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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 17:15

Oggiono: il grazie alle forze armate e ai loro famigliari, per il 4 Novembre

Nel giorno in cui si ricorda il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, a Oggiono un corteo composto dalle autorità civili e militari, dalle associazioni di volontariato, dal corpo musicale e da privati cittadini ha celebrato la ricorrenza con la deposizione della corona d'alloro al cimitero e poi presso il monumento ai caduti di Piazza Manzoni.

Il sindaco Roberto Paolo Ferrari si è rivolto ai concittadini e alle associazioni d'arma e volontariato per ricordare che esattamente 100 anni fa, alle 12, fu comunicata per le ore 15 la fine delle ostilità e proclamata la vittoria dell'Italia nella Grande Guerra, con le parole "La guerra è vinta". Eppure non sempre si ricorda il prezzo pagato per questa vittoria: millioni di morti, 700.000 nella nostra zona, tra cui oltre 600.000 civili, mezzo milione di mutilati e invalidi e una quantità innumerevole di vedove e orfani che hanno assistito anche alla devastazione delle città e delle campagne.

"La sconfitta è orfana e la vittoria ha molti padri" diceva il poeta Keats: nel nostro caso, ne ha avuti davvero tantissimi, come i fanti, gli operai, i contadini, i ragazzi del '99 mandati a combattere senza esperienza, lontani dalle famiglie, coloro che sono stati nelle trincee, nel fango, o che hanno patito l'arsura d'estate e il freddo d'inverno, con poco cibo. Chi ha sofferto per il gelo sulle montagne e chi ha dovuto affrontare i marosi, ma anche coloro che erano sul fronte interno, come le operaie nelle fabbriche belliche. Un lutto simile è stato commemorato sin da subito, per cercare di dare un senso storico e razionale alla tragedia. Luoghi di commemorazione come il nostro monumento sono sorti ovunque: se ne contano circa 12.000 tra cippi, statue e lapidi in tutta Italia. Il nostro dovere civico è quindi ricordare il sacrificio di questi protagonisti, soprattutto per farlo comprendere ai giovani" ha detto il primo cittadino. Oggi ricorre anche la festa nazionale delle forze armate, più che mai importanti in un periodo di instabilità internazionale, che ha nefasti effetti sulla convivenza civile, come nel caso del terrorismo islamico.

"Gli insegnamenti del passato e il patrimonio dei militari italiani li fanno operare per la nostra sicurezza, anche fuori dai confini nazionali. Il rispetto per le culture altrui non è mai mancato da parte loro e con questo spirito proseguono la loro missione. Ricordiamo anche coloro che prestano soccorso a chi è vittima di calamità naturali: l'esempio dato da ognuno di loro serva da monito a noi che godiamo delle libertà democratiche, conquistate a caro prezzo e costantemente minacciate. Un enorme grazie alle forze armate e alle loro famiglie" ha concluso Ferrari.
R.S.
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