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Scritto Giovedì 06 dicembre 2018 alle 18:22

Nostra Famiglia: conclusa la rassegna dedicata ai genitori

"Tanti sono i progetti proposti nelle nostre scuole, ma non "tutti i progetti sono uguali", o meglio rispondono agli stessi riferimenti ideali e valoriali e ad una stessa visione dell'uomo. E' sempre più necessaria, pertanto, una maggior "consapevolezza critica" da parte dei genitori e dei docenti/dirigenti di fronte ai vari progetti che vengono proposti nelle scuole e questo a partire dalla verifica attenta dei contenuti, dei supporti didattici utilizzati, delle modalità di intervento, dei curriculum e della competenza degli esperti e della visione antropologico-culturale sottesa ai progetti stessi''. Queste le premesse con cui gli organizzatori hanno presentato il 6° ed ultimo appuntamento della rassegna "Per fare un Bambino ci vuole un Villaggio: una Coscienza in Rete".

Lunedì 3 dicembre alle ore 20:45, presso l'Auditorium don Luigi Monza a "La Nostra Famiglia" di Bosisio Parini, si è così tenuta una serata all'insegna della concretezza, dove i relatori intervenuti, da Manuela Ponti di A.I.D.D. ad Alberto Valsecchi dell'Associazione PARVUS, hanno saputo trasferire sul campo tutta la loro esperienza personale e quella delle loro associazioni di riferimento. Un simpatico finale ha visto i due relatori alternarsi tra loro per rispondere alle numerose domande di un pubblico qualificato e molto partecipe.

Ha introdotto la serata Manuela Ponti di A.I.D.D. (www.aidd.it), associazione che si occupa di prevenzione relative alla dipendenza da digitale (internet e videogiochi) da circa 15 anni e che è attiva in Regione Lombardia fin dal 1976 nel campo della tutela dei minori.

Ponti ha proposto ai presenti, quasi una sorta di intervento in una delle classi delle nostre scuole, una riflessione sul tema di internet, dalla sua struttura ai contenuti presenti, mediante l'illustrazione in breve della sua storia, del suo impiego e dei problemi o "pasticci" che ne posso derivare a causa di una mancata conoscenza della piattaforma di memoria e della sua natura "economica". Da qui una breve analisi dei contenuti presenti online, dai videogiochi in rete scaricabili per App, ai video su Youtube che portano a considerazioni e situazioni di cyberbullismo e di pedopornografia.

Manuela Ponti di A.I.D.D. e Alberto Valsecchi dell'Associazione PARVUS

Numerosi gli esempi citati in merito alle situazioni che oggi si verificano nelle scuole, tra giovani, giovanissimi, genitori e nonni pseudo-tecnologici.

A questo proposito è stato rivolto ai presenti un invito a prestare molta attenzione, nell'acquisto di videogiochi, al PEGI (Pan European Game Information) riportato sugli stessi.

Un esempio? Gta V, un videogame per le consolle con PEGI 18, molto diffuso tra i preadolescenti, che viene normalmente regalato da "zelanti" genitori, nonni, parenti e amici in occasione di compleanni, feste o altre ricorrenze.

La proposizione di alcune sequenze di una delle tante "challenge" o "sfide" presenti in rete e che vedono coinvolti gli adolescenti e non solo, ha invece aperto la strada all'intervento di Valsecchi dell'Associazione PARVUS (www.associazioneparvus.it ), realtà nata nel 2006 su iniziativa del dott. Ezio Aceti con sede a Erba e operante sul territorio.

Valsecchi ha subito invitato i presenti a "non perdere la speranza", ma al contrario a rimboccarsi le maniche e a mettere in discussione l'atteggiamento di fondo, troppo spesso accusatorio e giudicante, che il mondo degli adulti ha nei confronti delle nuove generazioni. Siamo di fronte a delle situazioni estreme, è vero, ma l'esperienza ci dice che esiste un positivo e che, tra i banchi di scuola, si annidano risorse e grandi potenzialità di bene.

Valsecchi ha proseguito soffermandosi sulle "caratteristiche fondanti" delle proposte di PARVUS che, in quanto rivolte a tutte le componenti della scuola (genitori, docenti e studenti), si pongono l'obbiettivo di essere formative, preventive e sistemiche, cioè capaci di coinvolgere, a diversi livelli, più professionisti secondo un unico obiettivo (psicologo, legale, tecnico informatico).

A conclusione del suo intervento, Valsecchi ha precisato le tre macroaree su cui si basano i progetti e le proposte di Parvus:

• AREA DEL MONDO 2.0 - Rendere consapevoli gli alunni circa il loro stile di uso dei nuovi strumenti di comunicazione (smartphon, tablet, pc ecc...);

• AREA DEL SE' - Formare e potenziare la capacità di discernere tra realtà e "realtà virtuale", tra sé reale e "sé virtuale";

• AREA DELLE RELAZIONI - Motivare ad un uso consapevole, responsabile e auto-controllato di internet e dei social network.

Due sensibilità e due modalità diverse di proporsi e di approcciarsi al problema, ma un comune punto di partenza: il riconoscimento della priorità educativa della famiglia, si ricorda a questo proposito la recente circolare, datata 20 novembre 2018, della Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici del Ministero dell'Istruzione Italiano (Miur) i cui si afferma che "La partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio, ivi inclusi gli ampliamenti dell'offerta formativa di cui all'articolo 9 del D.P.R. n. 275 del 1999, è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni, o degli stessi se maggiorenni. In caso di non accettazione, gli studenti possono astenersi dalla frequenza", e il valore assoluto della persona e del minore al punto che, hanno ricordato al termine gli organizzatori. "Se una cosa è vera, è buona ed è bella; se è bella, è buona ed è vera; e se è buona, è vera ed è bella. E insieme questi elementi ci fanno crescere e ci aiutano ad amare la vita, anche quando stiamo male, anche in mezzo ai problemi. La vera educazione ci fa amare la vita, ci apre alla pienezza della vita" (Papa Francesco, Giornata per la Scuola, P.za San Pietro 10 maggio 2014)

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