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Scritto Lunedì 03 dicembre 2018 alle 17:42

Cassago: Alzati presenta la sua tesi diventata un libro, Waipiti

A ventiquattro anni di distanza la tesi di laurea di Gianluca Alzati si è trasformata in un libro: si intitola “Wapiti”, il nome del cervo nella lingua degli indiani. L’autore l’ha presentato venerdì sera nella sala comunale di Cassago Brianza, raccontando le vicende autobiografiche che lo hanno ispirato nella stesura del romanzo. “Sono arrivato in Canada quattro anni dopo la crisi di Oka che per settantotto giorni aveva visti contrapposti gli indigeni Mohawk e le forze dell’ordine canadesi: volevano opporsi alla costruzione di condomini e di un campo da golf sui territori della riserva indiana” ha raccontato lo scrittore. Sono proprio quelle settimane di tensione che sono al centro del romanzo di Alzati, immaginando l’arrivo in quei giorni del protagonista Marco. “La cornice storica è vera e documentata dai resoconti e dai documenti dell’epoca mentre la storia del ragazzo è inventata, anche se c’è una virgola di autobiografia: io sono stato in Canada dopo i fatti di Oka e mi immagino cosa avrei potuto fare se fossi stato là quattro anni prima” ha spiegato il docente che ha già pubblicato Piccola Staffetta (Bellavite-2015), Welcome to Insomnia.

Stiamo aspettando te (Teka edizioni-2016) e L'enigma di Cassiciacum. Con Agostino alla ricerca della felicità (Teka edizioni-2017). Ai riferimenti autobiografici, nel nuovo volume di Alzati si aggiungono anche le descrizioni della società indiana, “la società mohawk è matrilineare e le decisioni più importanti le prendono le donne”, e gli spunti di riflessione sulla contemporaneità. “Alle elezioni di mid term sono state elette le prime deputate native, Deb Haaland e Sharice Davids, e pochi mesi fa l’amministrazione Trump ha approvato la contestata Dakota Access Pipeline che, secondo gli oppositori, inquinerebbe l’acqua della riserva di Standing Rock”. Oltre alle riflessioni sulla realtà americana, il libro veicola un messaggio universale: “è un invito a non scoraggiarsi di fronte a quello che succede intorno a noi”. Anzi, a farsi coinvogere e a non rimanere indifferenti. Perché, come ha spiegato l’autore in conclusione dell’incontro, “dobbiamo sempre porci la domanda “Da che parte stai?” per scegliere a fianco di chi schierarsi e per cosa impegnarsi”.
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