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Scritto Sabato 10 novembre 2018 alle 15:08

Missaglia: campo di protezione civile alle scuole, 103 alunni coinvolti nel progetto

103 sono stati gli alunni delle scuole medie di Monticello e Missaglia che hanno preso parte alla terza edizione del progetto "La scuola scende in campo" organizzato dal Corpo Volontari Protezione Civile della Brianza in collaborazione con l'istituto comprensivo di Missaglia, diretto dal professor Crippa Dario, per informare i ragazzi sulle attività della protezione civile grazie al contributo delle numerose associazioni che hanno risposto a questa proposta.



L'iniziativa è cominciata nella serata di venerdì 9 novembre quando i ragazzi hanno aiutato i volontari della protezione civile ad allestire all'esterno e all'interno dell'istituto il campo con una prima tenda rescue e una tenda pneumatica e la cartellistica idonea per effettuare le diverse attività pratiche di soccorso che hanno coinvolto direttamente tutti gli alunni nella gestione di differenti casi di emergenza. Prezioso è stato in questo contesto il ruolo e il supporto dato dai docenti che hanno partecipato al progetto, contribuendo a coordinare i ragazzi divisi in gruppi e ad affiancarli passo per passo nello svolgimento di ogni singola operazione. In particolare, alle ore cinque della serata di venerdì le cinque attività organizzate dai volontari hanno preso inizio e hanno coinvolto innanzitutto i membri della Croce Rossa e della Croce Bianca che hanno eseguito dimostrazioni pratiche relative ai soccorsi in ambulanza e nel caso di rianimazione attraverso l'uso di manichini che hanno aiutato i più giovani e inesperti ad immergersi effettivamente nel tipico clima da soccorso.


A seguire, i ragazzi sono stati invitati alla visione di un video sulle buone pratiche da seguire nel caso di alluvione derivante dal rischio idrogeologico, peraltro molto frequente nel nostro territorio, e sulle modalità con cui gestire al meglio questo tipo di allerta anche nelle sue fasi preliminari. Un'attività che ha suscitato soddisfazione e piacere da parte dei volontari è stata poi quella della simulazione dei ruoli nella sala comando, allestita in maniera tale da ricordare effettivamente la postazione e il ruolo di tutte quelle autorità che vengono man mano coinvolte nel caso di allerta o di emergenza, a partire dal sindaco e dal Prefetto fino alla chiamata delle squadre di soccorso.


Proprio a tal proposito, il segretario del gruppo Protezione Civile della zona, Marco Pellegrini, ha voluto ricordare come i ragazzi abbiano effettivamente saputo gestire con accortezza e diligenza la gestione di un qualunque tipo di emergenza senza mai perdere la calma o la concentrazione e dando prova di saper assumersi direttamente la responsabilità, nonostante la loro giovane età potesse indurli a delegare all'adulto di riferimento un pericolo o una situazione difficile da affrontare. "La simulazione della sala comando, così come la gestione degli strumenti della sala radio e tutte le altre attività nelle quali i ragazzi sono stati chiamati a prendere parte in prima persona rappresentano uno dei modi più efficaci per sensibilizzarli e per renderli consapevoli rispetto al come affrontare una situazione di emergenza. Poter immedesimarsi al cento per cento in una delle operazioni che abbiamo fatto con loro significa poter incorporare un bagaglio di norme da mettere in atto proprio in un momento di panico e generale che, se non affrontato con le dovute cautele e accortezze, potrebbe generare una situazione ancora più disagevole e pericolosa. L'esperienza è stata spalmata su due giorni anche per creare una continuità nel percorso affrontato e per rendere ogni operazione contestualizzata e inserita in un ambiente che ricordasse tutti i disagi e la logistica generale di un vero campo di emergenza" ci ha spiegato il segretario in tono entusiasta per la collaborazione dimostrata dall'inizio alla fine da parte di ogni ragazzo coinvolto.


