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Scritto Martedì 06 novembre 2018 alle 17:22

Missaglia: i volontari della protezione civile ANA Danilo e Marco, impegnati per 5 giorni nel bellunese per l'emergenza maltempo

I volontari missagliesi Marco Mainetti e Danilo Cattaneo

Cinque giorni nel bellunese, messo letteralmente in ginocchio dall'ondata di maltempo che - non ancora conclusa - ha lasciato fin'ora dietro di sè un bilancio pesantissimo, con migliaia di alberi abbattuti, spazzati via da raffiche di vento che nelle ore più critiche soffiavano alla velocità di 150 km orari, con vortici e trombe d'aria. Dall'Agordino, al Comelico, al Cadore, è un susseguirsi di boschi devastati, piante rase al suolo, strade 'mitragliate' da frane, paesi e zone artigianali ricoperte di sassi e fango.

Uno scenario quasi ''apocalittico'' quello nel quale hanno operato i missagliesi Danilo Cattaneo e Marco Mainetti, membri del gruppo di Protezione civile ANA di Milano. Nelle prime ore di martedì scorso, a nemmeno ventiquattro ore dal violentissimo nubifragio che ha colpito l'intero nord Italia, i due hanno raggiunto la base di Cesano Maderno e insieme alla colonia mobile lombarda di cui facevano parte una trentina di volontari sono partiti alla volta di Belluno. In particolare i missagliesi hanno trascorso cinque giorni tra i comuni di Santo Stefano e San Pietro di Cadore dove la furia del fiume Piave, esondato a causa della massiccia quantità d'acqua caduta, ha causato danni ingentissimi.

''Ci avevano chiesto la disponibilità a partire e nella serata di lunedì puntuale è arrivata la chiamata'' ci hanno raccontato Marco, membro delle penne nere della sezione di Missaglia e Danilo, del gruppo amici degli alpini, con già alle spalle numerosi interventi di soccorso insieme ai volontari della protezione civile ANA. ''Siamo arrivati a Santo Stefano intorno alle 16 del pomeriggio, in un viaggio durato parecchie ore poichè alcuni tratti stradali erano allagati e impercorribili, a causa di frane e smottamenti. Nei momenti più critici sono caduti oltre 500 mc di acqua al secondo, con una diga alta 80 metri che si è riempita in meno di dieci ore''.

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Una situazione quasi surreale quella nella quale hanno operato per cinque giorni i due missagliesi, che insieme al resto dei volontari hanno dormito in una scuola nel comune di Dosoledo, allestita come campo base per l'emergenza, sfruttando poi un vicino albergo chiuso da tempo per la colazione e l'utilizzo dei servizi igienici.

Il coordinamento degli interventi era affidato al gruppo di protezione civile locale, al quale la colonia mobile partita dalla Lombardia si è messa totalmente a disposizione con i suoi uomini e tutti gli strumenti per fronteggiare l'emergenza.


''Siamo stati impegnati soprattutto nella riapertura delle strade, per poter assicurare i collegamenti viabilistici tra i vari paesi. La pioggia caduta e i corsi d'acqua che si sono conseguentemente ingrossati, hanno fatto sì che i tombotti si intasassero di fango e di detriti. Molte vie di comunicazione sono state distrutte, alcuni ponti sono crollati. Ad aggravare la situazione, la mancanza di energia elettrica'' hanno aggiunto i missagliesi, che hanno lavorato senza sosta sotto l'acqua, liberando anche alcune strade da massi di notevoli dimensioni che si erano staccati dalla montagna, pulendo altresì i torrenti. Il tutto dovendo fare i conti anche con l'assenza di servizi essenziali come luce, acqua, linee telefoniche, e distributori di benzina rimasti a secco.

Un compito non semplice, ma reso meno faticoso dalla grande ospitalità e accoglienza dimostrate dalla popolazione locale. ''Nella difficoltà, in queste situazioni si creano spesso dei rapporti umani e anche questa volta è stato così. In quei cinque giorni i residenti e i gruppi locali ci hanno dato davvero l'anima, dimostrandoci di aver apprezzato il lavoro che abbiamo svolto'' hanno concluso Marco e Danilo, sempre pronti a rispondere sì alla chiamata che arriva in occasione di calamità naturali.

Una nuova sfida che resterà dunque ben salda nella memoria dei due che - insieme all'amico Gilberto Sala, già capogruppo degli alpini di Missaglia e storico membro della protezione civile della sezione di Milano - vantano ormai una lunga serie di emergenze vissute sul campo.
Gloria Crippa
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