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Scritto Martedì 09 ottobre 2018 alle 23:35

Incidente mortale a Castello: il PM chiede di archiviare il fascicolo, ma i parenti della vittima si oppongono. La decisione ora spetta al Giudice

Alessandra Casiraghi
Il sostituto procuratore Andrea Figoni ha chiesto l'archiviazione del fascicolo, non ravvisando colpe nella condotta dell'autista casatese alla guida del camion che il 27 settembre 2017 investì mortalmente Alessandra Casiraghi, la 49enne che in sella alla sua bicicletta stava percorrendo la strada provinciale 51 a Castello Brianza.
Assistente scolastica di professione e sportiva per passione, soltanto un mese prima di quel tragico sinistro la missagliese aveva agguantato un record straordinario scalando tutte le cime di altezza superiore ai 4mila metri di cui si compone la catena delle Alpi. Alessandra Casiraghi però, amava molto anche la bicicletta e proprio mentre pedalava verso casa ha trovato la morte in un pomeriggio d'autunno, in prossimità della rotonda della Carprometal, al confine tra Castello Brianza, Sirone e Dolzago.
Esaminata la perizia commissionata dal precedessore, il dr.Nicola Preteroti (nel frattempo trasferito alla Procura di Bergamo ndr) all'ingegner Domenico Romaniello, il pubblico ministero Andrea Figoni nelle scorse settimane ha chiesto l'archiviazione del fascicolo che vede quale unico iscritto nel registro degli indagati - per l'ipotesi di reato di omicidio stradale - l'uomo alla guida del camion, difeso di fiducia dall'avvocato Elisa Magnani. Una decisione, quella del PM, che sarebbe motivata anche dalle risultanze dei rilievi effettuati dai militari della stazione di Oggiono e dalle immagini del sistema di videosorveglianza di un'azienda situata in Via don Allamano, che avrebbe immortalato lo scontro fra i due mezzi.
Secondo quanto scritto dal consulente della Procura nella lunga relazione che ricostruisce lo stato dei luoghi e la presunta dinamica del sinistro costato la vita alla missagliese, l'autista del camion, che proveniva da Sirone, non si sarebbe accorto che la donna in sella alla bicicletta, sopraggiunta alle sue spalle, stava effettuando l'attraversamento della rotonda.

Un paio di immagini del sinistro in cui perse la vita Alessandra Casiraghi


Impossibile a detta del perito, che l'uomo alla guida del mezzo pesante - per una questione di distanze - potesse avvistare la sagoma del velocipede che si trovava in prossimità dell'angolo cieco anteriore del camion, arrestatosi in prossimità della rotonda e poi ripartito in direzione Bevera: proprio in quel punto però la ciclista sarebbe finita sotto la ruota anteriore sinistra del veicolo. Un impatto devastante che non le avrebbe lasciato scampo: inutile l'intervento dei soccorsi, che non avevano potuto fare altro che constatare il decesso della 49enne.
La ricostruzione non convince a pieno i familiari della vittima, che affidatisi all'avvocato Simona Crippa e intenzionati a fare chiarezza su quanto accaduto in quei drammatici istanti nei quali ha perso la vita Alessandra, hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, tenendo conto anche delle risultanze di una perizia cinematica redatta da un proprio consulente tecnico di parte, dalla quale sarebbero emersi elementi diversi in ordine a quanto accaduto.
Spetterà quindi al giudice Salvatore Catalano pronunciarsi sulla questione nel corso dell'udienza preliminare già fissata per la fine di ottobre.
G.C.
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