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Scritto Venerdì 04 gennaio 2019 alle 18:50

Nibionno: l'87enne Luciano Bellini dello sci-club ci racconta la passione per le piste che lo accompagna da quasi settant'anni

Luciano Bellini mostra con orgoglio i suoi trofei

Ottantasette anni. Tanti certamente, ma non abbastanza per il nibionnese Luciano Bellini per appendere gli sci al muro. "A febbraio anzi, andrò sulle Dolomiti per un weekend in Val Badia con lo sci-club "La Torre" di Nibionno" rivela, pieno di vitalità, dopo averci fatto entrare nell'appartamento di Tabiago dove vive con la moglie. Parlare con lui della sua passione per lo sci significa anche ripercorrere la storia di uno sport che in Italia ha cominciato a diffondersi solo all'inizio del ‘900 e di vedere i tanti cambiamenti che ne hanno scandito la storia.


Quando e come è nata la sua passione per lo sci?
Tutto è iniziato dopo la guerra, grazie a degli zii di Milano. Di famiglia benestante, nel 1950 hanno iniziato a portarmi a sciare con loro a Lanzo d'Intelvi, quasi al confine con la Svizzera. Da quelle prime uscite è nata la passione che non mi ha più lasciato. Prima con gli zii, poi con gli amici e infine con gli altri iscritti dello Sci Club "La Torre" di Nibionno con cui ho partecipato a tutta una serie di tornei e gare sociali.

Ha iniziato a sciare quasi settant'anni fa. Cosa voleva dire sciare negli anni ‘50?
Per prima cosa devo dire che le montagne erano molto meno affollate: gli appassionati erano ancora pochi e lo sci rimaneva uno sport ancora molto d'élite. Anche l'attrezzatura apposita per lo sci era ancora molto scarsa. Gli sci di legno, semplici scarponi per la montagna, un giaccone di tutti i gironi e un cappello: ecco tutto ciò che portavo con me per le prime discese. Assente o molto limitata invece, qualunque attrezzatura per la sicurezza.


Oltre all'attività sportiva, per lei la passione per lo sci ha voluto dire anche altro, vero?
Sì, sono state insegnante di sci per i più piccoli per trasmettere loro la mia passione. Sempre per i bambini preparavo artigianalmente gli sci da utilizzare una volta sulla neve: giravo il pezzo di legno prescelto, ne preparavo la base, applicavo la sciolina, fredda e calda. Così, erano pronti per l'uso.

Anche queste attività le ha svolte all'interno dello Sci Club "La Torre" di Nibionno. Da quando ne fa parte?
Sono entrato nell'associazione più di quarant'anni fa e sono sempre andato con loro, cercando di essere sempre presente alle gite sociali organizzate annualmente in varie località sciistiche: a Courmayeur, a Alagna, sulle Dolomiti ad esempio.

Sono passati quasi settant'anni dalla prima volta con gli sci. Cosa la spinge a continuare a indossarli?
Lo sci è uno sport che mi soddisfa sempre, anche se oggi è molto più pericoloso di un tempo. La specialità che più mi piace è il gigante/supergigante di cui ho partecipato a tante gare e competizioni.

Alla sua età, non si è mai sentito fuori posto sulle piste?
Assolutamente no. E' vero che incontro sempre meno persone della mia età lungo le piste ma personalmente, finché il fisico me lo permette, non ho intenzione di smettere di andarci.

Dopo tanti anni sulle piste, cosa si sente di dire agli sciatori più giovani?
Innanzitutto, siate molto prudenti e utilizzate la testa, senza andare fuori pista, rischiando la propria vita come già successo in tanti casi. Abbiate lo sci sempre in ottime condizioni con le lamine nel posto giusto e fatte bene così da guidare bene durante la discesa. Infine, non dimenticate mai di indossare il casco perchè può salvarti la vita soprattutto ora che si possono raggiungere velocità inimmaginabili ai miei tempi.

E a chi invece non si sia mai avvicinato allo sci, cosa consiglia?
Come avevo detto ai miei quattro nipoti, che prima erano più scettici e ora vanno tutti sugli sci, io consiglio sempre di provare almeno una volta di utilizzare gli sci. Lo considero uno sport per divertirsi e per stare bene, in salute e in forma.

Alessandro Pirovano
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