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Scritto Giovedì 06 dicembre 2018 alle 09:35

Casatenovo: aperto per la prima volta il 26 dicembre 1968, l'Auditorium si prepara a festeggiare mezzo secolo di attività

L'Auditorium di Casatenovo si prepara a tagliare l'importante traguardo del mezzo secolo di vita.

L'Auditorium di Casatenovo

Era il 26 dicembre 1968 quando il cineteatro di proprietà della parrocchia aprì i battenti per la prima volta, al culmine di lavori che coinvolsero l'intera comunità. L'idea di costruire in Via Parini una struttura più grande di quella già a disposizione accanto all'oratorio - all'angolo tra Via San Giorgio e Via Garibaldi - fu dell'allora prevosto Monsignor Ettore Pozzoni che il 13 gennaio 1951 sul diario parrocchiale, scrisse che lo sviluppo del paese poteva ''invogliare qualcuno ad aprire una sala pubblica nociva per il popolo''.

Alcune immagini dei lavori iniziali e delle prime locandine


Erano gli anni d'oro della Vismara - il grande marchio alimentare con sede in centro paese presso il quale lavoravano centinaia di casatesi e non - ma anche gli anni d'oro del cinema italiano; quello di pellicole storiche firmate da Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Sofia Loren, Roberto Rossellini e Federico Fellini.
L'idea originaria di Monsignor Pozzoni fu raccolta e portata avanti dal successore, don Angelo Grossi; fu proprio lui il giorno di Santo Stefano di cinquant'anni fa, a benedire l'Auditorium. La struttura originaria era molto diversa da quella attuale: il cineteatro casatese disponeva di novecento posti a sedere, un palco più arretrato di oggi e poltroncine un po' più strette. Per la comunità tuttavia, si trattava di un vero e proprio regalo.

La facciata del cineteatro casatese nei primi anni di attività e sotto i volontari con Luigi De Filippo nel 2004

La progettazione prese il via nel 1954, poco dopo l'insediamento del nuovo prevosto, anche se il cantiere si insediò diversi anni più tardi, a causa di altre incombenze e lavori più urgenti che nel frattempo la parrocchia dovette sostenere. L'incarico - dopo una prima stesura a cura dell'ingegner Locatelli - venne affidato all'architetto Rubens Magnani. Fu necessario attendere le risorse necessarie e tutti i permessi del caso per poter dare il via ai lavori: il 1°settembre 1966 però, giunse finalmente l'autorizzazione per la costruzione del nuovo Auditorium, al quale contribuì l'intera comunità. La spesa ammontava a circa 181 milioni di lire e ogni mese la gioventù femminile passava di casa in casa per raccogliere le offerte necessarie alla costruzione dell'opera, che venne inaugurata due anni più tardi, il 26 dicembre 1968 appunto.

Dopo la benedizione pomeridiana della nuova costruzione, in serata alle ore 21 la sala fu battezzata con il concerto del coro Santa Felicita e con l'esibizione del soprano Luisa Mandelli, del basso Davide Czadrof (del Teatro alla Scala di Milano) e dei maestri Vico Cazzaniga e Giancarlo Ghirardi, alle tastiere di armonium e pianoforte.
L'attività vera e propria però, prese il via soltanto nell'anno successivo, una volta montati i macchinari e messi a punto gli ultimi lavori. Don Angelo Grossi, con grande lungimiranza, suggerì la costituzione di un comitato di gestione per poter capire come utilizzare la sala che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto avere una funzione polivalente, potendo contare sulla presenza di un gruppo affiatato di volontari laici.

La hall come appare oggi

I primi anni furono segnati soprattutto dalle proiezioni cinematografiche: nel programma del giugno 1969 figuravano titoli come "Lungo duello'', "Dove osano le aquile'', "Avventure di Davj Crokett'', "Fantasma pirata Barbanera'' e l'appena uscito "2001 odissea nello spazio'', capolavoro del maestro Stanley Kubrick.
Non mancavano però gli eventi culturali, organizzati dal circolo Brianteo, mentre con il trascorrere degli anni anche la musica trovò posto nella grande sala parrocchiale di Casatenovo. Indimenticabile il concerto dei Pooh o le visite del ''molleggiato'' Adriano Celentano che proprio in Auditorium teneva le prove dei suoi ''live''.

