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Scritto Mercoledì 28 novembre 2018 alle 18:28

Decreto sicurezza, Galbiati: ''la stretta sui migranti creerà problemi anche ai comuni''

Filippo Galbiati, presidente dei
sindaci del distretto di Lecco
Non nasconde i timori, il sindaco di Casatenovo e presidente del distretto dei sindaci Filippo Galbiati per le possibili ricadute sul territorio del cosiddetto Decreto Sicurezza, approvato ieri in via definitiva dalla maggioranza della Camera dei Deputati. "I Comuni potrebbero essere chiamati ad affrontare e sostenere i costi delle persone che escono dai sistemi di protezione ministeriale" ha detto. In particolare, a destare attenzione è la stretta prevista nei confronti dello SPRAR, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che, gestito dai comuni, d'ora in poi verrà riservato solo a coloro già titolari di una delle due e non più tre forme (il permesso di protezione umanitaria viene stralciato dal decreto Salvini) di protezione internazionale, previste dall'ordinamento italiano. Un segno premonitore dell'inversione di rotta impressa dal governo giallo verde era arrivato già a luglio quando il ministero aveva bocciato la richiesta di attivare in tutto centosettanta quattro posti SPRAR in provincia di Lecco. A distanza di qualche mese è stato il decreto Salvini a restringere la platea dei possibili beneficiari, prevedendo anche un taglio delle risorse stanziate in questo comparto: i corsi di italiano e i corsi professionalizzanti sono a rischio mentre "rimarranno solo le somme destinate a vitto e alloggio". Che fine faranno i progetti approvati dai vari comuni e quindi "le persone che escono dai sistemi di protezione ministeriale" ancora non è chiaro. "Molti sono senza lavoro. Tutti senza una casa" ha detto il sindaco Galbiati. "Ora toccherà ai Comuni mettere risorse economiche, quando escono". Soprattutto per le persone "vulnerabili, per lo più soggetti con disturbi psichiatrici e mamme con bambino attualmente ben seguiti nei centri di accoglienza dal sistema sociosanitario". In loro sostegno i sindaci del Distretto hanno già ottenuto un risultato importante attraverso la partecipazione in rete, con il coinvolgimento anche di ATS, Retesalute con l'Ufficio Bandi, Comunità montana, ASST (DSM), al bando FAMI (Fondo Asilo Migrazioni e Integrazione). Le risorse ottenute per il progetto "Nuova rete della salute mentale per i richiedenti asilo in Ats Brianza" sono state pari a circa 900.000 euro che saranno utilizzati, tra le altre cose, per "aumentare le competenze degli operatori sanitari nella diagnosi e trattamento del disagio psicologico e psichiatrico nella popolazione rifugiata" e per "sperimentare innovative forme di residenzialità protetta per utenti con vulnerabilità psicosociali e psichiatriche".
In vista dell'inverno, è stato proposto anche "un progetto ponte per l'emergenza invernale e non solo per i migranti ma i margini sono stretti" ammette il presidente del distretto di Lecco. Le incertezze provocate dal decreto Salvini rimangono anche se è possibile che "il nostro territorio di provincia alla fine risentirà meno di questa uscita non governata in quanto si presume che i migranti possano spostarsi nelle grandi città, trovare soluzioni nel contesto delle comunità che frequentano o tentare la via per l'estero". Forse anche per questo nei comuni della zona sono mancate mozioni per chiedere lo stop al Decreto Salvini come quella votata martedì sera dal consiglio comunale di Lecco. In ogni caso, ha ribadito Filippo Galbiati, l'impegno suo e degli altri sindaci è massimo per "monitorare la situazione, intervenire laddove è necessario e rendicontare poi la spesa che sarà in capo direttamente al sistema degli enti locali". Di fronte alle incertezze provocate dal cambio normativo, ha chiesto "che i singoli Comuni non siano lasciati soli, in particolare quelli piccoli, se dovessero trovarsi in situazioni difficili da sostenere".
Alessandro Pirovano
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