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Scritto Venerdì 21 dicembre 2018 alle 08:37

Molteno: approvato il piano del diritto allo studio 2018/19

Approvato con l'astensione del gruppo di minoranza PD anche il piano del diritto allo studio del comune di Molteno per l'anno 2018-2019. Nel consiglio comunale di mercoledì 19 dicembre, l'assessore alla cultura Giuseppe Chiarella ha fornito gli approfondimenti sul tema.
La quota maggiore è destinata alla scuola dell'infanzia "La chiocciola" frequentata da 103 bambini di cui 89 di Molteno: per il fatto di essere gestita da una fondazione di nomina comunale, riceverà 92.300 euro di cui 77.000 per coprire le rette pagate dalle famiglie, oltre a trasporto e assicurazione.
Alla scuola primaria, frequentata da 200 alunni di cui 163 di Molteno, sono destinati 62.000 euro che coprono anche il trasporto scolastico di 20.000 euro.
La scuola secondaria, con 316 iscritti di cui 107 del paese, prevede la ripartizione delle spese dell'istituto e della direzione didattica, calcolato sulla base del numero di studenti, tra i comuni con cui è attiva la convenzione, ovvero Garbagnate Monastero, Sirone e Rogeno. È stata realizzata quest'anno una nuova aula scolastica e l'istituto opera ora a "pieno regime" con 14 sezioni. Per la ristorazione la quota coperta dal comune ammonta a 8.000 euro e l'amministrazione ha anche istituto l'apposita commissione per vigilare sulla mensa.
La consigliera di minoranza ha rinnovato l'intervento proposto ogni anno, chiedendo per quale motivo i contributi non rispondano a un principio di equità per le famiglie, che potrebbe essere individuato attraverso il regolamento ISEE.
"Quando ci sono casi attenzionati, non viene fatta una scelta discrezionale ma la documentazione viene trasmessa all'ufficio dei servizi sociali che valuta il caso e, se necessario, il comune eroga le risorse" ha motivato il vicesindaco Chiarella sostenuto dal primo cittadino. "Se avessimo applicato il principio ISEE, una famiglia normale con due genitori lavoratori e una casa di proprietà pagherebbe più di quanto fa ora. Questo principio andrebbe a penalizzare le famiglie medie ed è quello che non vogliamo" ha aggiunto Mauro Proserpio.
M.Mau.
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