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Scritto Mercoledì 07 novembre 2018 alle 14:38

Barzago: il 10 seconda iniziativa ricordando la Grande Guerra

Il secondo appuntamento organizzato dal comune di Barzago per celebrare il centesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale è previsto sabato 10 novembre. Alle ore 21, presso l'aula civica di via Cantù 4 a Barzago infatti, andrà in scena lo spettacolo teatrale "Oltre il monte... oltre il fiume...".

Quattro miliardi. È il numero delle lettere scritte durante la Grande Guerra. Pagine che raccontano la vita e la morte dei soldati nelle trincee. L'unico legame con il proprio «mondo»: i genitori, i figli, la moglie o la fidanzata. Oltre il monte, oltre il fiume» è dedicato agli uomini che sono andati in guerra e alle donne che hanno lavorato perché gli uomini potessero tornare a casa. Lo spettacolo teatrale, prodotto da «La Foresta di Arden» per la regia di Roberta Parma. Lo spettacolo, attraverso le lettere e i diari scritti dai fanti al fronte e durante la prigionia di dopo la disfatta di Caporetto, porta lo spettatore dentro il dramma di una guerra combattuta sopratutto da contadini, poco più che maggiorenni, che, fino al giorno prima, aravano i campi o accudivano le bestie e si ritrovano improvvisamente ammassati in una trincea, dietro a reticolati di filo spinato e cavalli di Frisia, ad aspettare un ordine. «Avanti!». È il comando, urlato da un ufficiale, tra i rumori delle artiglierie, che precede l'assalto della fanteria, l'attacco frontale, il corpo a corpo con lo sguardo del nemico a meno di trenta centimetri. I fanti escono dalle trincee, cercando di attraversare di slancio la terra di nessuno per raggiungere ed espugnare la trincea avversaria, per conquistare un metro di terra. Poi c'è il contrattacco dei nemici che cercano di riconquistare la trincea perduta. E si ricomincia. A parti invertite. E tra un assalto e un altro c'è l'attesa: ore e giorni immobili nelle trincee a combattere con il fango, la fame, il freddo, i pidocchi, i topi, le punizioni e le fucilazioni, i gas delle prime bombe chimiche della storia. Poi ci sono le donne, il cosiddetto fronte interno. Madri, mogli e fidanzate che sostenevano i soldati al fronte come le portatrici carniche, donne dai 15 ai 60 anni che, sui monti del Friuli, trasportavano con le loro gerle rifornimenti e munizioni fino alle prime linee italiane, percorrendo anche più di 1.000 metri di dislivello e portando sulle loro spalle pesi da 30-40 kg. Donne che non compaiono nei libri di storia, ma che con il loro contributo per mesi e mesi permisero agli Alpini di stanza sulle Alpi Carniche di mantenere le loro posizioni. «Oltre il monte, oltre il fiume», nato da un'approfondita ricerca iniziata tre anni fa, partecipa all'«Anno europeo del patrimonio culturale 2018».

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