinazione d'uso - nel corso della quale il Comune in passato è intervenuto a più riprese. "Essendo stato censito quell'edificio nella Repubblica Cisalpina, ogni intervento deve essere approvato dalla Sovrintendenza" ha spiegato l'architetto Corbetta, rivendicando anche il ricorso al TAR fatto negli anni scorsi dall'amministrazione comunale contro l'insediamento della moschea. "Siamo stati tra i pochi comuni in Italia a farlo". Tutto inutile, però. La moschea c'è e rimane a Costa Masnaga, e l'unica soluzione sembra essere quella di trovare un accordo a tutela dei diritti e dei bisogni di tutti.
"E' stato individuato un terreno di circa 4900 metri quadrati a ridosso della superstrada SS36 che non potrà essere tutto costruito" ha affermato la sindaca Panzeri, sottolineando che "qualora si dovesse costruire una nuova moschea, ci sono molti vincoli e prescrizioni per quanto riguarda i parcheggi e non solo". Nel tentativo di smentire quanto è stato detto nelle ultime settimane, l'amministratrice ha ribadito che "anche se dovesse andare in porto la nuova proposta di PGT, l'edificio della moschea avrà la stessa metratura di quello che, attualmente, la comunità musulmana già dispone a Costa Masnaga: in totale, quindi, circa 600 metri quadri tra il piano terra e il primo piano".

Le previsioni che riguardano l'ipotizzata nuova moschea

A fronte delle domande dei cittadini sulle effettive dimensioni dell'ipotizzato centro islamico, la sindaca ha spiegato che a riempire i circa 4900 metri quadri previsti ci saranno anche i 1200 metri quadri previsti per i parcheggi, a cui sono da aggiungere anche spazi verdi, oltre alla casa del custode.
Nel caso si arrivi alla costruzione della moschea ai lati della superstrada, in ogni caso, "verrà stipulata anche una convenzione tra Comune e associazione musulmana che preveda le condizioni per una possibile revoca qualora non vengano rispettati gli obblighi da uno o l'altro dei contraenti" ha aggiunto la prima cittadina per rassicurare i presenti da cui, più volte, nel corso della serata, sono arrivati interventi contrari all'ipotizzata nuova moschea. Non è un caso insomma, che l'interesse della platea sia stato rivolto, soprattutto, alla parte dedicata al possibile edificio religioso che è stata inserita nella proposta dalla variante al Piano di Governo del Territorio, mentre pochi interventi sono seguiti all'analisi dell'architetto Corbetta sulle altre previsioni urbanistiche dell'amministrazione comunale.


"Non abbiamo voluto inserire nuove aree fabbricabili per mantenere il trend e gli equilibri del passato" è stata la sua introduzione prima di passare a descrivere nel dettaglio il documento pubblicato sulla piattaforma regionale. "Nell'area divenuta di proprietà del comune tra Brenno e Camisasca, abbiamo dato permesso di costruire a un privato per ottenere terreni necessari per completare la ciclabile verso parco di Brenno" ha detto, spiegando come sempre in quell'area diventano proprietà comunale anche "due terreni e il Parco di Brenno, già ora in comodato d'uso". Qui, in accordo col Parco Valle Lambro e con Regione Lombardia, verrà dato vita a progetto "per favorire le produzioni agricole, in particolare a beneficio di antiche varietà agrarie". Tra via 25 Aprile e via Garibaldi invece, si prevedeva la "distruzione degli attuali fabbricati e la costruzione di nuove aree residenziali che sono rimaste però, lettera morta". Per i privati è stata così concessa la possibilità di svolgere "attività non moleste in termini ambientali o magazzini". Dal Comune è stata avanzata anche la proposta di rivitalizzare l'area di Samarino dove si trova un edificio cinquecentesco, vincolato dalla Sovrintendenza ma lasciato andare.
Il piano comunale è di favorire, togliendo gli oneri di urbanizzazione, "l'insediamento di un privato che voglia attivare un'attività di albergo o bed and breakfast" così da ristrutturare l'edificio. Altro argomento toccato da Corbetta nel suo intervento prima di affrontare la questione moschea, è stato quello dei parcheggi. "Vogliamo raddoppiare il numero di posti auto di fronte all'oratorio mentre altri parcheggi sono previsti in area cimitero e nell'area di Villa Beretta sia dietro a dove ora si trova il bar sia più in basso".


Sempre nell'area di Villa Beretta si è parlato di una possibile futura seconda uscita dell'attuale parcheggio di fronte alla clinica mentre è certa la richiesta della struttura sanitaria di poter utilizzare la cascina a fianco dell'attuale parcheggio per istallare nuovi posti letto. Novità dovrebbero interessare, in prospettiva, anche la zona della stazione, in particolare nell'area dove ora si trova il binario morto. "C'è l'idea di fare un parcheggio da cinquantadue posti auto sul terreno di proprietà RSI in cambio di opere già fatte e altre da concordare" ha spiegato l'architetto Corbetta. Da ultimo il suo breve accenno al "piano delle attrezzature religiose" ha provocato l'immediata reazione del pubblico, costringendo l'assemblea a occuparsi di questo tema per il resto dell'incontro.
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A.P.
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