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Scritto Martedì 04 dicembre 2018 alle 16:03

Oggiono: musica, arte, sport per raccontare il dramma della violenza contro le donne

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, domenica 2 dicembre, presso la sala consiliare di Oggiono, si è tenuta un'interessante serata organizzata dagli assessorati ai servizi sociali e alle culture, tradizioni, autonomie e identità locali del Comune.

I protagonisti della serata organizzata dal Comune di Oggiono

L'evento è stata dedicato a due figure straordinarie, simbolo di grande coraggio: Nadia Murad, donna yazida che fu costretta a subire violenze sessuali per mano dei militari di Daesh, e Asia Bibi, donna cristiana vittima di violenza giudiziaria e penitenziaria.
L'assessore Elena Ornaghi, voce narrante di tutta la serata, ha accolto il pubblico, introducendo l'iniziativa. ''Sono contenta che il premio Nobel per la pace sia stato assegnato proprio a Nadia Murad, attivista yazeda di soli 23 anni, che ha vissuto in prima persona il dolore della violenza ed è diventata testimone della situazione drammatica che vivono tutt'oggi le ragazze "sabaya", letteralmente: schiave'' ha esordito l'esponente della giunta oggionese.

Al microfono l'assessore alla cultura Elena Ornaghi


''Donne, spesso bambine, che per motivi religiosi vengono comprate e successivamente vendute ai militari di Daesh, costrette a subire atrocità e torture proprio in quanto schiave. La loro unica via d'uscita è spesso il suicidio o, in rare eccezioni, la fuga come nel caso della protagonista di questa serata. L'altra donna eccezionale alla quale abbiamo deciso di dedicare questa serata è Asia Bibi, donna vittima di una violenza giudiziaria in quanto cristiana. Costretta a vivere in una cella piccola e buia ricevendo numerose minacce di morte da parte degli integralisti islamici. I femminicidi e i casi di violenza di cui sentiamo ogni giorno parlare ci insegnano purtroppo che queste violenze sono un male estremamente attuale, non lontano nel tempo e nello spazio, ma che abbiamo proprio sotto gli occhi. Sono giornate queste in cui è doveroso e importante fermarsi a riflettere per essere in grado poi, anche nel nostro piccolo, di aiutare quelle persone che vorrebbero gridare aiuto ma non hanno più voce per poterlo fare'' ha aggiunto l'amministratrice.

Le letture a cura dell'associazione Stendhart

Domenica sera la delicata tematica è stata affrontata attraverso diverse modalità espressive: musica, sport, letteratura e veicolando un messaggio forte: ogni donna durante i momenti bui della propria vita dovrebbe trovare la forza per rialzarsi, lasciarsi alle spalle il dolore e riscoprire quel coraggio che le appartiene.
È stato rivolto un grazie speciale a coloro che hanno contribuito alla realizzazione della serata: l'associazione Virtutis Defense con Marcello Muscariello e il gruppo di danza e teatro StendhArt di Loredana Mazzoleni e Nicola Bizzarri. L'incredibile voce di Alice Montanelli, accompagnata al pianoforte da Lorenzo Livraghi, è stata la colonna sonora che ha scandito tutti i vari momenti della serata.


"Questa serata è la continuazione di una serie di eventi che negli ultimi anni hanno posto al centro questa tematica analizzandola da un punto di vista psicologico e soffermandosi sui diversi momenti di assistenza per la figura femminile come l'arrivo in un centro di soccorso e l'orientamento legale offerto dall'ordine degli avvocati di Lecco per le donne vittime di violenza e abusi" ha spiegato Elena Ornaghi.
"Questa è la tua canzone Marinella
Che sei volata in cielo su una stella
E come tutte le più belle cose
Vivesti solo un giorno, come le rose
E come tutte le più belle cose
Vivesti solo un giorno come le rose"

("la canzone di Marinella di Fabrizio de Andrè")
"La canzone di Marinella venne scritta dal cantautore dopo che lesse su un quotidiano una notizia marginale: un cadavere di donna, probabilmente una prostituta, era stato rinvenuto presso l'argine di un fiume. Questa tremenda notizia fu poi rielaborata dall'autore che con la sua sensibilità ne fece un capolavoro. De Andrè evidenzia come il mondo degli ultimi, dei dimenticati, di coloro che spesso fa più comodo non vedere, nasconde al suo interno preziosi diamanti".
La narratrice della serata ha sottolineato come questo storia le ricordi un altro racconto, parte di un'antica storia di morte e risurrezione di una divinità femminile.


