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Scritto Martedì 16 ottobre 2018 alle 22:07

Annone: tre giovani a giudizio per diffamazione. Una condanna

Il tribunale di Lecco
Era il 31 maggio 2014 quando Rosanna Ferrero - oggi consigliere comunale di Annone Brianza e precedentemente assessore ai servizi sociali - rinveniva nella casella della posta un foglio su cui era stato stampato un post di Facebook: qualcuno aveva pubblicato una sua fotografia con la didascalia "estirpare l'erba cattiva". Ad essa sono seguiti diversi commenti offensivi da parte di altri utenti tra cui l'espressione "ogni volta che si vedeva quella nana era un insulto", facendo riferimento alla condizione di nanismo da cui è affetta il consigliere.
A quel punto la donna non ha esitato a denunciare i tre, facilmente individuabili tramite il nome-utente: Marco Bagattini, che ha creato il post sulla sua pagina e Matteo Brembilla e Alessandro Andreuzza, autori di due commenti. A carico dei tre giovani - rispettivamente di 30, 24 e 25 anni - è stato avviato il procedimento celebrato venerdì nel Tribunale di Lecco dal giudice monocratico Enrico Manzi.
Costituitasi parte civile e rappresentata dall'avvocato Claudio Usuelli, il consigliere Ferrero nell'udienza odierna ha narrato i fatti, tutt'ora visibilmente turbata dall'accaduto.
"Per molto tempo ho anche avuto difficoltà a dormire e a distanza di quattro anni ancora ci penso" ha ammesso.
Quando è stato chiesto alla Ferrero se conoscesse o avesse mai avuto rapporti con i tre imputati, la risposta è stata negativa, aggiungendo però che sapeva che i tre frequentavano un bar situato di fronte al municipio: "suppongo mi abbiano vista passare di lì più volte".
Anche Andreuzza - unico dei tre imputati presente in aula - ha raccontato i fatti risalenti al 2014: a lui veniva contestato in particolare di aver commentato il post - di cui è risultato autore Bagattini - con la frase "date una medaglia a quest'uomo".
"In quel commento volevo solo sottolineare il coraggio di Marco Bagattini di postare una foto del genere in piena campagna elettorale".
Una volta venuto a conoscenza della denuncia Andreuzza avrebbe tentato di contattare la signora per chiarire il malinteso: si sarebbe presentato a casa sua, sarebbe andato a parlare con la madre della donna e avrebbe cercato degli intermediari (tra cui altri consiglieri comunali e il parroco Don Davide). Sforzi vanificati proprio dalla stessa Ferrero, che ha dichiarato in aula: "è venuto a cercarmi a casa, ma io non gli ho mai aperto la porta per timore: vivo da sola". Ha poi aggiunto, riferendosi al colloquio tra la madre e l'imputato: "mia mamma gli ha detto che avrebbe dovuto parlare direttamente con me della vicenda".
Al termine dell'istruttoria il Vpo Mattia Mascaro ha ritenuto dimostrata la responsabilità penale dei tre, chiedendo per ciascuno 15 giorni di reclusione, richiesta a cui si è associato l'avvocato di parte civile Usuelli in aggiunta ad un risarcimento non inferiore a 10.000 euro.
L'avvocato Alessandra Maggi a difesa di Bagattini e Brembilla ha invece chiesto l'assoluzione per i suoi assistiti, appellandosi al fatto che le loro dichiarazioni sul social network non volessero costituire un attacco alla persona del consigliere comunale, ma alle idee politiche della lista di cui faceva parte.
Anche per Andreuzza l'avvocato Caramitta ha chiesto l'assoluzione: il suo assistito non ha mai fatto riferimento alla condizione clinica della parte offesa, limitandosi a commentare solo "l'erba cattiva" come schieramento politico, dal momento che si era in periodo di campagna elettorale.
Ritiratosi in camera di consiglio, il giudice Manzi ha poi letto il dispositivo della sentenza: sono stati dichiarati assolti Bagattini e Andreuzza per non aver commesso il fatto, mentre è stato dichiarato colpevole ai sensi dell'articolo 595 del codice penale Brembilla Matteo.
Il giovane è stato condannato a pagare 2500 euro di multa oltre ad un risarcimento alla parte civile pari a 1000 euro.
Federica Frigerio
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