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Scritto Domenica 21 ottobre 2018 alle 07:56

Costa: illustrato il progetto d'accoglienza dei bimbi ucraini di ''Cassago chiama Chernobyl''

Un progetto di aiuto che si è trasformato negli anni in realtà concreta quello dell'associazione Cassago chiama Chernobyl Onlus che dal 1996 lavora per promuovere l'accoglienza nelle famiglie del territorio, dei bambini ucraini nel corso delle cosiddette vacanze terapeutiche, in estate e nel periodo natalizio
A causa dei danni irreparabili dovuti all'esplosione della centrale nucleare della cittadina dell'ex repubblica sovietica, la popolazione ucraina ancora risente dei residui chimici che, anche dopo 30 anni, sono presenti nell'aria e nei prodotti quotidianamente ingeriti.

Il presidente Armando Crippa con l'assessore masnaghese Anna Cazzaniga

Di fronte a questa situazione il sodalizio cassaghese si è immediatamente attivato e da oltre vent'anni continua a portare avanti la propria attività a favore di Chernobyl e soprattutto dei suoi bambini. Giovedì sera in un incontro organizzato a Costa Masnaga il presidente Armando Crippa ha presentato la nascita, le iniziative ed il futuro del gruppo al pubblico che a partire dalle ore 21 ha raggiunto la biblioteca comunale.
Dopo il saluto dell'assessore alla cultura Anna Cazzaniga, è stato mostrato ai presenti un video del viaggio che alcuni esponenti dell'associazione hanno intrapreso lo scorso mese di aprile a Chernigov per visitare l'orfanotrofio, l'ospedale e la

La testimonianza di Beatrice
scuola professionale di cucito. "Non a caso siamo andati in un orfanotrofio - ha spiegato Crippa - al quale abbiamo donato una cella frigorifera, attrezzature varie per la cucina e la scuola ed anche una serie di stoffe con cui i ragazzi dell'istituto professionale hanno realizzato vestiti, utilizzati poi in parte per realizzare del costumi da ballo. Al nostro arrivo infatti ci hanno accolto con danze tipiche per farci vedere il lavoro che avevano svolto con i tessuti che avevamo inviato loro".
Oltre al viaggio in primavera, il sodalizio è reduce da un'altra trasferta verso l'Ucraina durante la quale otto volontari, dopo due giorni di tragitto ed oltre 2000 km percorsi, hanno donato all'ospedale di Chernigov due ambulanze dotate di tutte le attrezzature necessarie. I mezzi, l'uno proveniente da Mandello del Lario e l'altro da Cisano Bergamasco andranno a sostituire i veicoli di soccorso ormai obsoleti garantendo una maggior sicurezza negli interventi.
"Il nostro è un bel lavoro perché non è facile, ma proprio perché difficile ci dà più soddisfazioni - ha commentato Crippa - ed è importante che le nuove generazioni continuino perché il problema di anni e anni fa è ancora vivo e chi ne risente di più sono i bambini. Le sostanze ingerite infatti bruciano i loro anticorpi ed è importante anzi fondamentale che possano raggiungere anche solo per un breve periodo l'Italia. Un mese da noi permette loro di recuperare il 50% degli anticorpi e resistere quindi meglio quando tornano indietro".
La promozione dell'accoglienza parte dunque da una missione di aiuto e si concretizza nella realizzazione di rapporti umani stabili e duraturi nel tempo; i bambini di età compresa tra i 7 e i 18 anni raggiungono infatti l'Italia e si stabiliscono in famiglia per un determinato periodo. In estate se ne contano circa 70 mentre nell'imminente periodo di Natale  è previsto l'arrivo di 38 ragazzini.


Tra il pubblico in sala Beatrice ha raccontato la sua testimonianza: novella sposa ha invitato alla celebrazione delle sue nozze due, ormai donne, che ai tempi avevano soggiornato nella sua famiglia. "Eravamo davvero felici e la loro partecipazione ci ha commossi. L'anno prossimo - ha raccontato - abbiamo promesso che saliremo noi da loro. Dopo la loro permanenza hanno scritto un messaggio sui social spiegando che qui avevano trovato una seconda famiglia: ed è vero".
A.Ba.
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