Nella serata è stato illustrato anche il funzionamento dell'unità cinofila di soccorso e le modalità di spegnimento di un incendio, messe in atto direttamente dai ragazzi accompagnati dagli adeguati dispositivi di sicurezza individuali, e la stesura di manichette da parte del gruppo Antincendio Boschivo di Opera. Inoltre, sono state pianificate dai diversi gruppi alcune operazioni di rastrellamento all'interno dell'istituto, cioè di reperimento e salvataggio di dispersi in coordinazione con la sala comando e attraverso una serie di comunicazioni radiotelefoniche per tenere la squadra di salvataggio continuamente aggiornata e supportata dall'aiuto dei collaboratori "tecnici" e il cui successo è stato fortemente legato alla capacità del capogruppo di dare informazioni dettagliate e precise rispetto al luogo e alle condizioni della persona ritrovata, evitando di farsi prendere dal panico o di diffondere informazioni errate.


E' intervenuta nel progetto anche la squadra di recupero della protezione civile di Milano, la quale ha invece organizzato attività di recupero di superstiti nel caso di crolli per salvare le persone intrappolate da ostacoli e macerie. Il responsabile del gruppo ha infine eseguito una dimostrazione di salvataggio, davanti a docenti, alunni e genitori riunitisi alla fine della mattinata di attività del sabato seguente, calandosi con imbragature e corde dal primo piano e traendo in salvo un altro volontario fino ad arrivare ad adagiarlo a terra in completa sicurezza.


Nella mattinata di sabato 10 novembre infatti i ragazzi hanno potuto continuare nello svolgimento di altre attività dato che nella serata precedente avevano potuto allestire con sacchi a pelo e materassini delle vere e proprie postazioni per affrontare la nottata presso l'istituto e, grazie alla distribuzione di buoni pasto ad hoc, hanno potuto anche accedere alla mensa come accade in campo d'emergenza reale, per poi svegliarsi prontamente al mattino e ritornare a lavorare divisi in squadre.


Al termine di tutte le attività, è giunto il momento di premiare tutte quelle figure che hanno permesso la realizzazione e il buon svolgimento del progetto, a partire dai sindaci di Missaglia e Monticello, Bruno Crippa e Luca Rigamonti, dagli insegnanti delle due scuole, Carlo Simone e Giuliano Gaudenzi, fino al preside, il professor Dario Crippa, il quale ha ricordato le parole chiave da custodire e sviluppare dopo le due giornate di esercitazione, ovvero educazione civile, sicurezza e testimonianza.


Tutte le autorità intervenute, insieme ai diversi rappresentanti delle squadre operative che si sono succedute nelle due giornate hanno ringraziato tutti coloro che hanno preso parte al progetto permettendo ai più giovani di conoscere una realtà fondamentale nonché una risorsa preziosa come quella dei volontari della protezione civile e il loro funzionamento e contributo, un elemento quest'ultimo che peraltro è stato sotto gli occhi della cittadinanza agli inizi della settimana scorsa in occasione delle forti piogge che hanno creato disagi anche forti sulle nostre strade e non solo. Ad essere premiato è stato anche il responsabile della protezione civile di Lecco, Fabio Valsecchi, che ha ricordato il ruolo di ciascuno nel proprio piccolo per quanto riguarda la cura e la gestione del territorio e l'apporto che dovrebbe provenire dalle cosiddette "comunità di resilienza", cioè comunità umane formate da famiglie, amici e vicini dentro alle quali trovare le risposte più adeguate per affrontare una comune situazione di disagio e pericolo.


Premiati con l'attestato del giovane volontario sono stati, infine, tutti i ragazzi partecipanti che con la loro voglia di mettersi in gioco, il loro impegno e la loro adesione alle attività proposte dai volontari hanno permesso di creare una vera e propria occasione di condivisione e arricchimento reciproco e grazie alla quale hanno potuto misurarsi concretamente con emergenze e situazioni di allerta che possono accadere in ogni momento della vita quotidiana.


Il presidente della protezione civile di Casate, Cristina Colombo, insieme al segretario Marco Pellegrini hanno quindi sottolineato ancora il forte legame che si sta instaurando in maniera positiva e costruttiva con la realtà della scuola, augurandosi che il messaggio di aiuto, sostegno e soccorso di cui si fanno portatori possa essere stato recepito con entusiasmo dai ragazzi e che proprio con questo momento formativo si possa contribuire a costruire la personalità di giovani più consapevoli e responsabili delle situazioni e dei contesti di cui verranno a far parte in un prossimo futuro.
Martina Besana
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