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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 19:08

Monticello: alle cerimonie del 4 Novembre ricordato il Piave, ''spettatore della guerra''


La disfatta di Caporetto e il fiume Piave al centro dell'intervento di questa mattina pronunciato dal sindaco Luca Rigamonti, in occasione della ricorrenza del 4 Novembre, a cent'anni esatti dalla fine del primo conflitto mondiale.

Il parroco don Marco Crippa

Nelle tre cerimonie svoltesi a Monticello, Torrevilla e Cortenuova al termine delle messe domenicali, il primo cittadino - aiutato da alcuni giovani del paese - ha ripercorso i fatti che hanno preceduto l'armistizio, riportando alla memoria dei presenti la grave sconfitta del 24 ottobre 1917 dovuta all'offensiva austro-tedesca a Caporetto, che mise in ginocchio il nostro Paese con 280mila prigionieri di guerra e oltre 40mila tra morti e feriti.

VIDEO



Una disfatta che determinò una linea del fronte arretrata al fiume Piave, che divenne testimone delle alterne vicende di questa guerra, come ben sintetizza la canzone patriottica scritta nel 1918 dal maestro Ermete Giovanni Gaeta ''La Leggenda del Piave''.

Al centro il sindaco Luca Rigamonti

Sono state le giovani Chiara, Anna e Martina a dare lettura dei versi del celebre brano, suonato alla tromba durante la cerimonia odierna alla quale hanno preso parte gli alpini dei gruppi di Monticello e Torrevilla, i bersaglieri, alcuni volontari dell'associazione Avam, i carabinieri in congedo della sezione Merate-Missaglia (con il vicepresidente maresciallo Giorgio Angeletti) e i militari della stazione di Casatenovo (rappresentati dal vice brigadiere Matteo Fersini).

Non mancavano naturalmente i rappresentanti dell'amministrazione comunale, ma anche semplici cittadini e i parroci don Marco Crippa e don Valentino Agostoni, che hanno impartito la benedizione ai monumenti ai caduti e alle corone deposte ai piedi degli stessi dalle penne nere.

Nel citare le due controffensive lanciate sul Grappa e sul Piave, oltre a quella di Vittorio Veneto, il sindaco Rigamonti ha ricordato quando il 4 novembre di un secolo fa, il generale Armando Diaz stilò il celeberrimo bollettino della vittoria.

''In tutta Italia per ricordare la memoria dei caduti della grande guerra vennero edificati monumenti e parchi delle rimembranze, posizionate delle lapidi commemorative come qui da noi a Monticello, per non dimenticare che il conseguimento della vittoria era costato tre anni di aspri combattimenti con 650mila morti, tante distruzioni e famiglie segnate dal dolore. Non ci piace ricordare questi eventi tragici, ma la memoria di essi serve alle generazioni future affinchè non commettano gli stessi errori del passato in quanto la guerra porta solo morte e distruzione'' ha concluso il primo cittadino, citando l'articolo 11 della Costituzione che recita: ''l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo''.

La cerimonia a Cortenuova

L'ultima delle tre cerimonie, quella di Monticello, si è chiusa all'ora di pranzo con un grazie rivolto ai tanti volontari e in generale a colore che hanno garantito lo svolgimento delle iniziative.
G.C.
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