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Scritto Martedì 09 ottobre 2018 alle 18:59

Molteno: capotreno 'maltrattato' per una questione di resto, due magrebini a giudizio

La stazione di Molteno
Si è aperto nella mattinata odierna al cospetto del giudice monocratico Martina Beggio il processo intentato nei confronti di due giovani marocchini - entrambi assistiti dall'avvocato Laura Bosisio - chiamati a rispondere di esercizio arbitrario delle proprie ragioni in relazione ad un episodio che si sarebbe consumato nel pomeriggio del 4 dicembre 2016 a bordo del Besanino, in partenza da Lecco e diretto Milano, via Molteno. La vicenda oggetto del procedimento è stata narrata quest'oggi dal capotreno trovatosi "faccia a faccia" con i due imputati, entrambi non presenti in Aula. Il dipendente delle ferrovie, rispondendo alle domande poste dal viceprocuratore onorario Pietro Bassi, ha spiegato come quel giorno, prima che il convoglio lasciasse la stazione del capoluogo, aveva già notato i due extracee, domandando loro di esibire il biglietto. Essendo gli stessi sprovvisti del titolo di viaggio li aveva così invitati ad acquistarne uno, chiedendo a tal proposito il "sostegno" degli agenti della Polfer, rintracciati direttamente presso il loro ufficio. I due magrebini si sarebbero così decisi a metter mano al portafogli, porgendo al controllore una banconota da 10 euro uno e una da 20 euro l'altro.
L'uomo, sprovvisto del resto, si sarebbe così attivato per farsi cambiare i due tagli con delle monete dagli altri passeggeri, raggiungendo infine il macchinista nella carrozza di testa per ottenere dallo stesso il "cambio" necessario. E proprio sulla prima vettura sarebbe stato poi raggiunto da uno dei due imputati che, con fare risoluto e maleducato, gli avrebbe chiesto il denaro a lui spettante, ricevendo per mano del lavoratore il proprio resto e quello destinato all'amico. Questione risolta? No. Il secondo soggetto, a convoglio già in marcia, avrebbe avvicinato il capotreno lamentando di non aver ricevuto il denaro atteso, arrivando a spintonare e insultare il ferroviere vistosi costretto a ripiegare verso al motrice, chiudendosi in cabina di comando con il macchinista e rimanendo lì dentro fino all'arrivo - allo scalo di Molteno - di una pattuglia del NORM di Merate che ha poi provveduto all'identificazione dei due marocchini, come riferito dall'appuntato Sverzellati, escusso come teste al pari di un operante della Polfer che ha invece riferito circa l'auto offerto al controllore già prima della partenza.
Alla prossima udienza, calendarizzata per il 14 novembre, sarà sentito invece il sovrintendente Mazzilli che, attraverso la visione dei filmati del circuito di videosorveglianza interno al treno, potrà confermare o meglio dettagliare la versione dei fatti fornita dalla persona offesa, non costituitasi parte civile ma apparsa ancora scossa per l'accaduto, avendo poi avuto di nuovo a che fare con uno dei due imputati che, in stazione, lo avrebbe ulteriormente minacciato con un eloquente "ricordati di questa faccia".
A.M.
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