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Scritto Domenica 18 novembre 2018 alle 08:58

Oggiono: Natale Perego ricostruisce in un libro la storia della peste in paese nel '600

L'Associazione Culturale Archeologica di Oggiono si pone l'obiettivo di organizzare eventi di carattere culturale nel territorio e con grande partecipazione, venerdì 16 novembre, si è tenuta, presso la sala conferenze della banca Credito Cooperativo, la presentazione del libro intitolato "il dramma della peste" di Natale Perego.

Da sinistra Natale Perego e il presidente dell'associazione archeologica Fausto Gheller

Lo scrittore barzaghese prima di procedere alla presentazione dei fatti accaduti in quegli anni, ha riflettuto insieme al pubblico sull'importanza di valorizzare e conoscere il passato, sottolineando come la presentazione di un libro sia sempre una grande festa culturale, momento di confronto e condivisione.
Perego attraverso il suo scritto, ha voluto compiere uno studio minuzioso ed approfondito degli effetti disastrosi che la diffusione di tale morbo ha prodotto nel territorio oggionese e nelle zone limitrofe. Grazie ad una documentazione certa, proveniente dall'elenco dei morti degli archivi parrocchiali, ha redatto una cronaca molto dettagliata che conferisce al suo elaborato un carattere di particolarità e peculiarità.

"Oggiono all'inizio del ‘600 contava 1400 abitanti e si presentava come un centro storico molto vivo. Nel 1629 si verificò il primo episodio di carestia che destò grande miseria tra la popolazione: i morti in quell'anno furono 106, tre volte tanto il numero registrato abitualmente. La tragedia vera e propria iniziò però nell'anno successivo con l'avvento e la diffusione del morbo'' ha spiegato l'autore.
L'etimologia del termine peste, dal latino "distruzione", ne evidenzia il carattere di tragicità e disperazione. La popolazione oggionese, con l'intento di allontanare il morbo, si affidò alla preghiera, al digiuno e alla celebrazione di messe, temendo potesse essere frutto di una punizione divina.

"Nel giugno del 1630 Milano era già completamente travolta e si procedeva con i processi agli untori. Oggiono si presenta come un'umanità lacerata che si aggrappa alla vita. I morti in quell'anno salgono a 143. L'anno più duro è però il 1631 in cui la feroce malattia si manifesta in tutta la sua tragicità. Alla fine del 1632 i morti ammontano a 430, tra cui parecchi bambini" ha proseguito lo scrittore.
Nel corso dello stesso anno il morbo però compie il suo decorso e Oggiono torna alla vita con la celebrazione di numerosi matrimoni ed un tasso di natalità in evidente ascesa. Dopo un periodo di così grande miseria la città si appresta a rifiorire e torna ad essere il centro vivace di un tempo.

Al termine dell'interessante serata l'autore e i referenti dell'associazione - rappresentata dal presidente Fausto Gheller - hanno salutato il pubblico, ringraziandolo per la partecipazione attiva e numerosa.
Sara Ardagna
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