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Scritto Lunedì 19 novembre 2018 alle 18:45

Mandic-Inrca: la pneumologia resta ancora ai blocchi di partenza. Manca l'accordo tra le due Regioni. Il quinto piano è inaccessibile

Il direttore generale pro tempore dell'Asst Lecco, dr.Paolo Favini, aveva dichiarato nelle scorse settimane che entro il 19 novembre il nuovo reparto di pneumologia dell'ospedale Mandic di Merate avrebbe aperto i battenti.

L'ingresso al nuovo reparto di pneumologia allestito al quinto piano del padiglione Villa

Invece il famigerato trasferimento delle acuzie dal presidio Inrca di Casatenovo - di cui si parla ormai da oltre un decennio - non è neppure cominciato, nonostante un anno e mezzo fa, nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell'assessore regionale al welfare Giulio Gallera, l'accordo sembrava ormai cosa fatta. Il trasferimento dei posti letto per acuti da Monteregio al padiglione Villa si sarebbe attuato al più presto, addirittura entro il mese di settembre 2017. Invece ad oggi l'ascensore si ferma al piano quarto. Quello superiore, destinato appunto alla pneumologia, è raggiungibile a piedi (ma solo dagli addetti ai lavori) tramite una scala, chiusa però da una catenella, anche se nei giorni scorsi per i corridoi del nosocomio meratese sono stati notati infermieri e oss provenienti dell'Inrca, nonchè "movimenti" conessi allo spostamento di materiali e attrezzature verso i piani più alti.
Passati quindi i mesi, pronto (o quasi) il reparto e definita anche la lista del personale casatese pronto a varcare l'ingresso del Mandic per mettersi al lavoro nella nuova pneumologia....la questione si è nuovamente arenata.

A confermarlo è il dg di Inrca, dr.Gianni Genga. ''Forse non è esatto dire che la trattativa è bloccata: il punto è che la definizione di un accordo tra Regione Lombardia e Regione Marche sta avendo tempi più lunghi di quanto si era ipotizzato inizialmente. Tutti gli aspetti tecnici sono già stati definiti, appena si troverà la quadra a livello istituzionale potremo partire. Noi siamo già pronti'' ha spiegato.
Secondo quanto è emerso, a rallentare la definizione dell'accordo fra i due enti sarebbe una questione complessa che riguarda la denominazione dell'Inrca, l'istituto con sede centrale ad Ancona. Un IRCCS (istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) che opera in diverse zone d'Italia - tra cui anche a Casatenovo - e che al momento non può poggiare su una normativa aggiornata che disciplini i rapporti tra le regioni in cui opera l'istituto, a maggior ragione in un caso specifico come quello che riguarda il Mandic. Il trasferimento della pneumologia a Merate sembra dunque vincolato a questo accordo, che nonostante i tanti incontri interlocutori svolti negli ultimi mesi, non è ancora stato siglato da tutte le parti coinvolte nella storica vicenda.

L'Inrca di Casatenovo

Un passaggio fondamentale quest'ultimo, da cui dipende un secondo ostacolo all'attuazione del protocollo d'intesa definito nel 2017 tra Inrca, Asst Lecco, Ats Brianza e Regione Lombardia: ovvero il tema del personale. Il presidio di Monteregio ha infatti bisogno di potenziare il proprio organico, tenendo conto che il documento siglato lo scorso anno prevedeva - oltre al trasferimento di 22 posti letto, 18 per acuti e 4 di sub-intensiva al Mandic - l'attivazione di ulteriori 18 posti per sub-acuti a Casatenovo, in aggiunta alla gestione dei 32 posti letto di riabilitazione già presenti. Proprio per questa ragione, nel frattempo si è deciso di procedere per step, attivando in una fase iniziale a Merate solo i letti per gli acuti, per passare successivamente alla sub-intensiva.
''La nostra difficoltà è il reclutamento di personale a tempo determinato: in Lombardia c'è un'offerta maggiore rispetto a quella delle Marche, ed è chiaro che il personale, soprattutto quello medico, se ha la possibilità di scegliere, prende altre strade. La definizione di questo accordo tra regioni dovrebbe consentirci di poter assumere anche in Lombardia a tempo indeterminato'' ha concluso il dr.Genga che ad ogni modo si è detto fiducioso. ''Il reparto è attrezzato, abbiamo già pronta la lista del personale destinato a Casatenovo: in dieci, quindici giorni il trasloco si può fare. Attendiamo soltanto il via libera''.
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