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Scritto Domenica 25 novembre 2018 alle 12:08

Treni, un lettore: ''va sempre peggio e nel silenzio la Carnate-Seregno ora è sospesa''

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di un nostro lettore sulla situazione relativa ai trasporti ferroviari in Lombardia. Pendolare per molti anni delle linee per Milano, da qualche tempo a questa parte il casatese usufruiva della Carnate-Seregno.
Una tratta che negli ultimi mesi pareva essere finita al centro di un progetto di rilancio da parte di Trenord e Regione Lombardia, tanto che il Comune di Lesmo ad esempio, aveva investito in un intervento di restyling della stazione, per mettere a disposizione dei pendolari un luogo più accogliente e funzionale, oltre a nuovi parcheggi.

Lo scalo di Lesmo

Da qualche settimana però i treni lungo quella linea non passano più: le motivazioni ufficiali parlano della necessità di adeguare la flotta a disposizione, ma il timore in realtà è che i convogli vengano definitivamente sostituiti con degli autobus, come già sta avvenendo - teoricamente in via provvisoria - ora, a scapito dei lavoratori e degli studenti che si recano nelle scuole superiori di Seregno. Di seguito il suo contributo:
Spettabile redazione,
ho letto con attenzione il recente articolo di un casatese, pendolare delle ferrovie da ben cinquant’anni e sono stato sollecitato ad esprimere qualche valutazione sul tracollo delle ferrovie a livello regionale.
   Utilizzo il treno dal 1963, con alterne vicende, per studio, lavoro e negli ultimi quindici anni per volontariato. La mia tratta è stata fino al 2003 quella tra Carnate-Usmate e Milano, sulla linea Lecco/Sondrio o Bergamo e ricordo molto bene treni pieni di operai delle grandi aziende di Arcore, Monza, Sesto, Greco e Milano: Falck, Singer, Breda, Magneti Marelli, Ercole Marelli, Pirelli… Treni regolari, puntuali ad ogni ora e per ogni cambio turno lavorativo e quando non lo erano, forte e vincente era la protesta dei pendolari.
  Negli anni, con la graduale crisi industriale ed il cambiamento produttivo e delle classi sociali, agli operai si sono mischiati gli impiegati e gli studenti universitari, una serena e solidale convivenza nell’utilizzo di treni solidi ed essenziali, ma funzionanti. Ma ecco arrivare un progressivo e costante peggioramento: treni sovraffollati, sporchi, lenti, in ritardo e così è stato per molti anni. Sparita la protesta è rimasto il sordo brontolio e man mano l’assuefazione è calata mesta sui pendolari, che alle simpatiche chiacchierate e all’inganno del tempo col gioco delle carte o con la lettura del giornale, sono passati alla muta compensazione del cellulare.
   E in questi ultimi anni, liquidato l’orgoglio dei manutentori, si è passati alle disfunzioni assolute, allo scarica barile, al degrado, alla confusione, alla carenza di treni, di personale, al caos: ritardi continui, cancellazioni, guasti, soppressioni… Ogni giorno è più pesante il viaggio che il lavoro. “Il treno da… a… oggi non è stato effettuato. Ci scusiamo per il disagio”. Solo un pendolare osa ribattere: ”scusa tua sorella!”… “Il treno da… a… ha un ritardo puntuale di 15 minuti” ecc. ecc. Oppure tutto tace e il treno non arriva e non sai che succederà.
   Il degrado non è mai stato così elevato e non si prevedono purtroppo miglioramenti, aldilà dei tanti passati e presenti proclami sull’utilizzo del mezzo pubblico.
  Ma consentitemi di fare un accenno a quello storico trenino Carnate-Usmate – Seregno, che utilizzo da una quindicina d’anni per ragioni di volontariato. Quattro carrozze, igiene discutibile, un trenino che funzionava, fino ad un po’ di anni fa, solo nelle prime ore del mattino e poi qualche corsa nel pomeriggio per gli studenti e nelle ore serali per i lavoratori. Poi ha avuto inaspettatamente una frequenza continua, ogni ora, in seguito alla decisione di creare un collegamento con Malpensa e Bergamo. Ma tutto ciò non si è avverato ed ecco che all’improvviso e da oltre un mese questo treno in partenza da Carnate, con sosta a Lesmo e Macherio-Sovico, e fermata ultima a Seregno, è stato sospeso per manutenzione e rimodernamento del treno medesimo. Questa la dichiarazione ufficiale, ma la probabilità è che questa tratta non venga ridimensionata sugli orari di punta, ma soppressa e sostituita da autobus, con costi e disfunzioni di certo maggiori, a scapito dei lavoratori e dei numerosi studenti che frequentano i vari Istituti di Seregno.
   Un giovane casatese, da circa un anno, si è dato parecchio da fare per rilanciare questa linea, anche in senso turistico e il Comune di Lesmo ha stanziato fondi per ristrutturare la “sua” stazione, realizzare parcheggi ecc. I lavori sono in corso da mesi e dovrebbero concludersi in primavera. Ma ora, ironia della sorte, che succederà?... Soldi ancora una volta buttati al vento?...
  “Fà e desfà l’è tùtt un laurà”, ma in verità l’è tùtt un trasà per fà trubülà.
  Le ferrovie lombarde sono al collasso. È il segno del decadimento civile e morale, contro il quale bisogna profondamente e collettivamente indignarsi.
                                                                                                                                Angelo Galbusera  
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