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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 16:35

Bosisio: una quercia e una stele per onorare la memoria dei caduti della Grande Guerra

“Tutti avevano la faccia del Cristo nella livida aureola dell’elmetto, tutti portavano l’insegna del supplizio nella croce della baionetta e nelle tasche il pane dell’ultima cena, e nella gola il pianto dell’ultimo addio”. Questa frase di Carlo Delcroix è stata posta sulla stele accanto alla quercia: sono i due simboli lasciati dall’amministrazione comunale come segno imperituro in memoria dei cento anni della fine del primo conflitto bellico.

La cerimonia organizzata dal comune di Bosisio Parini, in collaborazione con il comitato per la memoria della Grande Guerra, è cominciata domenica 4 novembre con la messa presso la chiesa di San Giuseppe in frazione Garbagnate Rota.
Un corteo, preceduto dai gagliardetti della società civile e seguito da autorità e cittadini, è poi giunto nel fazzoletto di terreno verde accanto alla chiesa di Sant’Ambrogio dove si è tenuta la semplice ma curata commemorazione dei combattenti e dei caduti.

Il sindaco Giuseppe Borgonovo, dando lettura integrale del bollettino della Vittoria annunciato a mezzogiorno del 4 novembre 1918 dal generale Armando Diaz, ha affermato: “è scritto in un linguaggio aulico, solenne ma esprime la gioia della fine della guerra e la riconoscenza verso i caduti che compirono atti di eroismo, celebrando l’unità della nostra patria''.
Al tradizionale intervento ha preferito invece prestare la voce chi la guerra l’ha vissuta e raccontata: ha letto uno stralcio molto forte di un pensiero scritto da Roberto Maiorino, caduto a 22 anni a Santa Maria di Tolmion nel 1916. ''L’età media dei caduti è di 26 anni: ricordandoli, portiamo rispetto e onore a loro che sono figure di riferimento per tutti noi''.

Claudio Grimoldi, presidente del comitato formato dal primo cittadino, da Gianni Binda e Andrea Colombo e dalla professoressa della scuola secondaria Donatella Biffi, ha ricordato il lavoro compiuto in questi tre anni. ''Abbiamo ricercato testimonianze vicine a noi perché venissero rispolverati non solo i monumenti ma anche la memoria secondo il concetto per cui la memoria dev’essere consegna ai giovani affinché venga portata avanti in futuro. Bosisio ha dato risultati bellissimi''. L’ingegnere ha ricordato in particolare l'albo d'oro dei militari caduti, un grande libro che fa parte di dodici volumi preparati dal ministero della guerra contenente i nomi dei circa duemila militari caduti nei soli territori di Como, Pavia e Cremona.


“Il nostro ricordo va oggi ai caduti e ai combattenti ma anche ai due decorati di cui credo si debba avere grande orgoglio” ha aggiunto. Bosisio ha infatti dato i natali a due medaglie al valor militare, raramente concesse: Paolo Bartesaghi, soldato tra i bersaglieri ciclisti sul Carso, ha ricevuto il già alto riconoscimento lo stesso giorno in cui cadde Enrico Toti (6 agosto 1916). Nella motivazione si legge che si gettava tra i primi contro la trincea nemica e incitava i compagni alla resistenza. L’altro concittadino è Michele Colombo che ottenne una medaglia di bronzo al valore militare il 25 maggio 1917 per aver dimostrato uno straordinario spirito di servizio, portando il cibo ai compagni in trincea anche dopo la contusione causata da una scheggia di granata avversaria.

Giacomo Gilardi, rappresentante del gruppo di minoranza consiliare, ha dichiarato: ''tutti gli eventi sono vani se non portano con sé un insegnamento. Il primo conflitto ha avuto come protagonisti la costruzione della comunità e la condivisione: dobbiamo imparare anche noi a sentirci uniti negli ideali, nelle differenze che ci accomunano e nella condivisione dei valori''.
Andrea Colombo del comitato della Grande Guerra ha ricordato la pressoché totale assenza di testimoni di questo primo conflitto che si ha comunque il dovere di ricordare. ''Come recita l’articolo 11 della nostra Costituzione, il tema della pace e rifiuto della guerra sono i pilastri su cui si è fondata la nostra società: il ricordo della tragedia non deve svanire e restare un monito per le generazioni future perché siano fabbricanti di pace''.

La giornata, che ha visto la possibilità di ottenere l’annullo postale presso il centro studi, si è conclusa alle 15 presso piazza Parini, dove si è tenuta l’esecuzione del "silenzio" nell'ora centenaria della fine del primo conflitto mondiale. Con questo momento solenne, è stata onorata la memoria dei caduti.
M.Mau.
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