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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 14:36

Barzanò: il 4 Novembre celebrato da associazioni, Comune e dagli alunni della primaria

Tantissimi tra cittadini, alunni e appartenenti alle associazioni del paese hanno partecipato alla commemorazione della giornata dell'Unità nazionale e delle Forze Armate che si è tenuta questa mattina a Barzanò, in concomitanza con i festeggiamenti del 4 Novembre nell'intero territorio italiano.

Alcune immagini delle celebrazioni per il 4 Novembre

La mattinata ha avuto inizio alle ore 9.45 presso il parco delle Rimembranze di viale Manara, dove il Gruppo Alpini, l'Amministrazione Comunale e le insegnanti della scuola primaria hanno invitato la cittadinanza a partecipare al momento di raccoglimento e commemorazione in prossimità del monumento ai caduti per la patria. A prendere la parola e a coordinare il buon svolgimento dell'evento è stato l'autiere Raffaele Perego. "In occasione della ricorrenza della 4 Novembre, data storica della firma dell'armistizio che ha posto fine al primo grande conflitto mondiale, è importante trovare la giusta dose di tempo da dedicare al ricordo dei soldati e di tutte quelle persone cadute che hanno lottato e combattuto anche per permettere a noi oggi di poter vivere in una condizione di pace. Proprio un ringraziamento sincero per aver dedicato a noi tutti e alla comunità il loro tempo va ai gruppi solidali e sociali riunitisi, tra cui la Pro Loco, l'associazione Pensionati, Associazione dei mutilati invalidi, i bersaglieri e tutti i rappresentanti e le autorità che oggi lanciano un segnale di solidarietà e vicinanza".

Al microfono il parroco don Renato Cameroni

Il primo vero atto celebrativo in apertura di cerimonia è stato il tradizionale alzabandiera seguito dal canto dell'inno nazionale, mentre i bambini presenti hanno distribuito a tutti alcune bandierine del tricolore da sventolare in segno di appartenenza e orgoglio nei confronti del proprio Paese.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):


Due bersaglieri, il sindaco Giancarlo Aldeghi e due bambini hanno quindi proceduto alla deposizione simbolica della corona di fiori sopra al monumento ai caduti prima e in prossimità del monumento agli alpini poi, per celebrare in modo particolare e significativo ciascun contributo ma comprendendoli comunque nel più ampio ambito di commemorazione di coloro che, chiamati alle armi, hanno poi incontrato dolore, sofferenza e infine la morte per cercare di difendere le proprie radici e la propria origine. Carico di emozione è stato poi il momento della lettura da parte degli Alpini dei 69 nomi di giovani e ragazzi barzanesi su 194 chiamati alle armi che dal fronte non hanno fatto più ritorno e che sono stati ricordati ad uno ad uno, oltre che per motivi di rispetto, anche per sostenere l'idea di un'uguaglianza naturale di fondo che si viene a creare tra gli uomini in guerra. Richiami significativi sono poi stati fatti rispetto al contenuto dell'articolo 11 della Costituzione, nato anche a seguito delle conseguenze catastrofiche della guerra e nel quale si esplicita proprio come l'Italia sia un paese che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti e che proprio per questo promuove e favorisce la pace e tutte quelle organizzazioni volte a mantenerla.

Il sindaco Giancarlo Aldeghi e l'assessore Fernanda Veronelli

"Preferisco ricordare il 4 Novembre non come la ricorrenza della sigla di un accordo che sancisce la vittoria della guerra, ma più in generale come la fine del conflitto perché come tutti sappiamo in guerra non si può mai fare una chiara e netta distinzione tra vincitori e vinti'' ha detto il sindaco Giancarlo Aldeghi. ''Mi piacerebbe, oggi, ricordare una storia che mi è stata raccontata quando ancora frequentavo le scuole elementari e che racconta della tenacia e degli sforzi compiuti da un rospo che, messo in una pentola a gas che man mano si scalda, tenta sempre più difficilmente di adeguarsi all'elevata temperatura dell'acqua dove è immerso. Quando poi la temperatura raggiunge livelli insostenibili per il suo organismo, il rospo è destinato a soccombere non avendo più energie per poter uscire dalla pentola, avendole inutilmente sprecate per conformarsi ad una condizione decisamente logorante; proprio questo esito infelice dovrebbe ricordarci la logica devastante dietro l'inizio di ogni guerra: le tensioni nascono tra i Paesi e si sviluppano poco a poco fino a raggiungere livelli nei quali non è più possibile fare un passo indietro, perché il conflitto è ormai diventato inevitabile nonostante la cosa apparentemente più semplice dovrebbe essere quella di uscire subito da una situazione di contrasto cercando di risolverla senza per forza passare alle armi e allo scontro. Ricordando oggi l'unità della Nazione ricordiamo anche tutte quelle popolazioni e quelle realtà culturali che sono state annesse al nostro territorio attraverso difficili processi di integrazione e mediazioni che dovrebbero farci riflettere anche sul prezioso ruolo sociale dello straniero e del diverso all'interno della nostra società oggi. La speranza è quella di conservare sempre questo senso di nazione e comunanza per cercare di rinsaldare la posizione dell'Italia come paese costruttore di pace e solidarietà".

Coinvolti nella celebrazione anche i bambini di classe quinta della scuola primaria di Barzanò, che insieme alle proprie maestre hanno cantato "Il Piave Mormorò" e hanno poi letto a turno alcuni estratti da diari e lettere scritti dai soldati al fronte e ricchi di aneddoti e racconti di vicende ordinarie e quotidiane drammatiche ai quali la guerra li aveva sottoposti per mesi. Il numeroso gruppo di cittadini e autorità riuniti si sono poi spostati insieme verso la chiesa di San Vito con il supporto della polizia locale che ha guidato il corteo. Giunti sul sagrato della chiesa, confaloni, gagliardetti e alpini si sono riuniti in semicerchio insieme ai rappresentanti delle diverse associazioni per seguire la deposizione della corona floreale sull'ultimo monumento eretto in ricordo dei caduti e che è stato seguito dal canto di solidarietà degli alunni e dei bambini. A prendere parola è stato infine il parroco don Renato Cameroni, che ha dapprima rivolto a tutti la propria benedizione per poi condividere una preghiera cercando di coniugare la portata valoriale del ricordo civile con lo spirito d'amore e di sostegno tipico del modello di Gesù fondato sulla carità.

La mattinata si è quindi conclusa con la celebrazione della funzione liturgica alla quale hanno preso parte in molti, e che ha permesso di mandare un messaggio forte da parte della cittadinanza e delle autorità sulla necessità di creare questi momenti di condivisione del medesimo passato per non perdere il ricordo di chi si è battuto per la pace e per la difesa della Patria.
Martina Besana
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