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Scritto Domenica 25 novembre 2018 alle 23:42

Bulciago dice no alla violenza sulle donne con un'installazione

Care Concittadine e cari Concittadini,
oggi, domenica 25 novembre, è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 novembre 1960, le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare e condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze dove vennero torturate, massacrate a colpi di bastone, strangolate ed infine gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.
In occasione di questa ricorrenza anche l'Amministrazione Comunale di Bulciago vuole "simbolicamente" portare la vostra attenzione sulla non più prorogabile necessità di impegnarci attivamente, tutti insieme, per garantire una vera parità di genere nel rispetto delle vite e delle libertà di ogni donna, nella nostra Comunità e nel mondo.


 

Passando dal Palazzo Comunale (palazzo tondo) avrete probabilmente visto la sala consiliare, il luogo istituzionale dove vengono assunte pubblicamente le più importanti decisioni che regolano la vita amministrativa del nostro paese, illuminata di rosso e probabilmente, con uno sguardo più attento rivolto all'ingresso del Municipio, una sedia rossa, vuota, con a fianco delle scarpette rosse e degli abiti rossi che in collaborazione con l'Associazione Manitese Bulciago, nel 40° anniversario dalla sua costituzione, abbiamo esposto per ricordarci delle continue donne vittime di violenze che si ripetono per le strade, nei luoghi di lavoro, sui social, nei caldi focolai delle nostre mura domestiche, purtroppo anche a Bulciago.

Un gesto simbolico che si associa agli spunti di riflessione che in questi anni come Amministrazione Comunale abbiamo cercato di proporvi grazie alla collaborazione delle Associazioni Telefono Donna Lecco Onlus, L'Altra Metà del Cielo di Merate, alla testimonianza di una donna vittima di violenza del territorio, allo spettacolo di teatro civile "Barbablù 2.0" con Laura Negretti e la compagnia Teatro in Mostra Como, grazie alla concittadina Silvia Ripamonti.

Dietro a questo gesto simbolico si celano le vite di donne reali che anche a Bulciago, in forma diversa, sono state e sono quotidianamente vittime di violenza.
A tutte loro, oggi ed ogni singolo giorno dell'anno, va il nostro pensiero ed il nostro sostegno; soprattutto alle donne più fragili che nonostante gli aiuti messi in campo, ancora non sono riuscite a liberarsi da chi, dicendo di amarle, soggioga la loro capacità di discernere il bene dal male, il vero amore, dal possesso, la libertà dalla dipendenza.
E pensando a queste donne ed alle loro vite violate un sentito doveroso ringraziamento agli operatori dei servizi sociali del Comune di Bulciago, ai militari della caserma dei Carabinieri di CostaMasnaga, agli istituti scolastici del territorio, alla rete dei centri antiviolenza della Provincia di Lecco, a tutti i cittadini che, facendosi coraggio, nel rispetto della dignità di queste persone, hanno fatto la scelta giusta contattando le forze dell'ordine per segnalare possibili violenze celate tra le mura domestiche ed in altre inaccettabili situazioni che, prese per tempo, hanno consentito di evitare il temuto sfociare in tragedie che nessuno di noi vuole accadano nel nostro paese.
A queste donne, sempre simbolicamente, sono state deposte delle rose di carta rosse e bianche appositamente realizzate per l'occasione dalla concittadina Katia Boni che ringraziamo vivamente.


Noi donne siamo delicate e fragili ma anche forti e tenaci, emotive ed intelligenti, sognatrici e passionali; non lasciamo che invidie, egoismi, gelosie, ci mettano l'una contro l'altra ma mettiamo a fattore comune le nostre capacità e il nostro essere donna per arrivare finalmente ad ottenere il rispetto della parità di genere che chiediamo a gran voce. Evitiamo di essere noi stesse "aguzzine" nei confronti di altre donne o degli uomini che ci stanno accanto, continuiamo a segnalare abusi e violenze alle istituzioni competenti che nel rispetto della privacy personale non si limitano a "pettegolezzi" ma mettono in campo azioni concrete, in rete, con le realtà del settore operanti su tutto il territorio.
E poiché spesso, purtroppo, tutto il possibile aiuto di questo mondo non basta per liberare le donne vittime di violenza dallo stato di dipendenza psicologica in cui versano nei confronti del proprio aguzzino, sia esso un amore o datore di lavoro, non giudichiamo, perché solo chi vive in prima persona queste terribili esperienze conosce veramente la complessità di queste situazioni e soprattutto la difficoltà di liberarsene, dicendo basta, per paura di ritorsioni, per "amore" o molto più semplicemente perché quando sei vittima, senza nemmeno rendertene conto, non sei più una persona ma un "oggetto pronto all'uso".

Il nostro augurio personale di amministratori del Comune di Bulciago ė che tutte queste donne possano un giorno, come ė successo ad altre, trovare in loro quella forza e quel coraggio indispensabili per lasciarsi aiutare e ricominciare a vivere, indipendenti e libere, una propria splendida vita di cui devono tornare ad essere protagoniste!

L'amministrazione comunale di Bulciago
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