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Scritto Mercoledì 05 dicembre 2018 alle 10:19

Casatenovo: Donne e Mamme e il Comune ospitano Galbiati, il papà di Riccardo, in una serata sulla donazione degli organi

Tante immagini di Riccardo sorridente, immortalato sulle piste da sci, in barca, con le sorelline o tra i suoi amati fornelli. Si è aperta così, sulle note della canzone di Vasco ''Un senso'', la serata organizzata lunedì sera nella sala consiliare del municipio di Casatenovo dall'associazione ''Donne e Mamme'', che ha voluto ospitare l'imprenditore sironese Marco Galbiati, papà del quindicenne Ricky, scomparso due anni fa a seguito di un improvviso malore che in pochi giorni ne ha stroncato la giovanissima esistenza.

Da sinistra Barbara Beretta, il sindaco Filippo Galbiati, gli ospiti Marco Galbiati e Laura Melesi e Luisella Brivio

Aveva soltanto quindici anni Riccardo: tutta una vita davanti e tanti sogni, su tutti quello di diventare un bravissimo chef. Quel 30 dicembre 2016 invece, come un fulmine a ciel sereno, ha segnato l'inizio di un percorso di sofferenza per i suoi genitori, i suoi familiari e i suoi amici. Papà Marco però, non ha voluto perdere nemmeno un ricordo del suo primogenito e insieme alla giornalista Laura Melesi ha dato alle stampe ''Il tuo cuore, la mia stella'', libro presentato lunedì a Casatenovo, con alcune pagine lette in apertura di serata da Luisella Brivio, vicepresidente di ''Donne e Mamme''.

''Questa sera vuole avere il significato di un abbraccio a Riccardo'' ha esordito il sindaco Filippo Galbiati, introducendo il delicato tema della donazione, al centro dell'iniziativa che ha visto presenti anche i referenti dell'Aido. ''Fare il sindaco, oltre agli oneri, consente di rappresentare un paese ed è per questa ragione che desidero dare simbolicamente un abbraccio corale ad un ragazzo che non conoscevamo, ma al quale vogliamo bene. Da questa sera Riccardo è un casatese a tutti gli effetti''.

Il primo cittadino ha ricordato la recente scelta, assunta dall'amministrazione che rappresenta, di intitolare la piazzetta di Rogoredo alla memoria di Riccardo Galbiati e Nicholas Green, la cui prematura scomparsa ha consentito di salvare altre vite, grazie alla donazione dei loro organi. A questo proposito, rivolgendosi ai ragazzi del catechismo intervenuti alla serata, il sindaco Galbiati ha precisato che ''il tema è difficile da trattare perchè vita e morte si incrociano in un percorso inatteso e la maggior parte delle volte avviene in occasione di eventi tragici e inattesi, che lasciano sgomenti. Sono cose a cui non si è mai pronti. Nessuno lo è: nemmeno gli adulti, nemmeno i medici''. Tuttavia a detta dell'amministratore casatese - medico di professione - su questo tema il nostro Paese è all'avanguardia: c'è una cultura importante e un sistema di eccellenza assoluta. ''Il trapiano è un trasferimento di vita e ha un valore grandissimo'' ha concluso il primo cittadino, dando la parola al papà di Riccardo.

Marco Galbiati, papà di Riccardo

''E' vero: il tema della donazione è una scelta molto difficile. In Italia siamo avanti, ma meno di altri Paesi. Non basta andare in Comune e dire sì quando si fa la carta d'identità, serve una cultura maggiore, a partire dalle scuole. Nel nostro caso non siamo stati noi a decidere: la sua forza è stata fondamentale per farci dire di sì'' ha detto Marco Galbiati, che insieme alla mamma di Ricky ha deciso di autorizzare l'espianto degli organi. Fegato, reni e cornee sono stati donati a pazienti che hanno potuto così iniziare una seconda vita.

A questo proposito l'imprenditore ha ricordato la battaglia che sta portando avanti per cambiare la legge che allo stato attuale non consente di conoscere i destinatari degli organi espiantati ad un proprio congiunto, per ragioni di privacy. ''L'ho fatto con l'unico desiderio di raccontare a queste persone chi era Ricky: un ragazzone che sorrideva sempre. Quando ho incontrato Maurizio, che ha ricevuto uno dei reni di mio figlio, è stato un momento bellissimo. E' nata un'amicizia sincera. Entro il 2019 spero che l'impianto legislativo possa essere cambiato, con effetto retroattivo'' ha aggiunto Galbiati, che più volte nel corso della serata si è raccomandato di parlare maggiormente della donazione per far capire cosa significa.

I volontari di Aido presenti alla serata. In piedi il presidente provinciale Antonio Sartor

Relativamente al libro ''Il tuo cuore, la mia stella'' edito da Mondadori, l'autore ha spiegato di averlo voluto scrivere per ''raccontare Riccardo''. ''Incontrarmi con Laura ogni settimana mi ha consentito di tirare fuori tutto quello che avevo dentro'' ha aggiunto Marco Galbiati. ''La sua scomparsa mi ha insegnato molto, soprattutto mi ha spinto ad aiutare gli altri, come faceva lui nella quotidianità. La paura di dimenticare ha generato in me degli effetti positivi''.
''Inizialmente non avevamo pensato ad un libro: raccoglievamo tutti i lunedì una serie di pensieri. Per Marco è stato un momento di racconto, catartico sotto ogni aspetto. La sua vita in un certo senso è rinata nonostante il grande dolore e in questi mesi è riuscito a fare tante cose belle, a farne un'occasione di speranza'' ha detto Laura Melesi.

Un percorso - quello cominciato dopo la morte di Ricky - intriso di dolore e di alcuni interrogativi che l'altra sera Galbiati ha voluto condividere con il pubblico casatese. ''Sono favorevole alla donazione, ma non sempre secondo me le informazioni sono del tutto trasparenti'' ha detto Galbiati, facendo riferimento all'annuncio della sopraggiunta morte cerebrale da parte dei medici e alla repentina domanda sulla possibilità di espiantare gli organi del figlio. ''A mio figlio batteva ancora il cuore: forse è necessario spiegare meglio, fare grande formazione ed essere chiari per una maggiore consapevolezza a vantaggio di tutti. Perchè sono il primo a dire: donate. Ma serve chiarezza'' ha aggiunto l'ospite.

A questo proposito è intervenuto Antonio Sartor, presidente provinciale di Aido, che ha assicurato l'impegno del sodalizio nel promuovere la cultura della donazione, a partire proprio dalle scuole. ''Noi parliamo di un principio etico, dell'importanza del dono, ma quando incontriamo i ragazzi insieme a noi c'è sempre un medico, perchè non vogliamo entrare negli aspetti sanitari. Dal nostro punto di vista è essenziale parlarne subito, cercando di coinvolgere i giovani anche grazie alla presenza di riceventi e di genitori di ragazzi che hanno subito l'espianto degli organi. Lo scorso anno abbiamo incontrato circa 5mila ragazzi nelle scuole. Non in tutte però riusciamo ad entrare'' ha detto Sartor.

Le domande poste all'ospite da parte del pubblico, le testimonianze di due infermieri presenti e i saluti finali affidati a Barbara Beretta dell'associazione Donne e Mamme - facendo le veci della presidente Lorena Crippa, impossibilitata a presiedere l'incontro - hanno concluso la serata.
G.C.
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