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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 14:54

Missaglia ricorda il 4 Novembre


Alcune immagini della cerimonia di Missaglia

"Il vero dolore della guerra per chi rimane a casa ad aspettare i propri cari al fronte è la mancanza di notizie, l'ignoto e il dubbio sulla stessa vita di chi è stato arruolato per combattere e che magari da mesi manca da casa". E' stata una delle riflessioni proposte dal sindaco di Missaglia, Bruno Crippa, intervenuto questa domenica in occasione della commemorazione nazionale del 4 novembre, data che segna la fine del primo conflitto mondiale e giornata di festa anche per tutte le Forze Armate.

Il sindaco Bruno Crippa

Al termine della messa delle ore 11 infatti, l'amministrazione comunale, i rappresentanti di alcune associazioni locali tra cui 2000 Per Te, Aido, il gruppo Alpini di Missaglia, l'associazione nazionale Carabinieri e l'Anpi, insieme alla cittadinanza riunitisi sul sagrato della chiesa, si sono mossi in corteo verso il monumento ai caduti di piazza Libertà dove è stata deposta la tradizionale corona di fiori commemorativa.

''La guerra che ricordiamo oggi è una guerra la cui legittimità è stata messa in dubbio più e più volte nel corso del conflitto anche da coloro che ne erano stati i principali promotori, come a dire che le motivazioni per lo scontro che avrebbe portato a delle conseguenze drammatiche per l'Europa intera non avevano ricevuto larghi consensi fin dai suoi prodromi'' ha detto il sindaco Crippa. ''Il senso della giornata di oggi deve quindi essere anche quello di invitare, soprattutto i giovani, a non smarrire la consapevolezza che la democrazia, la pace e i diritti non sono elementi dovuti ma sono stati assicurati a noi oggi grazie al sacrificio di chi ci ha proceduto e che magari giovanissimo è stato chiamato alle armi per immolarsi per la propria Patria. Mi piace ricordare in questa occasione anche l'importante ruolo svolto da tutte le donne che in qualità di madri, mogli, sorelle, infermiere, soldatesse e alpiniste hanno sostenuto uomini, bambini e anziani sia attraverso le cure e l'assistenza al fronte, sia con l'accoglienza e la vicinanza presso le proprie case. Mantenere vivo un ricordo, magari grazie alla lettura di tutta quella documentazione di lettere e diari scritti direttamente dai soldati in trincea e rivolte ai propri cari e parenti, significa anche rafforzare la propria memoria critica rispetto ad un evento che non può essere considerato con superficialità come un fatto storico lontano dalle nostre vite e che oramai non ci riguarda più''.

''Al contrario, la guerra e i suoi caduti ci ricordano ancora nella nostra epoca la comune e naturale fratellanza che sussiste tra gli uomini e che è visibile soprattutto nel momento del bisogno e del disagio. A tal proposito, è noto il racconto dell'incontro di un giovane soldato italiano che dopo aver attraversato il Piave incontra i propri nemici croati ai quali però, contro la logica del proprio schieramento, dona del pane vedendo le terribili condizioni di stremo e miseria in cui versavano i soldati nemici. L'episodio serve a supportare l'idea che il bene per la libertà e per tutti quei giusti ideali che trascendono ogni singolo conflitto permettono di creare dei ponti tra realtà e culture diverse, eliminando o abbassando tutte quelle barriere che si erigono per estromettere il diverso".

A seguito del momento di riflessione condivisa, il gruppo di cittadini e autorità si è unito in un corteo compatto che, guidato dalla polizia locale, ha raggiunto il cimitero dove è stata deposta la corona presso il monumento funebre eretto in onore dei caduti missagliesi. Qui è stato don Stanislao Brivio a prendere la parola rivolgendo una preghiera e un pensiero verso la nefandezza e l'atrocità della guerra in contrapposizione all'amore e all'insegnamento proposto dal cristianesimo.

Il sindaco Crippa ha infine ripercorso brevemente le tappe del percorso di commemorazione svolto nella mattinata e che ha toccato ciascun monumento ai caduti presenti nelle frazioni di Maresso, Lomaniga, Contra e Missagliola per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita, sacrificandosi per la libertà e per la pace.
M.B.
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