Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 194.859.227
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 14/02/19

Lecco: V.Sora: 59 µg/mc
Merate: 27 µg/mc
Valmadrera: 55 µg/mc
Colico: 50 µg/mc
Moggio: 93 µg/mc
Scritto Martedì 15 gennaio 2019 alle 21:53

Ospedale, arriva Favini e senza giri di parole avverte: sotto 100 accessi PS chiuso di notte, meno di 500 parti stop al punto nascite

Sotto il cielo di Brianza c’è un Sindaco che gli risponde?
Che la conferma di Paolo Favini alla guida della nostra Azienda ospedaliera potesse rivelarsi una iattura era un'ipotesi tutt'altro che campata per aria. Di lui del resto si sapeva soltanto che: 1) era stato destinato in prima battuta al "Tumori" di Milano ma poi, non sono chiare le ragioni anche se si sa che le nomine rispondo a criteri anche di natura politica, all'ultimo istante era stato dirottato a Lecco per sostituire Stefano Manfredi chiamato al vertice dell'Irccs e 2) che coltiva una forte amicizia con l'attuale assessore alla sanità Giulio Gallera. In compenso di lui ne parlava bene Mauro Piazza, consigliere regionale di Forza Italia, dopo un rally tra vecchie e nuove - ma presto defunte - sigle politiche e, in misura minore anche Massimo Panzeri, capogruppo leghista a Merate che in Favini aveva visto l'alternativa, da lui assai più apprezzata, rispetto al ritorno di Giuseppina Panizzoli. Orbene, i due ora dovrebbero prendere carta e penna e commentare le dichiarazioni rilasciate dal Direttore generale oggi al Mandic circa il rischio che il Pronto soccorso del San Leopoldo Mandic, chiuda i battenti alle 20 per riaprirli alle ore 8 del giorno dopo.

L'ipotesi è la conseguenza del fatto che la Lombardia deve recepire la norma nazionale contenuta nel D.M. 70 in base alla quale per restare operativi H 24 i servizi di emergenza-urgenza debbono contare su almeno 100 accessi al giorno. La media del Mandic è attorno a 90 e la chiusura del ponte di Paderno ha influito negativamente sull'attrazione storica esercitata dal presidio di Merate sui paesi dell'isola bergamasca.

Sarà così? Noi pensiamo di no. La norma è assai più complessa e poggia essenzialmente sulla classificazione degli ospedali. Il Mandic, grazie a tutti i servizi di cui dispone da sempre, è classificabile di 1° livello. Per cui un Pronto soccorso ad apertura ridotta è inimmaginabile. Per quanto qualcuno, sempre dalle parti di Lecco, auspichi per Merate un futuro da ospedale di base, un POT in pratica. Ma detto ciò regge comunque, sia pure in via teorica il rischio che la regoletta trovi applicazione. Salvo poi scatenare la controffensiva. Ed ecco quindi il punto: uno si aspetta che il Direttore generale interpellato dalla stampa sul tema specifico dichiari che mai il pronto soccorso di un suo ospedale chiuderà di notte. Che semmai si profilasse l'ipotesi andrà a Milano a picchiare i pugni sul tavolo. Anche perché qualche "mano intelligente" ha aggiunto in calce alle prescrizioni: ".. di norma...di norma...". Cioè la regola è di 100, ma la si applica... di norma. Hanno fatto così tanti top manager in difesa dei punti nascita laddove i parti non raggiungevano le 500 unità annue. Invece no, l'ineffabile Favini ha dichiarato lievemente che le regole non si commentano, si rispettano. Bene. Allora cominciamo a chiedere all'ex commissario nominato Dg per ragioni che ci sfuggono, perché il Ps del Mandic perde attrattività? Non sarà perché l'organico è così ridotto da rendere estenuanti spesso le attese? E questa situazione è causata dalla mancanza di professionisti disposti a operare a Merate o dalla lentezza con cui si procede a emanare i bandi di assunzione? E' tutto casuale o dietro c'è un disegno preciso? Paolo Favini dovrebbe parlare chiaro perché lui è di passaggio nel meratese, noi ci dobbiamo e vogliamo restare. Il sospetto che Favini abbia qualche incarico che se attuato possa rivelarsi di estrema pericolosità per il territorio trova conferma nelle parole che ha pronunciato anche sul punto nascite: sotto i 500 parti si chiude. Ma questo signore ha la pur vaga idea di dove si trova? Pensa davvero che qualche regoletta possa far chiudere un presidio di 170 anni di età fatto dai meratesi? C'è ancora qualche sindaco con gli attributi che gliene dice quattro? E la Lega batte un colpo o è ferma alla storica battuta del suo segretario, con o senza Del Boca a Merate si nasce lo stesso?

A questo punto non resta che chiedere a Piazza e Panzeri un commento. A loro è concesso commentare e poi entrambi fanno parte della maggioranza che governa la Lombardia.

A quattro mesi dalle elezioni comunali la chiusura notturna del Ps sarebbe fatale. Per i partiti di maggioranza, prima di tutto. Non parliamo nemmeno del punto nascite. Ci sarebbe la sollevazione popolare e il buon Piazza stavolta non la svanga di sicuro. Ma è troppo legato alla poltrona per far rischiare ai suoi candidati una batosta. Dunque si appelli al ".. di norma..." e mostri nel concreto di aver meritato la valanga di voti che anche il meratese-casatese gli ha riversato addosso alle recenti elezioni regionali.

Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco