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Scritto Sabato 19 gennaio 2019 alle 17:58

Viganò: in assise le delibere su Retesalute. Bertarini e Ghezzi, ''noi, definiti affossatori, abbiamo conferito i servizi per cinque anni. Gli altri...''

Nella seduta consiliare di venerdì sera a Viganò, l'amministrazione del sindaco Fabio Bertarini ha voluto chiarire pubblicamente la propria posizione su uno dei temi più dibattuti della politica locale degli ultimi mesi: l'allargamento dell'azienda speciale (ASP) Retesalute, che gestisce da oltre un decennio i servizi socio-assistenziali per i comuni dell'ambito di Merate.
L'assise è stata infatti chiamata a deliberare su tre principali questioni: la presa d'atto dell'uscita della Provincia di Lecco con la conseguente ripartizione delle quote ai soci, l'aumento di capitale per il triennio 2019/2021 e infine, l'ingresso dei quattro comuni di Ello, Nibionno, Oggiono e Sirone. A relazionare sull'argomento è stato l'assessore ai servizi alla persona Renato Ghezzi, che ha seguito in prima linea la vicenda ''oggetto - come egli stesso ha ripetuto più volte - di molta attenzione da parte della stampa locale'' dal momento che ''si andava verso una diversa organizzazione dell'azienda''.

Una veduta del consiglio comunale riunito venerdì sera a Viganò

A questo proposito Ghezzi ha voluto fin da subito precisare che ''Viganò crede in Retesalute, l'ha sempre ritenuta indispensabile e non abbiamo mai voluto rinunciarvi. Siamo stati inseriti fra coloro che volevano creare difficoltà all'azienda, ma in realtà non abbiamo mai abbandonato l'idea di mantenerla pubbli­­­ca, come è sempre stata. L'ambito di Lecco ha fatto altre scelte, quattro comuni hanno deciso di non aderire all'azienda pubblico-privata e ci hanno chiesto la possibilità di entrare a far parte di Retesalute. Una richiesta che noi abbiamo accolto, passo dopo passo'' ha affermato l'assessore Ghezzi, precisando che ''non è mai stato osteggiato l'allargamento dell'azienda speciale, ben sapendo fra l'altro che ci sono comuni del caratese che hanno manifestato il loro interesse rispetto a questa esperienza. Ci saranno di sicuro altri dibattiti e momenti di confronto in futuro''.
L'ex primo cittadino ha poi ricordato come Viganò sia stato uno dei primi comuni dell'ambito meratese a conferire la gestione dei servizi a Retesalute per la durata di cinque anni, deliberando a fine novembre in consiglio comunale ''a dimostrazione della fiducia verso l'azienda che non è mai venuta meno''. Una scelta che non tutti i soci hanno compiuto; a questo proposito elencando ad esempio i casi di Casatenovo, Merate, Calco e Olgiate, comuni che hanno affidato la gestione all'Asp per un solo anno (o nel caso di Monticello di sette mesi), Ghezzi ha detto senza mezzi termini di non condividere affatto questa posizione. ''Con questa scelta creano non pochi problemi, tenendo conto che il 29 gennaio dovremo deliberare il bilancio di previsione e questa incertezza sul futuro potrebbe mettere in difficoltà Retesalute. Viganò ha sempre fatto la sua parte in modo chiaro'' ha concluso Ghezzi.

Da sinistra l'assessore Renato Ghezzi, il sindaco Fabio Bertarini, il segretario Marco Redaelli e il vicesindaco Stefano Cazzaniga

Parole alle quali hanno fatto eco quelle del sindaco Fabio Bertarini che ha voluto - testualmente - ''togliersi qualche sassolino dalla scarpa'', riferendosi soprattutto al documento presentato nella seduta assembleare di ottobre insieme ai comuni di Airuno, Calco, Missaglia, Osnago, Paderno, Robbiate, Sirtori e l'Unione della Valletta che - votato a maggioranza - aveva di fatto bloccato, o meglio rinviato, il percorso finalizzato al rilancio dell'Asp. ''Io e Renato siamo stati inclusi tra gli affossatori di Retesalute soltanto perchè volevamo capire meglio come stavano le cose. Non è così: dell'azienda pubblica di Lecco io non so nulla e non mi interessa, tanto è vero che abbiamo conferito i servizi a Retesalute per cinque anni, per far sì che possa funzionare bene. Chi invece è stato definito paladino o difensore dell'azienda ha dato l'incarico per un solo anno o addirittura per pochi mesi. Questo la dice lunga a mio parere e creerà non pochi problemi sui bilanci'' ha concluso il primo cittadino, ammettendo di aver sempre dato ampia delega al suo assessore sulla vicenda, ma di aver deciso di interessarsi personalmente all'Asp per capirne meglio il funzionamento, partecipando personalmente alle prossime assemblee, come ha fatto negli ultimi tempi. ''Spero che anche i miei colleghi facciano lo stesso, come qualcuno ha promesso e che tutto questo interesse non sia solo una folata di vento'' ha concluso Bertarini.

A sinistra le consigliere di minoranza della Lega, Monica e M.Vittoria Sala

Sull'aumento di capitale l'assessore Ghezzi ha spiegato che ''l'azienda in questo modo si mette al riparo da eventuali problemi, potendo stare sul mercato in maniera più tranquilla con un più facile accesso al credito. In assemblea ho chiesto più volte di sapere chi paga puntualmente e chi no, per poter tenere sempre sotto controllo l'andamento finanziario anche rispetto a quelli che sono i servizi erogati'' ha concluso l'ex primo cittadino, specificando che l'aumento di capitale comporterà per Viganò sul triennio una maggiore spesa di 6162 euro, 6500 euro circa considerando anche parte della quota della Provincia di Lecco assorbita.
Il consiglio si è espresso all'unanimità a favore dei tre provvedimenti: assente l'esponente della minoranza Per Viganò, Daniele Valtolina, le consigliere leghiste Maria Vittoria e Monica Sala non hanno sostanzialmente espresso alcuna considerazione sulla vicenda.
G.C.
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