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Scritto Martedì 04 dicembre 2018 alle 21:34

Missaglia: la Cassazione si pronuncia sul braccio di ferro contro gli eredi Motto. Dal Comune un indennizzo ''da capogiro''

La palazzina realizzata a fine anni Ottanta dalla cooperativa
Filca Armonia, al centro del contenzioso legale
Un'ordinanza della Corte di Cassazione, pubblicata lo scorso 16 novembre, ha parzialmente confermato la sentenza già emessa nel secondo grado di giudizio, condannando il Comune di Missaglia a versare agli eredi Motto una cifra consistente, pari a 800mila euro circa, dovuta all'indennizzo del terreno espropriato in Via Agazzino, località Contra, per la realizzazione degli alloggi della cooperativa Armonia, e all'occupazione del suolo.
Si tratta dell'atto conclusivo di una vicenda che si trascina ormai da decenni, che nel 2014 si era arricchita di un vero e proprio colpo di scena. Quattro anni fa infatti, la Corte di Appello di Milano aveva dato ragione agli eredi Motto (i pronipoti di Giulio, proprietario del terreno e mancato successivamente), condannando il Comune di Missaglia a rifondere al privato ben 960mila euro, quale spettanza dell'indennità di esproprio dell'area di Via Agazzino. Se la Cassazione nella sentenza datata 2005 aveva stabilito la legittimità dell'atto espropriativo, era infatti rimasta in sospeso l'indennità da corrispondere al privato, disciplinata da nuove leggi varate nel frattempo.
Il recente pronunciamento del terzo grado di giudizio ha parzialmente annullato il provvedimento della Corte di Appello, anche se in sostanza per l'amministrazione comunale missagliese, cambia poco.
''La Cassazione attraverso un'ordinanza ha confermato per il novanta per cento la sentenza precedente. E' stato riconosciuto in pieno il diritto all'indennizzo per l'espropriazione, annullando invece la determinazione sull'indennità di occupazione. Di cinque annualità infatti, quattro sono nel frattempo cadute in prescrizione'' ci ha spiegato Ettore Ribolzi, l'avvocato della famiglia Motto. ''A questo punto va fatto un ricalcolo della somma dovuta ai miei assistiti''.
In sostanza alla controparte il Comune di Missaglia dovrà versare una cifra di poco inferiore a quella stabilita quattro anni fa; da 960mila euro, l'indennizzo ai Motto dovrebbe abbassarsi a circa 800mila euro secondo un calcolo approssimativo.
Ora la palla potrebbe tornare alla Corte d'Appello: la Cassazione non avendo poteri decisionali nel merito, ha infatti invitato le parti a riassumere la decisione in quella sede entro tre mesi, anche se un accordo tra le parti sulla cifra - calcolatrice alla mano - potrebbe consentire un risparmio di tempo e ulteriore denaro per le spese legali.
Una sentenza, quella emessa negli scorsi giorni, attesa da quasi un anno e che rappresenta una ''doccia gelida'' per l'amministrazione comunale missagliese che ora dovrà decidere come muoversi nei confronti dei proprietari degli alloggi della Cooperativa, che potrebbero essere chiamati oggi a mettere mano al portafoglio, pagando cifre consistenti. Da tempo a conoscenza del rischio di perdere la causa e coinvolti dal sindaco e dalla giunta in alcuni incontri per fare il punto sulla vicenda, gli assegnatari degli appartamenti di Via Agazzino già nel 2014 erano stati costituiti in mora dal Comune. Ora non resta che conoscere quello che succederà dopo il pronunciamento della Cassazione dei giorni scorsi, dopo la pubblica udienza dello scorso 4 luglio.
G.C.
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