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Scritto Domenica 02 dicembre 2018 alle 19:00

Costa: Avis dona alla biblioteca libri per bimbi con bisogni comunicativi complessi

Avis Costa Masnaga ha fatto dono di nuovi libri alla biblioteca comunale e, per via indiretta, all’intero sistema provinciale lecchese grazie alla formula dell’interprestito. Un regalo prezioso, ogni anno mirato a qualche specifico tema legato al mondo scientifico. Con l’iniziativa “Avis è cultura”, giunta ormai al terzo anno, l’associazione di donatori, nella cerimonia che si è tenuta sabato 1 dicembre, questa volta ha fatto dono di libri ed in-book destinati alla comunicazione alternativa aumentativa (CAA) per rispondere ai bisogni comunicativi complessi che presentano alcuni bambini.



Da destra la sindaca Sabina Panzeri, l'assessore Anna Cazzaniga, la presidente Avis Lucia Mevio con alcuni volontari

“Da diversi anni abbiamo l’intenzione di arricchire di in-book (volumi illustrati con testo integralmente scritto in simboli) la nostra biblioteca e siamo riusciti nell’obiettivo. Ringrazio per questo Avis e per la possibilità che offre di portare la cultura scientifica a tutti” ha esordito l’assessore alla cultura Anna Cazzaniga aprendo il ciclo di saluti. “Riteniamo che sia giusto diffondere la solidarietà e abbiamo trovato nel rapporto con la biblioteca una buona via da percorrere. Cerchiamo di seguire la strada della scienza e dei nuovi approcci” ha affermato la presidente Avis Lucia Mevio, mentre la sindaca Sabina Panzeri ha aggiunto: “È un ottimo messaggio di cultura e integrazione perché i nostri ragazzi possano unirsi a quelli normodotati, anche se non è ancora facile”.


Lucia Mevio ha poi consegnato alle ospiti, grazie alle quali sono stati scelti i volumi donati quest’anno, una goccia di Avis insieme a una rosa rossa. L’incontro è proseguito nella sala della biblioteca per un approfondimento sul tema della CAA grazie al prezioso contribuito di Greta Barbanti, mamma di Elia e membro del consiglio direttivo dell'associazione italiana Mowat Wilson, ed Eugenia Ratti, insegnante alla scuola primaria Ungaretti di Albiate. Greta è mamma di un bambino che oggi ha 14 anni e convive con una malattia genetica rara, la sindrome di Mowat Wilson. Oltre ai disturbi congeniti, come l’epilessia, sono presenti in lui bisogni complessi che spaziano dalla mancanza di comunicazione verbale a problemi di comprensione, ben compensati dalla famiglia che lo segue nella crescita e nello sviluppo.



“Con Elia abbiamo provato, da quando ha sei anni, la comunicazione aumentativa, ovvero l’uso di simboli e immagini laddove il linguaggio verbale è assente. Oggi non parla ancora, ma si aiuta con simboli associati a parole e con i gesti” ha spiegato mamma Greta mostrando attraverso diversi video come Elia riesca a rapportarsi con il mondo esterno soltanto quando tutti, per comunicare con lui, utilizzano la sua tabella dei simboli. Se le parole non ne sono accompagnate, per lui diventa difficile la comprensione. Il primo passo compiuto dalla famiglia è stato quindi quello di tappezzare l’abitazione di simboli per farlo partecipare alla vita di casa: sui cassetti e gli spazi della cucina, nella camera e in tutti i locali. Queste piccole immagini, infatti, permettono ad Elia di essere coinvolto attivamente in ogni azione quotidiana e di essere inserito in tutti i contesti come la scuola, dove ha conosciuto maestre che hanno accolto questo alunno speciale.



Da sinistra Eugenia Ratti e Greta Barbanti

L'insegnante Eugenia, insieme alle colleghe, ha sviluppato anche in classe questo sistema di inclusione che, in quanto universale, può essere d’aiuto anche ad altri bambini che presentano diversi disturbi. “La mamma di Elia, quando lo aveva iscritto a scuola, ci aveva portato i materiali che usava. Non conoscevamo la comunicazione aumentativa: ci interessava ma allo stesso tempo ci faceva paura perché facendo lezioni interattive rischiavamo di parlare senza che potesse capirci. Questo sistema è stato un dono che abbiamo conservato e che oggi ci serve per altri alunni, perché la CAA riesce a fornire una risposta a tutti i bambini con esigenze educative diverse e speciali in quanto sostituisce o aumenta il linguaggio verbale. Il bisogno comunicativo complesso così non diventa un ostacolo o un limite alla comprensione e alle relazioni”.



Avis Costa anche questa volta, con un gesto importante, ha voluto quindi coccolare i bambini, fornendo loro un aiuto per crescere e muoversi nel mondo.
M.Mau.
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