"C'era una volta una donna strana ma assai bella dai lunghi capelli d'oro sottili come grano filato. Era povera, non aveva ne padre ne madre e viveva da sola nei boschi tessendo un telaio fatto di noce scuro. Un tipo brutale, figlia di un carbonaio, cercò di costringerla al matrimonio e lei nel disperato tentativo di comprarne la rinuncia gli regalò una ciocca di capelli d'oro. Egli non si curava del fatto che fosse oro spirituale e quando li volle vendere come una qualsiasi mercanzia al mercato la gente lo canzonò pensando fosse pazzo. In collera tornò alla capanna della donna, la uccise con le sue mani e ne sepellì il corpo accanto al fiume. Per molto tempo nessuno si accorse della sua assenza ma nel sepolcro i capelli d'oro della donna presero a crescere diventatndo sempre più lunghi. I magnifici capelli ondulati si sollevarono in spire e crebbero sempre di pù fino a riempire la tomba di un campo di ondeggianti giunchi d'oro. I pastori tagliarono i giunchi per farne flauti e quando presero a suonarli i piccoli flauti cantarono e non smisero mai di caantare: qui giace la donna dai capelli d'oro, assassinata, uccisa dal figlio del carbonaio perché desiderava vivere. E coì l'uomo fu scoperto e portato in giudizio e coloro che vivono nei boschi selvaggi, come noi, furono di nuovo al sicuro''.

Se il messaggio manifesto è quello di prestare attenzione quando ci si trova in luoghi solitari nel bosco, il messaggio più profondo che racchiude questa storia è che la forza vitale della donna, anche se tacitata e sepolta, continua a crescere e emanare conoscenza.
Nella favola si nota come nessuno indaga sull'assenza donna e questo non è insolito nelle favole quanto nella vita reale.

Sebbene la gente percepisca che una donna ha il cuore trafitto per caso o intenzionalmente chiude gli occhi di fronte alla sua evidente ferita. Ma quando una donna mantiene un segreto vergognoso l'enorme quantità di autobiasimo e tortura che deve sopportare è tremenda e la divora dall'interno.
"Un segreto vergognoso è come un filo spinato che le si stringe attorno le budella se cerca di liberarsene". Ma il messaggio racchiuso in questo racconto è che per quanto una donna possa essere umiliata e ferita la sua vita psichica continua a cantare,risale in superficie e la aiuta a ricostruire.

"e lei sognava un amore profondo
unico e grande più grande del mondo
ma il vento adesso le aveva lasciato
solo il ricordo di un amore rubato
come un fiore che è stato spezzato
così l'amore le avevan rubato"

("l'amore rubato" di Luca Barbarossa)

 

Elena Ornaghi ha inoltre raccontato, attraverso la lettura della deposizione al processo del 1912, la storia di Artemisia Gentileschi, pittrice romana del 1500, che subì un'atroce violenza da parte di Agostino Tassi, anch'egli pittore di quel tempo.
È stato evidenziato il coraggio della donna, pittrice dalle grandi doti, che pur di provare la verità di ciò che le era stato fatto si sottopose alla tortura dei fili di ferro sulle mani.
Ciò che le venne inflitto lo testimoniò attraverso la creazione di un quadro che la raffigurava vestita di giallo, colore delle prostitute, accusando il mondo del trattamento ingiusto che le aveva riservato.

"Donna che non sente dolore
quando il freddo gli arriva al cuore
quello ormai non ha più tempo
e se n'è andato soffiando il vento."

("Donna" di Mia Martini)

"Quanto è antica la gelosia? È sempre esistita come se fosse nata insieme all'uomo.Il maschio ha sempre considerato il corpo della donna come sua proprietà e la donna ha sempre sopportato la gelosia del maschio ritendendola necessaria perché avrebbe significato sicurezza e cibo per la sua prole. Nel corso del tempo si è a poco a poco svincolata da questa funzione ed è diventata una componente dell'orgoglio maschile, orgoglio di possesso. Orgoglio non solo presente nella caverne preistoriche ma anche nei salotti delle case. La gelosia esasperata è sempre stato purtroppo il sentimento alla base di grandi tragedie".

La dottoressa Lucia Benaglia, responsabile dell'ufficio sociale del Comune

I ragazzi del gruppo di teatro di StendhArt, Alessandra Maggioni e Nicolò Colombo, hanno recitato il dialogo tra Otello e Desdemona tratto dalla tragedia shaeksperiana.
"Noi donne molto spesso siamo portate a prendere delle decisioni tenendo in considerazione il parere degli altri più che ciò che sentiamo davvero. È essenziale che troviamo il coraggio di scegliere da sole. Solo allora potremmo essere sicure che il nostro modo di vivere rispecchi davvero chi siamo in realtà" ha ricordato la dott.ssa Lucia Benaglio, responsabile dei servizi alla persona del Comune.

"E ripetevi tutto questo con quell'aria da padrone
convincendomi a pensare che io avevo torto e tu ragione
ma lo sai alla fine che l'amore
se lo tieni chiuso a chiave
guarda altrove".

("nessuna conseguenza" di Fiorella Mannoia)

Nella parte conclusiva della serata si è svolta una dimostrazione di autodifesa da parte dell'istruttore dell'associazione e due allieve, Luana De Giglio e Sara Youssef, accompagnata dai passi di danza di Loredana Mazzoleni e Marta Milesi.

L'assessore Elena Ornaghi ha concluso la serata ricordando al pubblico che ciò che noi possiamo fare, anche attraverso il nostro agire silenzioso, è ''costruire un ponte sopra il fiume tormentato che non lascia via d'uscita permettendo così ad una donna di lasciare un passato di dolore per giungere alla consapevolezza che la vita è bella e vale la pena di essere vissuta bene''.
Sara Ardagna
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