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Scritto Giovedì 10 gennaio 2019 alle 08:20

Bosisio: il triennio di lavori del comitato della Grande Guerra presentato in una serata

Una serata per racchiudere il lavoro di un triennio, raccogliere i pensieri e dare rilievo al piccolo tesoro scoperto sui valorosi concittadini che hanno dato la vita per la patria. L'altra sera, presso il centro studi di Bosisio Parini, si è tenuta la festa del Tricolore, ovvero la giornata nazionale che celebra la bandiera italiana.

I protagonisti della Festa del Tricolore a Bosisio

In quest'occasione un gruppo di interessati cittadini si è ritrovato per tirare le fila delle iniziative svolte dal 2015 al 2018: il comune e il Comitato per la Memoria della Grande Guerra presieduto da Claudio Grimoldi, in questo triennio, hanno infatti proposto una serie di occasioni per accompagnare le tappe degli avvenimenti della prima guerra mondiale, in occasione del centenario dall'inizio e dalla fine del conflitto. Un lungo lavoro che ha portato a una serie di scoperte, talora persino di un certo rilievo, di cui si è fatto prezioso ricordo in quest'occasione.

"Il comitato non è si è costituito per celebrare la guerra, che non merita mai attenzione, ma per ricordare i fatti e le persone, soprattutto quelle di Bosisio. Le iniziative sono servite a ricordare i caduti e a ridestare l'orgoglio di essere italiani" ha ricordato all'inizio il sindaco Giuseppe Borgonovo. Il rappresentante del gruppo di minoranza "Insieme per Bosisio" si è dichiarato soddisfatto del lavoro compiuto: "In questo triennio abbiamo avuto una massiccia partecipazione della cittadinanza, segno che abbiamo lavorato bene" sono state le parole di Andrea Colombo, mentre Giacomo Gilardi di "Bosisio Viva" ha elogiato l'iniziativa che ha visto unite tutte le forze politiche. "Lo spirito di condivisione a beneficio della comunità è un valore che si deve coltivare per porre le radici".


Il progetto ha coinvolto anche l'istituto comprensivo del paese tanto che alla serata hanno presenziato alcuni ragazzi di seconda e terza media insieme ai docenti, tra cui la professoressa Donatella Biffi, membro del comitato. "Gli alunni sono stati coinvolti con un lavoro non solo a livello nazionale ma anche locale con la ricerca di documenti e testimonianze per celebrare la vittoria e promuovere il valore della pace che l'umanità, come vediamo ogni giorno, rischia di perdere" ha affermato la dirigente scolastica Orsola Moro. "La commemorazione si è aperta nel 2015 con il concerto degli studenti e, a novembre, le insegnanti di lettere avevano promosso un sondaggio per far scegliere ai ragazzi l'albero da mettere a dimora al termine del triennio. Un fatto imprevisto, quale la morte dell'ex assessore alla cultura Franco Rigamonti che aveva seguito con sollecitudine il progetto, ha fatto in modo che lo spazio pensato per l'albero venisse occupato da una quercia per ricordare la sua figura" ha aggiunto la preside che ha fatto una sintesi del lavoro compiuto, citando la costante presenza dei ragazzi e delle loro famiglie alle manifestazioni organizzate dal comitato. All'interno del progetto sulle scuole figurano principalmente il contributo dell'amministrazione per lo spettacolo teatrale con Gustavo La Volpe e la gita delle classi terze a Rovereto.


Dopo i saluti introduttivi la serata è stata condotta dal presidente del comitato: "Il punto centrale del nostro lavoro è stato la memoria. Abbiamo però avuto l'idea di percorrere la storia in modo diverso dal solito, tenendo ben presente che i grandi fatti sono compiuti da piccoli uomini che sono i nostri concittadini di un tempo". Da qui è nata l'idea di riscoprire la storia del proprio paese e di scavare nell'orto di casa.
Il triennio di lavori si è aperto con il partecipassimo consiglio comunale straordinario del 23 maggio 2015, una sorta di "veglia laica" accompagnata dal silenzio fuori ordinanza per ricordare l'inizio del conflitto bellico.
Sono seguite la visita a Cima Grappa e, in altra occasione, alla tomba di Luigi Emio Ratti - perito a soli 18 anni - a Candia Lomellina.

