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Scritto Domenica 07 ottobre 2018 alle 18:56

Casatenovo: un progetto sul nuovo centro oggetto di una tesi di laurea 'da 110 e lode'

Gli studi per la riqualificazione del centro di Casatenovo non si fanno soltanto negli uffici comunali o regionali, ma anche al Politecnico di Milano, nella sede distaccata di Lecco, fino a raggiungere le lande nipponiche di Tokyo. Tutto merito di tre giovani e del loro progetto di tesi “Agri+ Culture.

Luca Sironi

The new city center of Casatenovo”. La proposta è nata a fine 2016 da Luca Sironi, residente a Monticello Brianza classe 1993, studente al Corso di laurea magistrale a ciclo unico in “Ingegneria Edile-Architettura”. Un lavoro corposo che ha ricevuto tre giorni fa, il 4 ottobre, i plausi della Commissione d’esame ed è stato riconosciuto con il massimo dei voti. Un 110 e lode che sarà un ottimo biglietto da visita quando si presenterà a fine mese negli uffici parigini della multinazionale strutturale inglese O’ Callaghan per iniziare uno stage di tre mesi.

La plaminetria dell'area interessata

Il masterplan è stato sviluppato su tre livelli: urbanistico, architetturale e ingegneristico. In particolare Luca Sironi, insieme ad Andrea Bonaiti (di Barzanò) e a Pier Paolo Mainetti (di Abbadia Lariana), si è concentrato sulla progettazione di una nuova biblioteca. L’intento è stato di far sposare la tradizione agricola del territorio con un’esigenza culturale. Una volontà percepibile già da una vista esterna. La sfida è stata di creare un sistema di rivestimento in mattoni cavi, partendo dall’elemento architettonico della “lombarda”, tipico delle cascine rurali. Una resa leggera e funzionale alla doppia esigenza di tradizione e innovazione.

Il progetto

La struttura è in calcestruzzo, senza laterocemento. I prospetti sono composti da travi reticolari di facciata, sulla quale si formano dei triangolari, che costituiscono un elemento schermante con il mattone. Ecco quindi che la struttura si miscela con gli aspetti architettonici. «Dovevamo scegliere un’area edificabile. Ci siamo confrontati, a me sarebbe piaciuto lavorare su un’area del mio territorio, che alla fine è bello perché molto variegato – ha ammesso Luca Sironi – Ci sono edifici storici, chiesette di valore, una vista sulle Grigne, ma anche sulle campagne. Poi sono stato spinto pure dalla curiosità, visto che si parla molto del centro di Casatenovo anche se è tutto fermo da anni».

E avendo rispetto nei confronti del territorio, il comparto progettato si armonizza fedelmente ad esso. Il potenziale nuovo costruito segue nel suo complesso un’uniformità razionale. Un approccio che, per quanto naturale, si discosta con la storia urbanistica della Casatenovo degli anni Cinquanta e Sessanta.

«Il centro è cresciuto in modo non unitario. Attualmente è un “luogo non luogo” di quasi 125 mila mq. Noi ci siamo posti come obiettivo quello di passare da un sistema chiuso a un sistema aperto che si rapportasse al contesto da un punto di vista architettonico, urbanistico e sociale» ha spiegato il neolaureato Sironi. Il metodo è stato affinato durante i sei mesi passati alla Keio University di Tokyo, alla corte del professore Darko Radović. Non solo analisi di dati e modelli urbanistici. «Abbiamo studiato come le persone avrebbero percepito lo spazio. Quindi come l’ambiente influisce sulla società. Abbiamo approfondito la materia sociologica – ha continuato il giovane di Monticello Brianza – Poi abbiamo applicato il tutto al nostro progetto, interrogandoci sui diversi elementi che migliorano per la persona la percezione del legame con il territorio». Un’attitudine di cui probabilmente rimarrà traccia anche nelle future esperienze lavorative.

Nel progetto della biblioteca sono stati sviluppati degli studi per rendere a impatto zero l’edificio sul versante energetico. Quindi la struttura è stata resa performante e sono stati aggiunti degli impianti fotovoltaico e geotermico per compensare tra ciò che si consuma e si produce in termini di energia. Parte integrante anche l’analisi dell’impatto illuminotecnico.

Luca Sironi, Pier Paolo Mainetti e Andrea Bonaiti

È questo, in sintesi, il contributo prodotto, tra spinte ideali e analisi per rendere il progetto applicabile alla realtà. Per il momento Luca si può godere il sogno che ha realizzato: un encomiabile 110 e lode.
M.P.
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