Il bar e sotto un'immagine di repertorio dei volontari

Gli anni Ottanta invece, rappresentarono il periodo più buio dell'Auditorium, in concomitanza con la crisi del cinema. Molte sale parrocchiali chiusero i battenti, e anche se a fatica, quella casatese riuscì a portare avanti la propria attività fino alla fine degli anni Novanta. ''Il parroco di allora don Franco Annoni, che si era insediato nel 1973, decise di dare il via ad alcuni lavori necessari per poter rilanciare l'attività dell'Auditorium'' ci hanno raccontato Massimo Locati e Alberto Butti, due tra i più storici volontari del cineteatro casatese. ''Venne cambiata la cabina di proiezione, rifatto l'impianto audio e quello di riscaldamento e sistemate la hall e la facciata, oltre ad un'altra serie di opere per la messa in sicurezza della struttura''.

La scultura verde del pianista realizzata lo scorso anno all'ingresso della struttura e sotto a destra il vecchio listino prezzi per i biglietti

Il rilancio coinvolse anche i volontari: don Franco nel 1999 affidò la gestione del cineteatro parrocchiale a loro che, a distanza di quasi vent'anni, rappresentano ancora un punto fermo per l'Auditorium, a dir poco essenziale anche per i successori don Sergio Zambenetti e per l'attuale parroco don Antonio Bonacina.

I volontari con Diego Abatantuono e Paolo Ferrari, due degli attori che hanno calcato il palco casatese

''Sono più di trenta, maschi e femmine di tutte le età. Senza di loro l'attività non potrebbe andare avanti'' ha precisato il coordinatore Massimo Locati, già pronto a scaldare i motori per la nuova stagione teatrale - la diciannovesima - che prenderà il via il 4 gennaio. Perchè l'Auditorium non è soltanto cinema, ma un vero e proprio punto di riferimento culturale per il territorio. Lo scorso anno sono stati più di quattrocento gli abbonati e i nomi che calcheranno il palco casatese (su tutti Massimo Dapporto) fanno ben sperare anche per il 2019.

Altre immagini storiche relative ai progetti per l'Auditorium

Tanti gli artisti che negli ultimi anni sono passati dal cineteatro parrocchiale: da Diego Abatantuono a Piero Mazzarella, passando per Luigi De Filippo, gli artisti di Zelig e tanti altri. ''Ci sono tanti momenti indimenticabili: su tutti quando Paolo Ferrari nel 2014 annunciò il suo addio al teatro proprio sul nostro palco'' ha ricordato Alberto Butti, che per l'Auditorium si occupa delle relazioni esterne e dei rapporti con i media.

La cerimonia per il conferimento del Premio San Giorgio nel 2017 e sotto il recente concerto della Fanfara dei carabinieri

Per quanto riguarda il cinema, gli investimenti portati avanti negli ultimi anni hanno consentito di migliorare il servizio offerto all'utenza - grazie al nuovo proiettore digitale, alle nuove poltroncine, al restyling della hall e del bar - pur mantenendo basso il prezzo dei biglietti. Da non dimenticare poi le collaborazioni portate avanti negli anni con i comuni e gli enti del territorio, e con le associazioni fra cui ad esempio Telethon e infine il Premio San Giorgio, il riconoscimento conferito ai casatesi distintisi per meriti culturali, con due edizioni già all'attivo.

Cinquant'anni ricchi di volti, persone e immagini. Il prossimo 26 dicembre un concerto - i cui dettagli sono ancora in fase di definizione - accompagnato da un brindisi, sarà l'occasione per ricordare tutto questo.
Gloria Crippa
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