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Scritto Venerdì 02 novembre 2018 alle 16:48

Retesalute: l’assemblea in un clima più disteso si prepara per lunedì 12, il D-Day

La chiave di lettura che la stampa ha dato del blitz con cui 14 comuni hanno ottenuto di strettissima misura il rinvio del piano di rilancio di Retesalute, riuscendo ad approvare un testo integrativo messo a punto all'insaputa degli altri, è frutto di fake news o fantasy news. Lo ha affermato il direttore di "scarp de tenis" Paolo Brivio giornalista professionista e grande esperto di comunicazione. Parlando a braccio e con un arto impegnato nell'arrampicata sui vetri, il sindaco di Osnago ha tentato di giustificare il colpo di mano messo a segno a un'ora dall'inizio dell'assemblea dell'8 ottobre.

VIDEO



Filippo Galbiati lo aveva fissato negli occhi condannando la modalità con cui il blitz era stato condotto, cioè alle spalle dei sindaci non coinvolti nell'iniziativa. E Brivio ha tentato un'improbabile spiegazione.

Paolo Brivio

"Con il voto dell'8 ottobre non si è inteso bocciare il piano di rilancio, ma solo rinviarlo per avere più tempo e studiare le carte. In fondo il documento, (qualche paginetta di facile lettura ndr) è arrivato ai comuni il 2 ottobre per essere discusso sei giorni dopo. Troppo poco per approfondire. Quanto al blitz nessun colpo di mano, negli ultimissimi giorni tra i comuni che avevano espresso una serie di considerazioni si è trovata un'intesa, (e in questo caso sono bastate poche ore per redigere un testo di 3 pagine ndr), culminata con la redazione del documento di integrazioni al piano di rilancio".

Stefano Motta

Integrazioni costituite da procedure cavillose, tali da rinviare l'approvazione del piano alle calende greche. Ma no, ha spiegato Brivio era un tentativo di trovare una sintesi condivisa. Magari in primavera, o in estate perché no. I tempi dell'advisor, l'esperto di finanza straordinaria, sono calcolati in mesi non settimane ma Stefano Motta, autore della proposta ha negato che si volesse prendere tempo per affossare il progetto. Era solo per approfondire. Ecco l'infinito magico. Approfondire. Come i tre hanno fatto con l'acqua pubblica. Approfondire. Lo ha detto anche la quarta del gruppo degli scavatori: l'assessore di Missaglia. "Mi sento a disagio ma non devo rispondere al giornalista di turno (certo non riferendosi a Brivio ndr) un supplemento di indagine non ha lo stesso significato di un affossamento del progetto". Solo un rinvio, giusto per approfondire. E poi la vera chicca: usiamo i soldi dell'aumento di capitale per acquistare la sede. Un colpo mortale per il buon stato di salute di Massironi. Si impara in terza ragioneria il valore dell'indice di liquidità o acid test come strumento primario per negoziare con profitto gli acquisti. Patrimonializzare l'azienda con una immobilizzazione in assenza di liquidità è assurdo. Bruno Crippa non può partecipare direttamente all'assemblea come fanno i suoi colleghi? In alternativa, promuova brevi corsi di ripetizione su analisi di bilancio e gestione aziendale.

Laura Pozzi

Ma più spettacolare dei tre colleghi citati è apparsa Adele Gatti, seduta silente al tavolo del consiglio comunale di Merate a un metro da Brivio. La sindaca di Airuno pareva un direttore d'orchestra che dà indicazioni al primo trombone: tagliare, abbassare, soprassedere, minimizzare, pungere; mimando sufficienza, sconforto, riprovazione, estasi grazie a un viso molto espressivo e a una capigliatura folta e assai mobile.

Adele Gatti

Curiosamente mancava il gran suggeritore Davide Maggioni di Sirtori, l'autore dell'assist al presidente di Retesalute, quel passaggio che ha consegnato Alessandro Salvioni all'imperitura memoria di tutti come il gran ballerino di valzer, che a ogni giro cambia versione: prima approva, poi contesta quindi riapprova. Sempre sorridendo.

Alessandro Salvioni

Ora l'attesa è per lunedì 12 quando si andrà al voto. Lì si vedrà davvero chi vuole il bene di Retesalute - come ha scandito Filippo Galbiati di Casatenovo nel suo micidiale intervento che ha costretto Paolo Brivio a scalare il cristallo - e chi invece lavora per affossare l'azienda pubblica. Spazio per i giochini non ce n'è più. Le delibere adottate dal Consiglio di Amministrazione hanno recepito in parte i dubbi dei comuni sinceramente preoccupati. Ora è chiaro che la cassa di ciascun socio sarà alleggerita di poche centinaia di euro. Ed è altrettanto chiaro che solo allargando il raggio d'azione e la base societaria la nostra Asp avrà un grande futuro e il nostro territorio una rete di assistenza come non esiste in alcuna parte della Lombardia.

 

Chi è disposto, per ragioni innominabili, a sacrificare questa straordinaria azienda pubblica dovrà assumersene la responsabilità davanti ai cittadini. Consapevoli che i giornalisti indipendenti (o operatori della comunicazione, come ci chiama Brivio in tono sprezzante) lo indicheranno con nome cognome e fotografia.

E come nel Far West affiggeranno su tutti i pali della luce un cartello con la loro immagine e sopra la scritta: "wanted".

Il convitato di pietra
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