Nella seduta straordinaria del consiglio comunale, il 7 gennaio 2016, la famiglia Binda ha fatto dono della bandiera dell'associazione nazionale combattenti e reduci, mentre a giugno, la fondazione Mozzanica ha prestato la statua originale del milite del 1955, realizzato in sostituzione di quello precedente andato perduto con la requisizione del bronzo operata durante il fascismo. Quel monumento, realizzato da Giuseppe Mozzanica grazie alla raccolta fondi dell'associazione combattenti, è circondato da quatto bombe da bombarda che servivano per rompere il filo spinato. Tali bombe, attraverso un investimento dell'amministrazione, sono state ripulite e liberate dalla siepe che rischiava di corroderle.
Nel marzo 2017, è seguito un altro importante avvenimento: la famiglia Cavenaghi ha prestato il "libro d'oro, cronaca di tutti i soldati di Bosisio con Garbagnate Rota partecipanti alla guerra 1015-1018", datato 1920. "Il volume venne scritto dal maestro delle elementari Giuseppe Terzioli per accogliere informazioni su tutti i bosisiesi che parteciparono alla guerra. Grazie al suo lavoro, abbiamo oggi un elenco completo dei combattenti e dei caduti. Solo tre comuni in tutta Italia hanno realizzato opere simili. È un libro eccezionale che è stato messo a disposizione della comunità attraverso una scansione delle pagine, consultabili oggi sul sito del comune" ha spiegato Grimoldi.

Tra i caduti, figurano senz'altro Luigi Brusadelli e Abbondio Binda, entrambi appartenenti alla terza categoria, una fascia che avrebbe dovuto impedire il loro arruolamento per via del loro ruolo di padri di famiglia se non fosse che, con il prolungamento del conflitto, la richiesta di uomini diventò sempre maggiore. Sono stati inoltre scovati tre decorati al valore militare: Paolo Bartesaghi, medaglia d'argento per un gesto d'eroismo; Michele Bosisio, medaglia di bronzo per essersi esposto a rischi pure di portare in trincea il rancio e Simone Gamberetti a cui è stato assegnato un encomio solenne - secondo, per importanza, solo alla medaglia - per il aver svolto il ruolo di porta ordini attraversando più volte il fiume Piave.

Nel giugno 2017 si è poi tenuta la cerimonia di inaugurazione del parco delle Rimembranze riqualificato e del nuovo cortile comunale: nell'occasione del centenario della battaglia dell'Ortigara si è esibito il gruppo degli alpini di Canzo. Ad aprile del 2018 si sono svolti i lavori di sistemazione della cappella dei caduti al cimitero, mentre il 17 giugno il gruppo alpini di Canzo ha ricordato la battaglia del Solstizio. Il triennio si è concluso il 4 novembre scorso con la piantumazione della quercia, la scoperta delle stele ai caduti in uno spazio pubblico vicino alla chiesa di Sant'Ambrogio di Garbagnate Rota e la stampa di tre cartoline con annullo postale (sono state solo cinque in tutta Italia). La serie di cerimonie si è conclusa così come era iniziata, con il suono del "silenzio" che, alle 15 esatte, ha riempito il vuoto della piazza.

Al termine della presentazione sono intervenuti Ivo Mozzanica, figlio dello scultore che ha ringraziato per l'ospitalità e Roberto Fontana, capogruppo degli alpini di Canzo che si è complimentato per l'importante lavoro svolto dal comitato e dall'amministrazione.
Un progetto che ha richiesto impegno e passione ma che è stato in grado di attirare l'interesse della comunità per aver raccontato ed esaltato le gesta di compaesani esemplari.
Michela Mauri
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