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Scritto Domenica 06 gennaio 2019 alle 22:09

Costa: concerto di inizio anno con la storia della musica

È stata la musica italiana la vera protagonista del concerto di inizio anno proposto dall'amministrazione comunale di Costa Masnaga in collaborazione con la biblioteca. Presso il palazzetto di via Verdi, addobbato con alte piante e fiori, nel pomeriggio di domenica 6 gennaio è stato ospitato lo spettacolo "E' già ieri".

"È questo il modo in cui l'amministrazione comunale decide di augurare un buon 2019 a tutti i cittadini, con la speranza che questo anno possa portare un desiderio di scoperta dato che ricorrono i 50 anni dallo sbarco sulla luna. Vi auguro di perseguire con fatica gli obiettivi e le sfide che appaiono difficili senza però dimenticare il passato. Abbiamo voluto scegliere questo percorso musicale attraverso la musica italiana per traghettare da un anno all'altro senza dimenticarci il nostro passato" ha esordito la sindaca Sabina Panzeri.

Alle sue parole hanno fatto seguito quelle dell'assessore alla cultura Anna Cazzaniga. "Perchè abbiamo scelto di proporre questo tema? Ci lamentiamo spesso di cosa non funziona nel nostro paese. Proviamo questa volta a partire da ciò che va bene, ovvero una canzone che ha portato la nostra nazione in tutto il mondo. Vorrei che sia un modo perché tutti possiamo cogliere il positivo intorno a noi per trascorre un anno sereno".

Come ha spiegato il presentatore Massimo Graziano, il concerto trae origine dall'anteprima della storia della musica italiana che, presentata in passato a Costa, è stata poi portata in giro per l'Italia. Lo spettacolo, piuttosto fortunato nel suo sviluppo, terminava con l'anno 1958 e il noto brano "nel blu dipinto di blu" con cui Roberto Modugno vinse il festival di Sanremo. Il nostalgico progetto "è già ieri", che si propone di "restituire il profumo di un'epoca", è ripartito proprio da dove si era in qualche modo interrotto ed è entrato nel vivo con un pot-pourri di canzoni suonate da Roberto Temperini.
Lo spettacolo rappresenta il percorso degli ultimi 50 anni della musica italiana leggera attraverso le scuole regionali, milanese, romana, emiliana, ligure a partire dalla canzone napoletana da cui tutto ha avuto inizio.

"Si dedicherà uno spazio importante la canto popolare, espressione di cultura delle classi subalterne, di cui testimonia i sentimenti, le aspirazioni e le lotte. La musica popolare, in Italia, era infatti legata alle culture regionali e sotto regionali e a quella civiltà prevalentemente agricola rintracciabile nel nostro paese prima che iniziasse il processo di industrializzazione" hanno detto gli organizzatori. "Tempo fa si era accesso un dibattito sul perché gli italiani non cantassero più. forse le canzoni erano in passato più orecchiabili e forse c'era più gioia di vivere, ma soprattutto la nostra vita non era dominata dai rumori così come purtroppo accade oggi; viviamo in un acquario sonoro non solo perché la musica ci arriva da tutte le parti ma perché il chiasso è una costante della nostra esistenza. Però, anche se cantiamo meno, il peso che le canzoni hanno nella nostra vita non è affatto diminuito; se la canzone non trova posto nella storia dell'arte ne trova invece uno immenso in quella dei sentimenti".
Lo spettacolo è stato reso possibile grazie agli interpreti Francesca Bottone, Cristina Valenti e Max Corfini e alla partecipazione straordinaria di Valerio Liboni.
M.Mau.
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